Report della commissione Finanze, 10 aprile 2019

Nel terzo e ultimo giorno di lavori, la Commissione consiliare Finanze riprende al comma 2, con l'avvio dell'esame dell'articolato del Progetto di legge “Tutela dei titolari di obbligazioni subordinate emesse da Asset Banca Spa” presentato dai gruppi di maggioranza, Ssd-Rf-C10.
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Nel terzo e ultimo giorno di lavori, la Commissione consiliare Finanze riprende al comma 2, con l’avvio dell’esame dell’articolato del Progetto di legge “Tutela dei titolari di obbligazioni subordinate emesse da Asset Banca Spa” presentato dai gruppi di maggioranza, Ssd-Rf-C10. Ma non riesce ad arrivare al voto finale sul provvedimento che verrà licenziato solo in una successiva seduta.

Il dibattito odierno si è dilungato all’articolo 2 “Modalità e condizioni economiche”, in cui sono stati presentati emendamenti dalla maggioranza stessa, da Rete, Pdcs da Psd-Ps e dal consigliere del Gruppo Misto Giovanna Cecchetti. Nessun accordo di mediazione viene raggiunto tra maggioranza e minoranza per l’accoglimento dei rispettivi emendamenti e tutte le proposte dei gruppi di opposizione sono respinte.

Viene invece accolto all’articolo 3 “Misure di trasparenza e comunicazione” un emendamento di Rete che prevede la consegna ai titolari di una scheda sintetica di descrizione delle caratteristiche dell’operazione di conversione.

E’ infine proposto un emendamento sottoscritto da parte di tutti i gruppi di opposizione che fa riferimento al caso SMI, per riconoscere tutele anche a quei risparmiatori che si erano affidati alla finanziaria posta in Lca nel 2012 e che non hanno potuto ancora recuperare i propri depositi, impegnando anche Cassa di Risparmio, in quanto banca di Stato. “Ci sono risparmiatori sammarinesi, i soli che sono stati abbandonati e non hanno avuto risposte- spiega Roberto Ciavatta, Rete, illustrando l’emendamento- abbiamo l’obbligo di darle”.

Dalla maggioranza viene espresso orientamento non favorevole all’accoglimento dell’emendamento: si distingue tra l’oggetto del Pdl e la vicenda della finanziaria Smi, e si fa presente che ci possono essere altri strumenti più adeguati con cui intervenire, come il Fondo a garanzia dei depositanti. A riguardo interviene anche Eva Guidi, Sds Finanze: “Mi scuso con tutti i creditori e risparmiatori della finanziaria Smi- spiega- che ho incontrato, ma a cui non sono riuscita dare loro ancora risposta”. Malgrado ciò, “l’impegno che ci siamo presi continua- assicura- stiamo facendo dei passi per approfondire la questione”. Rispetto alla proposta dell’opposizione, inoltre Guidi fa notare che Cassa di Risparmio di San Marino “ha procedure e organi e impegni cui far fronte- puntualizza- non è la modalità giusta quella di procedere con un articolo di legge, senza prima neanche fare un confronto con gli organismi dell’istituto”. Il Segretario infine conferma la volontà di trovare una modalità migliore per trovare una soluzione a garanzia anche dei risparmiatori Smi, “anche in tempi non troppo lunghi”.

La seduta si chiude sulla prima delle dichiarazioni di voto al provvedimento, di Ciavatta, che sintetizza le posizioni della minoranza espresse nel dibatitto all’articolo 2 da parte dei commissari di minoranza. “L’opposizione è intervenuta sulle criticità di quel provvedimento- spiega il consigliere di Rete- cioè che si deve trattare la remunerazione dei due anni di limbo, si interviene sulla durata delle nuove obbligazioni, poi sugli interessi”. Dito puntato invece sull’emendamento presentato dai gruppi di Adesso.sm. “La maggioranza ci porta un emendamento unico che stravolge il Pdl nella sua stesura iniziale e aggrava i problemi che c’erano in prima stesuraà lamenta- la durata delle obbligazioni viene portata da 5 a 6 e si ‘rubano’ gli interessi e si vuole garantire a tutti le subordinate, ma non ai ‘cattivoni’ che hanno gestito la banca”.

Enrico Carattoni, Ssd, illustra invece così l’emendamento della maggioranza all’articolo 2- poi approvato:“Si è andato a restringere il campo di applicazione rispetto ai soggetti che possono esercitare il diritto di risarcimento di titolari di obbligazioni subordinate di Asset da parte di Cassa di Risparmio e di quelli che non possono esercitarlo immediatamente”. Sono stati quindi posti criteri, prosegue infine, che riguardano anche azionisti qualificati o esponenti aziendali.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Comma 2. Esame in sede referente del progetto di legge “Tutela dei titolari di obbligazioni subordinate emesse da Asset Banca S.p.A.”/ lavori sospesi alle dichiarazioni di voto.

