Si salva l’aeroporto di Parma, altri due anni di operatività per il Verdi (VIDEO)

aeroporto verdi parmaLa strada è appena all’inizio, ma l’aeroporto “Giuseppe Verdi” di Parma per ora è salvo e continuerà ad essere operativo almeno per i prossimi due anni. Allo scalo, la cui società di gestione Sogeap sembrava oggi destinata alla liquidazione, arrivano infatti dall’Unione degli industriali della città ducale risorse fresche per circa cinque milioni per continuare l’attività. Il “miracolo”, a cui si era appellato nei giorni scorsi il presidente della società Guido Dalla Rosa Prati, è avvenuto questa mattina nel corso dell’assemblea dei soci, andata in scena nella sede dell’Upi, dove tecnicamente si è però solo preso atto dell’iniezione dei nuovi capitali. A partire da queste risorse, nella prossima assemblea che si terrà a luglio, si ragionerà di una newco con soci l’Uinione industriale e gli enti locali, o della creazione di una società partecipata.

Tra i dettagli da definire c’è anche l’assetto societario del nuovo soggetto, in cui la quota della banca austriaca Meinl, socio privato di maggioranza, dovrebbe scendere. La società aeroporto, nata nel 1983, rischiava la chiusura definitiva non per cattiva gestione degli amministratori (“qui non ci sono buchi” ha detto Dalla Rosa Prati), ma per semplice esaurimento della “benzina”. Il carburante cioè fornito negli ultimi sette anni dal socio privato di maggioranza, la banca austriaca “Meinl Airports International”, che detiene circa il 68% delle azioni della società e che ha deciso di chiudere i cordoni della borsa per il “Verdi”. Obiettivo principe dei prossimi due anni sarà dunque anche quello di trovare un nuovo partner industriale per i soci pubblici rappresentati dagli enti locali parmigiani tra cui il Comune, con il 7,73% delle quote, la Provincia (5,55%), e la Camera di commercio col 7,73%, più l’Upi con il 6,34%.

Nei mesi scorsi erano arrivate manifestazioni di interesse da alcuni soggetti privati per rilevare l’aeroporto, che non si sono però concretizzate. In primis dalla società cinese Izp fattasi poi di nebbia, e poi dalla Sea, la società di gestione degli scali milanesi. Più stabile, almeno per il momento, anche la posizione della trentina di lavoratori dell’aeroporto. Infine non vengono dispersi i risultati ottenuti in questi anni dalla struttura come la concessione ventennale da parte di Enac alla società di gestione, il riconoscimento di scalo di interesse nazionale e i diversi interventi infrastrutturali effettuati.

Al “Verdi” è inoltre legata a doppio filo, da un’apposito protocollo, la presenza nella città ducale dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare l’Efsa. Soddisfatto ma cauto il sindaco Federico Pizzarotti, che all’uscita dell’assemblea commenta: “L’asseblea ha preso atto della proposta degli industriali e ha deciso di riaggiornarsi a luglio per consolidare quella che sarà probabilmente la nascita di una newco per sostenere l’aeroporto. Noi continueremo a lavorare con l’attuale presidente, come abbiamo sempre fatto, per cercare di trovare nuovi sbocchi”. Ma oggi, precisa Pizzarotti, “è non un punto di arrivo ma di partenza”. Rispetto al passato, aggiunge il primo cittadino, “quello che non bisogna fare credo sia sedersi sugli allori, ma lavorare per consolidare relazioni economiche tra enti, altrimenti tra due anni siamo al punto di partenza”. Quello “che oggi è solo un progetto deve diventare un vero e proprio piano industriale. Penso che ci siano le condizioni”.

Aeroporto salvo dunque? “Diciamo- risponde Pizzarotti- che si va avanti. Salvo è con un piano industriale che dia prospettive solide per almeno cinque anni”. Piu’ sollevato il presidente di Sogeap Guido Dalla Rosa Prati: “L’aeroporto è salvo per almeno due anni grazie ad un gesto nobile degli industriali che hanno ripreso in mano le redini di un territorio “.

11 Giu 2015
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