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DIRE lavoro in diretta

Il lavoro in diretta – Le notizie dal territorio

lavoroIl mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi.
Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura (anche su www.dire.it).

 

SELEX ES (GE), FIOM PRIMO SINDACATO

Grande affermazione della Fiom alle elezioni per la rappresentanza sindacale unitaria alla Selex Es di Genova, dove la lista dei metalmeccanici della Cgil raggiunge la maggioranza assoluta. Ne dà notizia in un comunicato il sindacato dei metalmeccanici della Cgil. La percentuale dei votanti è stata molto alta:1.455 su 1.840 aventi diritto, pari a quasi l’80%. Alla lista Fiom sono andate 741 preferenze – il 51% dei votanti – che gli garantiscono 11 delegati dei 21 componenti la nuova Rsu, tra i quali il delegato più votato, Stefano Bonazzi. Alla lista Fim sono andati 332 voti e 5 delegati, alla Uilm 312 e 4 rappresentanti, all’Ugl 43 preferenze e un seggio. “Molto forte la crescita del consenso alla nostra organizzazione, se si pensa che nelle tre aziende in cui era divisa la Selex Es prima della fusione, la Fiom aveva complessivamente il 40% delle preferenze, si legge nel comunicato. Per Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom, e Fabrizio Potetti, coordinatore di Selex Es per la Fiom “si tratta di un risultato molto importante in una delle più grandi realtà del gruppo Finmeccanica, che premia il gran lavoro dei delegati e della Fiom territoriale. Un ringraziamento va a tutti i lavoratori aggiungono i sindacalistiche hanno scelto di farsi rappresentare dalla nostra organizzazione e un augurio di buon lavoro a tutta la nuova Rsu”.

SANITÀ, SINDACATI PROCLAMANO STATO DI AGITAZIONE

Nessun avanzamento sull’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie e Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Fpl scendono sul piede di guerra proclamando lo stato di agitazione del personale. L’annuncio in una nota unitaria: “Nonostante un nuovo incontro con i sindacati, dal ministero della Salute non è infatti arrivato l’atteso via libera all’accordo Stato-Regioni, atto indispensabile per ottimizzare al meglio le competenze di oltre 650.000 professionisti della salute e migliorare la qualità dei servizi ai cittadini con la presa in carico di tutti i bisogni di salute nell’ospedale e nei servizi territoriali”.

“I lavoratori del Servizio sanitario nazionale che lavorano con abnegazione e competenza in tutti i servizi – attaccano i sindacati -, malgrado i continui tagli lineari delle risorse e del personale, non possono accettare oltre il blocco di questi provvedimenti necessari al miglioramento del sistema e delle condizioni di lavoro”.

Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dichiarano lo stato di agitazione di tutti i lavoratori del Servizio sanitario nazionale e danno il via a un “percorso di mobilitazione che proseguirà fino a quanto il ministero non darà il via all’accordo Stato Regioni”.

“Diciamo basta a tutti coloro che, nell’interesse di logiche incomprensibili e lobbistiche, impediscono l’evoluzione del sistema salute necessaria ai cittadini e richiesta da tutte le regioni”, hanno attaccato le tre federazioni di categoria a conclusione dell’incontro”, conclude la nota.

APS (PA), LAVORATORI IN PRESIDIO SOTTO LA REGIONE

Aps Palermo: è in corso il sit-in dei lavoratori sotto la presidenza della Regione. Gli impianti del servizio idrico sono deserti perché dalla mezzanotte sono cessati gli effetti dell’ordinanza prefettizia che attribuiva la gestione all’Ato e da oggi il personale Aps è nell’impossibilità di operare.

“Si è verificato quello che non è contemplato dalla legge: l’interruzione di pubblico servizio”, dicono i sindacati che sono in attesa di un incontro in mattinata col presidente Crocetta per capire come le istituzioni intendano garantire la prosecuzione del servizio, se attraverso l’individuazione di un nuovo soggetto o con una nuova proroga. I sindacati, appresa ieri la notizia del ritorno del servizio idrico ai comuni, avevano indetto un primo presidio già in serata, per lanciare l’allarme sulla inevitabile interruzione del servizio idrico integrato e sulla perdita di 202 posti di lavoro.

