Liguria nella top 7 per raccolta rifiuti elettronici

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GENOVA – Liguria particolarmente virtuosa nella raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici. Con una media di 5,31 chili pro capite, ben sopra la media nazionale di 4,1 chili, e un aumento del 5,68% rispetto al 2014, la Regione si colloca tra le prime sette in Italia, al pari di Piemonte, Toscana, Friuli, Umbria e Marche, e seconda solamente a Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. I dati emergono dalla presentazione del rapporto di Liguria 2015 a cura del Centro di coordinamento Raee, presentato questa mattina a Genova. “La Liguria risponde a pieno al sistema nonostante le evidenti difficoltà orografiche- commenta il direttore generale del Centro di Coordinamento Raee, Fabrizio Longoni- e stupisce, in particolare, che sia il capoluogo di Regione a presentare i risultati più performanti. Un dato molto positivo che può servire da traino per tutto il territorio”.

genovaL’area metropolitana di Genova, infatti, nel 2015 ha raccolto oltre 4.500 tonnellate di Raee (più della metà di tutta la Regione che è arrivata a 8.400 tonnellate) con una media pro capite di 5,43 chili e una variazione positiva sul 2014 del 10,18%. In particolare, nel solo Comune di Genova, il materiale raccolto ha superato le 3.300 tonnellate, pari 5,64 chili per abitante: “Un risultato di tutto rispetto per un capoluogo di Regione- sostiene Longoni- considerando che corrisponde al quantitativo trasportato all’incirca da mille camion”. Un risultato che, grazie agli incentivi economici, ha prodotto una premialità di 246 mila euro, fondi preziosi per chi investe nell’attività di raccolta. “Gli impianti che trattano Raee- commenta l’assessore regionale all’Ambiente, Giacomo Giampedrone- portano ricchezza nel territorio non solo per la valorizzazione economica che deriva dal materiale raccolto ma anche per il lavoro che danno a chi è impiegato nel settore”.

differenziataBuoni anche i dati della provincia di Savona con 1.600 tonnellate e una media pro capite ancora più performante, pari a 5,67 chili a persona, e un aumento del 2,30% rispetto all’anno precedente. Sopra i 5 chili ad abitante anche la provincia della Spezia mentre si ferma 4,67 chili a testa la provincia di Imperia. “I dati sono molto confortanti- dice l’assessore tirando le somme- e sono inversamente proporzionali rispetto a quanto avviene con il resto delle raccolta differenza, soprattutto per quanto riguarda l’organico, con Genova in forte ritardo. Bisogna partire da qui per una svolta. Mentre, per quanto riguarda i Raee in particolare, cercheremo di uniformare i buoni risultati di Genova e Savona anche nelle altre due province”. I dati sono incoraggianti anche in vista dei modificati parametri imposti dall’Europa. “Da quest’anno- spiega ancora Longoni- i parametri prenderanno in considerazione i Raee raccolti in rapporto al materiale immesso sul mercato: nel 2016 la raccolta dovrà arrivare al 45% a livello nazionale e nel 2019 al 65%”. Per quanto riguarda la Liguria, dice Longoni, “questo significa dover avere un ulteriore sviluppo pari a circa un paio di chili pro capite, con un aumento percentuale a due cifre, ma è un obiettivo affrontabilissimo da una regione così virtuosa”.

schermo_pc_rifiuti_elettroniciSoprattutto a causa di una costante diminuzione della raccolta dei televisori, visto il drastico calo degli apparecchi a tubo catodico, l’attenzione dovrà soffermarsi soprattutto sulla raccolta delle piccole apparecchiature, che maggiormente soffrono della dispersione nell’indifferenziato, e dei cosiddetti grandi apparecchi bianchi (lavatrici, lavastoviglie, forni, piani cottura, ecc…), spesso oggetto di attività parallele, compreso l’abbandono sul territorio e in discariche abusive. Un ulteriore salto di qualità potrà essere dato dall’aumento dei centri di raccolta: attualmente in regione sono complessivamente 90, di cui 79 pubblici. Ma, secondo Fabrizio Longoni, un aiuto importante “potrà arrivare anche dalla facilitazione del dialogo con chi si occupa della distribuzione che, al momento, è chiamato a raccogliere i Raee in caso di sostituzione di vecchi apparecchi ma, presto, potrà ritirare l’usato anche senza consegnare in cambio un prodotto nuovo”.

di Simone D’Ambrosio, giornalista

11 Maggio 2016
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