All’Art. 2 “Modalità e condizioni economiche”

Sono presentanti emendamenti da maggioranza, dal consigliere del gruppo misto Giovanna Cecchetti, da Rete, Pdcs e da Psd-Ps. Accolto solo quello della maggioranza.

Enrico Carattoni, Ssd
L’Art. 2, dal testo originario, il Pdl disciplinava modalità e soggetti con diritto di risarcimento da parte di Cassa, con l’emendamento si è andato a restringere il campo di applicazione rispetto ai soggetti che possono esercitare questo diritto e quelli che non possono esercitarlo immediatamente. Sono stati posti criteri: chi non può immediatamente convertire sono coloro che avrebbero una partecipazione sociale superiore al 2%, quale azionista qualificato- e non quelli sotto il 2%- e allo stesso tempo si è andato a restringere rispetto a soggetti che fossero anche esponenti aziendali.
Al comma 2 sono modificate anche durata a tasso di riconoscimento.
Roberto Ciavatta, Rete
Presentiamo 5 emendamenti. Ci sono più di 10 mln di euro di azioni subordinate il cui termine è già scaduto, queste con la formulazione presentata sarebbero rimaste in un limbo per altri due anni. Qui si stabilisce quindi che la durata delle nuove emissioni, si prolunga di due anni le precedenti. Quelle scadute per es. a dicembre, scadono a dicembre 2020, e fino all’approvazione di questa legge viene maturato un interesse che nel Pdl non è previsto, che è lo stesso stabilitò al comma 3 di questo articolo. Per le obbligazioni scadute nel periodo intercorso tra la Lca di Asset e l’entrata in vigore della legge si prevede la deroga, sono prolungate di un solo anno e con possibilità di rimborso e rivalutazione degli interessi del solo anno aggiuntivo. Nel Pdl del governo si prevedeva una remunerazione inferiore a quelle subordinate, noi prevediamo remunerazione tra l’1,60% e il 2%.
Giovanna Cecchetti, Gruppo Misto
Noi chiediamo che le obbligazione siano convertite in ordinarie. Non si capisce perché rispetto altri attivi queste obbligazione siano trattate in maniera peggiorativa: si chiede una durata di 3 anni e una remunerazione non inferirore al1’1,50%. Per l’ammontare delle obbligazioni per ciascun creditore che superi importo di 50 mila euro, si prevede sia convertito esclusivamente per la somma eccedente i 50 mila euro in obbigazioni ordinarie di Cassa. Per consentire così ai risparmiatori di avere subito una somma a disposizione.
Alessandro Mancini, Ps
Due emendamenti all’articolo di Ps e Psd, l’uno in subordine all’altro.
Portiamo la durata da 5 a 3 anni delle obbligazioni e viene abrogata la parte relativa al comitato di sorveglianza, riteniamo che non debba entrare nel merito.
L’articolo in subordine cambia il comma 3, parla di remunerazione non sueriore allo 1,50%
Chiediamo una remunerazione immediata dei 50 mila euro e, se l’investimento è superiore, la possibilità di convertire.

Francesco Mussoni, Pdcs

I nostri emendamenti similari rispetto quelli presentati da tutta l’opposizione. Si prevede una durata 3 anni e remunerazione pari al valore nominale delle obbligazioni subordinate acquisite.

Vorremmo far capire della necessità di una maggiore redditività e di contrazione dei termini e di introdurre – lo hanno chiesto i colleghi-una soglia di 50 mila euro di immediata rimborsabilità. Chiaro che la maggiroanza ha cercato di dire !è un intervento eccezionale, né obbligatorio, erano soldi considerati persi”. Al contrario, noi riteniamo che, dal momento in cui si è fatta un’operazione di sistema, che si è coinvolta la banca di Stato, che c’è un piano industriale… le risorse dei titolari Asset vanno tutelate e questo aspetto deve essere sostenuto con forza. La vicenda è ancora aperta ma sul tema serve un atteggiamento meno restrittivo. Rispetto agli emendamenti della maggioranza, mi pare al comitato di sorveglianza si dia un ruolo al di là della supervisione istituzionale. Per il resto, mi associo agli aspetti esposti dai colleghi di opposizione.

Iro Belluzzi, Psd

Dagli emendamenti si evince la differenza di approccio della maggioranza e della minoranza: si ha, da parte di chi ha presentato gli emendamenti, per le forze di minoranza, emerge la volontà di garantire chi aveva investito in obbligazioni subordinate e gli sventurati che si sono trovati in Asset, quando è stata aggredita in maniera violenta dalla maggioranza. Dò grande valore agli emendamenti presentati da Rete, si vede un grande lavoro e un approccio nel rispetto del diritto della proprietà. L’emendameno della maggioranza invece ri-evidenzia in maniera chiara quello che è stata la vicenda Asset: un accanimento, un commissariameno e una liquidazione portata avanta solo per motivi politici, tanto che si va a non riconoscere nulla a chi ha amministrato l’istituto. Il voto è negativo su quello che propone la maggioranza, sosterrò tutti gli emendamenit presentati dalle forze di opposizione.

