Zanda: “Le parole di Salvini su Mattarella? Puro vilipendio”

Sergio MattarellaROMA – E’ partito tutto da un equivoco. Il leader del Carroccio Matteo Salvini ha attaccato a testa bassa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sostenendo che il Capo dello Stato fosse a favore dell’immigrazione clandestina e che avrebbe voluto l’abbattimento di tutte le frontiere. In realtà Mattarella stava parlando di ‘frontiere’ e di ‘aperture’ relativamente all’export del vino. Ma Salvini non se ne è accorto. Questa la frase del Capo dello Stato: “Da prodotto antico a chiave di modernità, il vino italiano, col suo successo nell’export, conferma come il destino dell’Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino”, riferendosi, chiaramente, all’amato prodotto del Made in Italy.

Le parole di Salvini rivolte al Capo dello Stato sono “inaccettabili“. “Salvini è offensivo” e il suo “è puro vilipendio”, dice oggi il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda in un’intervista rilasciata a l’Unità.

“In tempi tragici come i nostri- continua Zanda- in politica non servono demagoghi ma uomini di Stato. Salvini non è un uomo di Stato, è un demagogo. Salvini usa i suoi abituali argomenti beceri, l’insulto e la violenza verbale, ma questa volta lo ha fatto in modo ancora più grave, offendendo il Presidente della Repubblica e spacciando per vero ciò che è falso. Il presidente Mattarella è contro la clandestinità, non ha mai espresso la volontà di far entrare in Italia degli immigrati clandestini. Ma il problema è più serio. Salvini rimuove completamente la verità sul fenomeno delle migrazioni. Siamo davanti a trasformazioni profondissime dell’Italia e del mondo, cambiano le abitudini, l’economia, la società, cambia la testa delle persone. E ci sono fenomeni globali che attraversano i continenti: dal terrorismo internazionale alla criminalità, alle guerre, perché ci sono 29 guerre regionali nel mondo. Tra questi c’è il fenomeno delle migrazioni e Salvini deve capire di cosa stiamo parlando. All’inizio del ‘900 nel mondo viveva un miliardo e mezzo di persone, alla fine di questo secolo, nel 2100, saranno più di 11 miliardi, con colossali differenze di reddito: in media quello degli europei è di 50 volte superiore ai redditi africani o dell’area subsahariana; una donna europea, in media, genera un figlio nel corso della sua vita, una donna africana almeno 6 o 7. E ancora, in alcune fasce del pianeta è in corso la desertificazione per i mutamenti climatici. Oggi quindi non si può parlare più di migrazioni, ma di spostamenti di masse e di interi popoli. E se ai primi del ‘900 gli italiani che partivano per l’America o l’Australia emigravano, oggi la maggior parte di queste persone non emigra, fugge dalla morte o dalla fame assoluta. E davanti a un fenomeno globale del genere Salvini insulta il presidente della Repubblica italiana?”.

Per Zanda bisogna cogliere e valorizzare “il segnale che” più volte “ha dato Mattarella. Far crescere l’unità della politica europea per far capire ai cittadini che la gestione del fenomeno migratorio non si risolve con il filo spinato alle frontiere degli Stati o attorno ai nostri Comuni. Ci sono le guerre in Siria e in Iraq, c’è l’Isis, avanzano le rivendicazioni curde. E’ un triangolo dal quale milioni di persone scappano. Nel 2015 è arrivato 1 milione di migranti in un’Europa che ha 500 milioni di abitanti; il Libano ha accolto 1 milione di migranti e ha 1 milione di abitanti, la Turchia ha ricevuto 2 milioni e 700 mila persone. Sono Paesi di frontiera e il rapporto con l’Europa è impari”. Per il capogruppo del Pd al Senato va rivisto il trattato di Dublino per “ripartire in modo equo il carico di migranti”. Ed è anche necessario “migliorare i rapporti diplomatici, economici e culturali con i Paesi dai quali ha origine il flusso. Ci sono rapporti bilaterali che funzionano e con maggiori scambi commerciali e rapporti economici migliora anche la vita nei luoghi che le persone abbandonano. Insomma, c’è bisogno di politica”.

11 aprile 2016
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