Politica

D’Alema: “Il Pd è finito in mano a un gruppetto di persone arroganti e autoreferenziali”

d'alema

M. D’Alema

ROMA – “Il Pd versa in una condizione gravissima, e la classe dirigente reagisce insultando e calunniando con metodi staliniani”. Lo dice Massimo D’Alema al ‘Corriere della sera’. “Il Pd- spiega- è finito in mano a un gruppetto di persone arroganti e autoreferenziali. Dei fondatori non sanno che farsene. Ai capi del Pd non è passato per l’anticamera del cervello di consultarci una volta, in un momento così difficile. Io cosa dovrei fare? Cospargermi il capo di cenere e presentarmi al Nazareno in ginocchio a chiedere udienza a Guerini?”.

Basta primarie? “Non ho detto questo. Ma così hanno perso ogni credibilità. Sono manipolate da gruppetti di potere. Sono diventate un gioco per falsificare e gonfiare dati. Bisogna scrivere nuove regole. E intanto rispettare quelle che già ci sono”.

Serve una ricostruzione del centrosinistra, non la costruzione di un partitino alla sinistra del Pd. Serve una battaglia all’interno e all’esterno visto che molti dei nostri sono fuori. Io faccio un’analisi e offro un contributo di tipo culturale. Ci sono diverse personalità” che possono diventare leader, “ma non faccio nomi”. Lo afferma Massimo D’Alema, a margine di un convegno.

11 marzo 2016
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