Roberto Ciavatta, Rete

Sull’emendamento proposto dalla maggioranza: da una parte è lo Stato che paga, dall’altra vogliamo far pagare anche gli amministratori. Si dice che i titolari di obbligazioni subordinate di Asset, se sono stati amministratori, azionisti e beneficiari effetivi non vengono rimborsati, nel caso in cui ci sia uno sbilancio su Cassa o a Cassa sia stato riconosciuto un credito di imposta. Credo si sappia già se ci sia stato questo riconoscimento e se ci sia uno sbilancio. Mi pare allora piuttosto che non si voglia scrivere o dire apertamente che a loro non si voglia dare niente e che si insegua la volontà di perseguire gli amministratori, come se non bastassero le sentenze del tribunale. Che alla fine ci dirà che il governo è responsabile di aver fatto saltare la banca.

Alessandro Mancini, Ps

E’ evidente che volete colpire gli amministratori, soci e la compagine legata alla banca. Ancora una volta la politica si mette nella veste dei giudici. E’ evidente, per come avete scritto l’intero articolo 2, che voi non erogate niente a nessuno. Presi dalla voglia di colpire qualcuno avete scritto male l’emendamento, oppure quale era l’intento?

Francesco Mussoni, Pdcs

Questa banca che era sana e lavorava bene ma ad un certo punto è stata fatta chiuedere, le subordinate vanno collocate in quella situazione, quando avevano valore pieno. La dicitura dell’articolo 2 dovrebbe essere riconsiderata.

Giovanna Cecchetti, Gruppo Misto

Si vuole continuare ad apportare azioni verso le persone, utilizzando strumenti istituzionali. Qui si vuole addirittura discriminare i risparmiatori di una banca messa in Lca, ponendo in maniera diversa i soci proprietari della banca dai risparmiatori. E’ uno strumento discriminatorio, non contemplato in nessun regolamento di prestiti obbligazionari nel mondo.

Roberto Giorgetti, Rf

Non mi risultano procedimenti giudiziari conclusi, converrebbe essere più prudenti in quest’Aula. Rispetto al discorso delle responsabilità richiamate in modo grossolano, ci sono elementi non ancora definiti. Qui piuttosto si tratta di riconoscere in un Pdl ai detentori di obbligazioni e di disciplinare un rimborso nell’ottica complessiva di tutela del sistema. Si vogliono mettere comunque in campo tutele non previste in altre realtà.

Roberto Ciavatta, Rete

L’applicazione di questo articolo impedirà a tutti di avere le proprie obbligazioni subordinate riemesse in Cassa, se non avete il buon senso di ritirarlo andate incontro a questo esito. Rimarco invece la validità degli emendamenti presentati dall’opposizione. Il principio comune è che tutti gli emendamenti stabiliscono che il rendimento subordinate non può essere inferiore al rendimento delle non subordinate.

Dichiarazioni di voto

Roberta Ciavatta, Rete

Ci eravamo lasciati nella scorsa commissione con l’accordo di ridiscutere il Pdl per portarlo in Consiglio in aprile e oggi siamo qui, senza che ci siano i tempi per poterlo portare nel Consiglio di aprile. Questa legge doveva porre rimedio a 17 mln di euro dentro Asset Banca in azioni subordinate che in questi due anni erano finite nel limbo. Arriva finalmente il Pdl che in prima lettura dice delle cose, ovvero che chi aveva obbligazioni subordinate in Asset avrà altre obbligazioni subordinate in Cassa. L’opposizione è intervenuta sulle criticità di quel provvedimento, cioè che si deve trattare la remunerazione dei due anni di limbo, si interviene sulla durata delle nuove obbligazioni, poi sugli interessi. Il governo prevedeva per le non subordinate interessi maggiori rispetto le subordinate, per cui è previsto interesse non superiore allo 0,75%. Cosa fa la maggioranza? Ci porta un emendamento unico che stravolge il Pdl nella sua stesura iniziale e aggrava i problemi che c’erano in prima stesura, la durata delle obbligazioni viene portata da 5 a 6 e si ‘rubano’ gli interessi e si vuole garantire a tutti le subordinate, ma non ai ‘cattivoni’ che hanno gestito la banca, amministratori ed esponenti.La formulazione di questo emendamento, il suo articolato non dice questa cosa direttamente, ma ponete delle condizioni e in pratica dite che non rimborserete le obbligazioni subordinate ai correntisti di Asset.

Altro tentativo portato avanti dall’opposizione era di mettere sul piatto tutti coloro che si sono trovati in una situazione di questa natura, ovvero i risparmiatori di Smi. Ma si è persa un0occasione di dare fiducia al sistema, di mettere sullo stesso piano coloro che da anni non hanno recupero i loro crediti.

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11 Aprile 2019
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