Di Maio in tour in Molise. In piazza tanta gente: “Votiamo 5 stelle contro la ‘fruffla’”

BOJANO (Campobasso) – Legumi, verdure, pane secco, qualche pezzo di maiale. E parecchio olio. La fruffla molisana, o fruffola con la O secondo alcune ricette, è un piatto antico, povero. Che si fa con gli avanzi racimolati in cucina e si bolle, si sala, si condisce. Un misto di quel che si trova in cucina. “Oggi destra e sinistra sono fruffla, un mischione di avanzi, chi li vuole più?”. Franco è di Bojano, pensionato, alle politiche di un mese fa ha votato per Giorgia Meloni. Tra dieci giorni, alle regionali del 22 aprile, voterà Cinque stelle. “Lo sa quante liste sostengono il candidato della destra Toma? Nove, dieci. Un misto di avanzi, una fruffla, l’antico rancio dei romani”.

Bojano, 8mila abitanti, famosa per le trecce di mozzarella. È la seconda tappa del tour di due giorni di Luigi Di Maio in Molise. È qui per sostenere Andrea Greco, il candidato del Movimento alla presidenza della regione. Prima di Bojano c’è stata Termoli, poi Isernia. Di Maio è sempre accolto da una discreta folla, sorride e saluta tutti. Ma cosa pensano gli elettori, i militanti dei Cinque stelle che sono in piazza per lui dello stallo romano? Di un governo che ancora non c’è. Meglio allearsi col Pd o con la Lega?

In piazza a Termoli non hanno dubbi. In gruppetto di uomini, tutti in pensione, tifa per Matteo Salvini. “Il Pd è morto e sepolto– dicono- non esiste più”. Emiliano è giovane, ha 28 anni, è in piazza con la fidanzata. “Per me l’importante è che si faccia un governo- ragiona- Lega o Pd è uguale“.

Sono 254mila gli aventi diritto al voto in Molise, una regione che viene da un governo di centrodestra e uno di centrosinistra. Alle politiche il Movimento cinque stelle ha preso il 44%. E l’onda non sembra arrestarsi. Romano, professore di italiano in pensione, è in piazza a Bojano, dove Di Maio incontra gli operatori del turismo. “Io sono sempre stato di destra- ringhia- tanta destra. Ma destra e sinistra non esistono più, il 22 aprile voto Cinque stelle“. Ancora Franco: “In Sicilia c’è la mafia; in Campania la camorra; in Calabria la ‘ndrangheta; in Puglia la sacra corona unita. In Molise abbiamo la ‘forchettoneria’: qui hanno mangiato tutti, destra e sinistra. Ora basta”.

Anna fa l’assicuratrice e ha votato Pd. Sta discutendo con Gaetano, fiero elettore Cinque stelle: “Tanto è tutto già scritto- dice lui- Mattarella farà passare un altro mese e poi darà l’incarico a qualcuno del Pd”. Mentre dibattono, arriva Di Maio che si concede una passeggiata tra la folla, sotto un gazebo del Movimento. Un signore lo incalza, più volte: “Luigi, lo fai un governo con la Lega?”. Il candidato premier non cede: “Non farmi questa domanda se no poi va in televisione”. A tutte le piazze, in tutti gli incontri Di Maio promette: “Tornerò presto qui da presidente del Consiglio“. Intanto, di sicuro, tornerà la prossima settimana per la volata finale. Venerdì arriverà Gentiloni, sabato forse Berlusconi, lunedì Salvini.

A Isernia in piazza c’è tanta gente, forse mille persone o poco meno. Durante il comizio è vietato vendere alcolici, i gestori del bar Centrale e il cafè Manhattan non gradiscono l’iniziativa del sindaco (di centrodestra) ma si adeguano. Luciano, maglione rosso, è in piazza perché si è appena convertito: “Tra dieci giorni voto Cinque stelle. Alle politiche ho votato Pd ma non ne posso più, è un’oligarchia. E poi qui in Molise alcuni del Pd si ricandidano con la destra, è un’ammucchiata”. Una fruffla.

11 Aprile 2018
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