VIDEO | Ddl Pillon, la voce dei centri antiviolenza del Lazio - DIRE.it

VIDEO | Ddl Pillon, la voce dei centri antiviolenza del Lazio

ROMA – In occasione del reportage sui centri antiviolenza D.i.Re-Donne in Rete contro la violenza del Lazio, DireDonne ha raccolto la voce di responsabili ed operatrici sul disegno di legge Pillon e collegati, in tema di separazione e affido.

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DDL PILLON, CENTRO DIFFERENZA DONNA ROMA: “NON TUTELA VITTIME DI VIOLENZA”

“Sul disegno di legge Pillon ci siamo mobilitate, sono usciti documenti importanti, abbiamo anche avuto un’audizione come Differenza Donna, perché non è sostenibile una retrocessione medievale della cultura, della capacità di stare in relazione. Lì si legge chiara una forma di nostalgico ripensamento al concetto di famiglia patriarcale, come modello rigido e che non prevede, come vogliono la sociologia e la cultura moderna, le nuove tipologie di famiglia. Per non parlare della discriminante fortissima rispetto a quelle situazioni di violenza che non verrebbero più lette così. Quindi non ci sarebbe più nessuna tutela e protezione per le donne e per i bambini che sono in situazioni di violenza intrafamiliare”. Così alla Dire Cristina Ercoli, responsabile del Centro antiviolenza Differenza Donna di via di Villa Pamphili, a Roma, sul ddl Pillon.

DDL PILLON, PALLADINO  (D.I.Re): “GRAVE, ISTITUZIONI ENTRANO NELLE RELAZIONI”

“Tra le tante cose gravi contenute nel ddl Pillon, quella che ci sembra più grave è il fatto di voler entrare come istituzioni nelle relazioni interpersonali, un attacco alla libertà di tutte e tutti e dei bambini”. Così alla Dire Raffaella Palladino, presidente di D.i.Re-Donne in rete contro la Violenza e membro del comitato DireDonne, sul ddl Pillon. In questi giorni la petizione online per chiedere il ritiro del ddl Pillon lanciata su change.org proprio da D.i.Re ha raggiunto oltre 150mila firme.

CENTRO STELLA POLARE SORA: DDL PILLON NON RISPETTA I DIRITTI DEI BAMBINI E  DELLE DONNE

“Il ddl Pillon influenzerà moltissimo il nostro lavoro e i progetti delle donne” ed “è un attacco a 360 gradi verso i loro diritti e la loro libertà”. A commentare alla Dire il ddl Pillon e collegati è Elisa Viscogliosi, presidente dell’associazione Risorse Donna Onlus e responsabile del centro antiviolenza ‘Stella Polare’ di Sora, in provincia di Frosinone.

Il disegno di legge “pone come momento obbligatorio la mediazione familiare, che invece secondo la Convenzione di Istanbul è assolutamente vietata nei casi di violenza- continua Viscogliosi- Poi va a tutelare quel principio della bigenitorialità che nei casi di maltrattamento è chiaramente fuori luogo, in quanto le donne trovano il coraggio e la forza di denunciare e di uscire da una situazione di violenza, in cui, nella maggior parte dei casi, i padri non sono padri adeguati. Quindi c’è bisogno di tutto un percorso di tutela della donna e dei minori. Con questo tipo di decreti non vengono assolutamente rispettati né i tempi e i diritti dei bambini, né tantomeno quelli delle donne”. “I tribunali stessi- conclude la responsabile del centro- ragioneranno seguendo delle linee guida diverse, che andranno sempre più ad assottigliare quella linea di protezione che invece i centri antiviolenza, così come tutte le strutture che operano con le donne vittime di violenza, cercano di mantenere molto alta”.

CENTRO ANTIVIOLENZA RIETI: DIMENTICA INTERESSI PREMINENTI MINORI

“Il nostro centro antiviolenza si pone in  contrasto con il ddl Pillon, per due ragioni principali. Innanzitutto introduce la mediazione familiare a pagamento, che diventa limitante per le donne che si rivolgono allo sportello antiviolenza, perché quando vi si rivolgono possono essere seguite con il gratuito patrocinio a spese dello Stato, senza oneri economici a loro carico. Il ddl Pillon invece, con la mediazione familiare a pagamento, limita di fatto questo diritto per le donne”. Così commenta il ddl Pillon e collegati Sara Principessa, avvocata del centro antiviolenza ‘Il Nido di Ana’ di Rieti, nel Lazio. 

“Siamo contrarie anche per un’altra motivazione piuttosto forte- continua l’avvocata Principessa- È un decreto legge che incentra la tutela sugli adulti dimenticando l’interesse preminente di uno Stato, che è il minore. Il minore non può certamente essere un pacco postale, essere rimpallato da un genitore ad un altro. Esiste già la normativa dell’affido condiviso con la stabile collocazione presso un genitore, pertanto è inutile che vi sia questa ripartizione così asettica del tempo tra un genitore e l’altro, solo ai danni del minore stesso”.

DDL PILLON. CENTRO ‘ERINNA’ VITERBO: “MEDIAZIONE DEVASTANTE PER VITTIME VIOLENZA”

“Il ddl Pillon sicuramente influirà sul nostro lavoro. Noi abbiamo esperienza delle lungaggini giudiziarie, di quanto possa influire sulla vita delle donne, dei bambini e delle bambine il fatto che le decisioni non vengano prese o vengano prese in tempi molto lunghi. Quando c’è violenza la donna è devastata dalla sua esperienza, ha paura, spesso è costretta a incontrare il suo carnefice, soprattutto se parliamo di mediazione familiare. Questo sarà devastante”. Così alla Dire sul ddl Pillon e collegati Anna Maghi, presidente dell’associazione ‘Erinna’, che gestisce a Viterbo l’omonimo centro antiviolenza. A preoccupare Maghi è anche “la questione economica”, perché “ci sarà l’obbligo di pagare questa figura di mediatore. Se la donna è la parte debole, perché non lavora o ha lavori precari, non se lo potrà permettere e lui sì. E poi- conclude Maghi- il bambino o la bambina che dovranno viaggiare per stare prima in casa di uno, poi in casa dell’altra: io credo che sia una cosa demenziale”.

CENTRO DONNA LILITH LATINA: “NON È CONTEMPLATA VIOLENZA GENERE”

“Il disegno di legge Pillon sicuramente è un attacco alle libertà e ai diritti sociali e civili di tutte e tutti noi e mette a repentaglio conquiste che sono state portate avanti nel tempo. In particolare, per le donne vittime di violenza crea un grande disagio“. Così alla Dire Francesca Innocenti, responsabile del centro antiviolenza ‘Centro Donna Lilith’ di Latina sul ddl Pillon e collegati.

“In questo disegno di legge la violenza di genere non viene contemplata- continua Innocenti- Bisogna informare perché le persone non sanno quanti problemi può creare a tutte e tutti noi in materia di affido e separazione. È un disegno di legge che ci obbligherà, se vogliamo separarci, a fare una mediazione familiare obbligatoria a pagamento, è un disegno di legge che ci obbligherà a creare un piano educativo a priori sui nostri bambini e sulle nostre bambine- conclude- senza andare ad ascoltare le loro esigenze”.

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11 Marzo 2019
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