AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

DIRE Emilia-Romagna

Verso la chiusura del cantierone, rinasce il centro di Bologna

cantierone bologna“Oggi finisce di fatto la fase della demolizione e comincia quella della ricostruzione. I bolognesi vedranno nascere e crescere, giorno dopo giorno, le nuove via Rizzoli e via Ugo Bassi. Finalmente un centro storico più bello e più fruibile”. Andrea Colombo, assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, accompagna con queste parole l’inizio della posa dei basoli in pietra su via Rizzoli, avviata dopo che nel “cantierone” è stata completata la realizzazione della soletta di fondazione per la pavimentazione stradale.

“E’ una giornata importante. Con la posa del primo basolo- sottolinea l’assessore- confermiamo che il cantiere è nel pieno rispetto dei tempi e questo consentirà già nel mese di giugno di riaprire dei primi pezzi di via Rizzoli ai pedoni e poi successivamente ai veicoli”. Questo conferma anche che “gli scorsi mesi, dal 2 febbraio ad oggi, sono stati mesi di lavoro intenso- si toglie qualche sasso dalla scarpa Colombo- in cui gli operai c’erano eccome e hanno reso possibile questo risultato”. Di conseguenza, “questa è anche l’occasione, seppur si tratti di uno step intermedio- aggiunge l’assessore- per ringraziarli per il lavoro che con qualsiasi condizione meteorologica, anche sotto la neve e la pioggia, hanno portato avanti”. Nel frattempo, “abbiamo anticipato rispetto al programma originario i marciapiedi, che per lo più sono già disponibili e molto più larghi di quelli precedenti”, ricorda Colombo, rimarcando che “questa è anche una boccata d’ossigeno per le attività commerciali che, ovviamente, avendo le vetrine lì ne traggono subito beneficio”.

Soddisfatta anche Giuseppina Gualtieri, presidente di Tper, perchè “stiamo rispettando e anche anticipando un po’ i tempi”. Così, rispetto alla scadenza fissata per i lavori, “se si potrà anticipare si farà- aggiunge Gualtieri- come abbiamo fatto in passato”, con il cantiere di strada Maggiore. Questo, però, sapendo che “9.000 basoli da appoggiare a mano, uno a uno, chiaramente richiedono dei tempi”, continua la presidente. Di certo, finora “siamo stati bravi e fortunati, perchè tutto quello che abbiamo fatto è andato bene, non ci sono stati inconvenienti grossi, normali per un cantiere- afferma Gualtieri- e questo ha consentito di rispettare i tempi”. Detto questo, “i marciapiedi sono già un primo risultato e si comincia a vedere come sarà la strada”, sottolinea anche Gualtieri.

A proposito dell’aspetto che avrà il centro storico al termine dei cantieri, è stato realizzato un dvd contenente “un video-rendering, come qualcuno aveva chiesto- aggiunge Gualtieri- che fa vedere come sarà la strada”, che presto sarà “a disposizione di tutti i cittadini”. Infine, “abbiamo fatto un accordo con l’Ordine degli ingegneri e con l’Università”, spiega la numero uno di Tper: gli studenti “verranno nei cantieri a vedere concretamente i lavori” e per loro sarà un’esperienza significativa, “anche perchè questo- ricorda Gualtieri- è un cantiere che si spera non si rifarà per decenni e decenni”.

Alla posa del primo basolo ha partecipato anche monsignor Stefano Ottani, che sotto la pietra ha collocato una formella con la riproduzione della Beata vergine del suffragio, di Guido Reni. La stessa formella che Ottani, a inizio lavori, aveva donato agli operai. Questo gesto “ha molti significati. Innanzitutto è la gioia di una promessa mantenuta, avevo fatto questa richiesta quando aprirono il cantiere- ricorda il prelato- e sono molto contento di essere stato chiamato per questo momento che avvia la conclusione del cantiere”.

Si tratta di un’immagine “così cara alla tradizione bolognese, perchè è di Guido Reni, bolognese- aggiunge Ottani- che aveva la bottega a pochi metri di distanza da qui”. Un’icona dal significato particolare, spiega Ottani: “Certamente è un’immagine cristiana, perchè è la madre del Signore; ma è anche un’immagine ebraica, perchè Maria e Gesù sono ebrei; è un’immagine anche islamica, perchè il Corano conosce Maria madre vergine di Isà”. Dunque “un’immagine universale e questo vuol dire che la città- conclude monsignor Ottani- ha bisogno di fondamenti comuni per stare salda e costruire il presente con speranza per il futuro”.

11 maggio 2015

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE
facebooktwitteryoutubelinkedIn instagram

DIRE.it – Documenti Informazione REsoconti dal 1988