Lazio, Zingaretti non ha i numeri: "Nuove elezioni se condannati a immobilismo" - DIRE.it

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Lazio, Zingaretti non ha i numeri: “Nuove elezioni se condannati a immobilismo”

ROMA – “Se tra qualche mese dovessimo prendere atto dell’immobilismo patologico, sarò io stesso a farmi garante di promuovere lo scioglimento del Consiglio e l’indizione di nuove elezioni. Non possiamo tenere in vita un’Aula solo per dibattere e parlare. Possiamo fare di più”. Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel suo discorso di insediamento in Consiglio regionale.

“Il Lazio- ha aggiunto- può tornare a essere protagonista italiano dello sviluppo, a patto però che questo Consiglio possa produrre gli atti necessari. Io ce la metterò tutta, e al di là delle mozioni di sfiducia, strumento legittimo di condizionamento”.

ZINGARETTI A CONSIGLIO: 10 MISSIONI CONDIVISE DA AFFRONTARE

“Dieci missioni da affrontare da subito”. E’ la proposta avanzata dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti, all’Aula del Consiglio regionale, nel discorso di insediamento.

Una “agenda condivisa”, ma al tempo stesso in “una discussione libera” perché “ora si apre una nuova fase, un nuovo ciclo che sappiamo sarà sicuramente molto impegnativo e complicato, ma anche, e ne sono convinto di grandissime potenzialità e a me aspetta da oggi il compito di ridare a questa aula un metodo e una possibile agenda condivisa”.

Il voto del 4 marzo ha restituito una situazione inedita, con due novità: “La conferma del presidente uscente che nella nostra Regione non era mai avvenuta, un fatto nuovo che credo rappresenti una opportunità per dare respiro alla programmazione regionale” e poi “per la prima volta nessun gruppo in Consiglio è legato ad una maggioranza predefinita. Non esiste una maggioranza- ha continuato Zingaretti- Le forze politiche che hanno sostenuto la mia candidatura non hanno raggiunto una maggioranza e anche questa è una situazione che precedentemente non si era mai venuta a creare, sarebbe stupido negarlo o non prenderne atto. Non intendo infatti assolutamente nascondere che questo scenario rappresenti un fattore di difficoltà per l’esecutivo ma interpreto la situazione che si è determinata anche come una grande sfida per me e per l’intero Consiglio. Quello che è stato sancito dalle urne ci spinge infatti a ricercare una strada diversa, impegnativa e faticosa, ma potenzialmente molto proficua. La necessità infatti è di tenere vivo il confronto e trovare sempre una sintesi tra le diverse istanze rappresentate in Consiglio”.

Secondo Zingaretti “proprio dal dialogo e dal continuo esercizio della dialettica tra le forze politiche rappresentate in questa aula possa generarsi una fase estremamente feconda per il Lazio con azioni, scelte e progetti utili alla nostra regione proprio perché condivisi. Se vogliamo andare avanti non ci sono scorciatoie, non dobbiamo avere paura di avere le nostre idee e rappresentarle, ma al tempo stesso tutti dobbiamo aver chiaro di doverci predisporre all’ascolto delle idee degli altri e poi decidere. Questo significa che il lavoro consiliare dovrà basarsi su un metodo del tutto nuovo che parta dalla condivisione di alcuni grandi obiettivi strategici”.

11 aprile 2018
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