“La quasi totalità dei sindaci dei comuni serviti dalla ex Aps non è nelle condizioni da oggi di gestire il servizio autonomamente. Le istituzioni, che reputiamo responsabili – dichiarano i segretari di Filctem Cgil Francesco Lannino, di Femca Cisl Giovanni Musso, di Uiltec Uil Maurizio Terrani, di Ugl Chimici Margherita Gambino e di Cisal Federenergia Raffaele Loddo – non possono consentire un salto nel buio che avrebbe conseguenze devastanti igienico-sanitarie, con possibili disastri ambientali per 500 mila abitanti serviti. Da tre anni questa storia non riesce ad avere fine, non si riesce a trovare una soluzione definitiva”.

FRANCO TOSI (MI), FIOM: EVITARE EPILOGHI DOLOROSI

La Franco Tosi di Legnano va inesorabilmente verso la chiusura. Questo il giudizio di Mirko Rota, segretario generale della Fiom Lombardia: “Diversamente dalla procedura stabilita nella seduta del consiglio comunale del 6 febbraio scorso a Legnano rispetto alla sorte della Franco Tosi Meccanica Spa, il commissario starordinario ha deciso di procedere con un’asta senza rilanci, sia per ragioni di tempo, sia, perché a distanza di un anno ci si è accorti che non sarebbe arrivata nessuna altra azienda a contendere lo stabilimento”. Si tratta di un fatto ampiamente previsto “e più volte ribadito dalla Fiom in questa criticata gestione da parte del commissario straordinario. La decisione risulta motivata anche da fattori temporali, dato che la procedura scadrebbe il 31 di marzo con i rischi concreti di fallimento – aggiunge Rota -. L’epilogo della gestione porta inesorabilmente al fatto che la migliore offerta è quella che porta all’assunzione di meno dipendenti rispetto alle altre due, non garantisce alcuna continuità aziendale a Legnano, dato che come è noto l’azienda si riserva di trasferirsi dopo soli due anni dal suo insediamento”.

Secondo il segretario delle tute blu, “se ancora oggi c’è qualcuno che non dice nulla, perché non c’è ancora nulla di deciso, per noi è ormai evidente quanto si è fatto e il modo in cui si intende chiudere questa vicenda, che per responsabilità altrui ormai si trova al bivio tra una chiusura a breve termine e il rischio fallimento dietro l’angolo”.

“A questo punto – conclude Rota – è necessario che da parte del ministero si prenda atto della situazione e della gestione del commissario straordinario, affinché si impedisca un epilogo di questa natura, in cui i primi a rimetterci sarebbero i lavoratori della Franco Tosi. Deve essere chiaro a tutti i livelli che la Fiom, per gli aspetti e gli atti che la vedranno coinvolta, non si renderà assolutamente complice di questa condotta e delle conseguenze che da essa derivano”.

AST TERNI, RSU PREOCCUPATE: “L’AZIENDA NON VUOLE DISCUTERE”

Giudizio negativo delle Rsu aziendali sull’incontro di eri con l’amministratore delegato di Ast Terni Lucia Morselli. Restano ancora pesantemente in ballo i termini dell’applicazione dell’accordo dello scorso 3 dicembre. In una nota i delegati sindacali confermano “le preoccupazioni” derivanti dall’intenzione del management di “procedere in modo unilaterale – si legge in un comunicato -, ritenendo il nuovo assetto organizzativo in linea con gli obiettivi prefissati nell’accordo del 3 dicembre” e “affermando che tale assetto è stato deciso e condiviso con tutti i responsabili aziendali”. Per questo le Rsu di Ast, “pur ribadendo l’importanza del confronto e del dialogo, esprimono un giudizio fortemente negativo sull’incontro”  che “conferma pienamente le nostre preoccupazioni in merito a tutti gli aspetti riguardanti la salute, l’incolumità e la sicurezza dei lavoratori”. L’azienda, secondo i lavoratori, rifiuta di discutere dell’organizzazione del lavoro, conferma le preoccupazione sul non raggiungimento degli obiettivi qualitativi, produttivi ed economici dell’azienda. “Per quanto sopra detto – conclude la nota – ribadiamo con forza che dal nostro punto di vista l’ azienda è inadempiente rispetto a quanto sottoscritto nell’accordo del 3 dicembre. A tal proposito riconfermiamo la necessità di aprire da subito un tavolo di confronto al Mise con tutti i soggetti firmatari dello stesso. La Rsu ribadisce che attiverà come già fatto in questi giorni tutte le iniziative necessarie a garantire la sicurezza dei lavoratori. A tal proposito nei prossimi giorni saranno svolte assemblee per fare il punto della situazione con tutti i lavoratori”.

11 marzo 2015

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