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Appalti, Serracchiani: “Cambiare norma su ‘Garanzia globale'”

ROMA – Un incontro urgente con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e un rapido intervento normativo per correggere l’istituto della “garanzia globale” inserito nel Codice dei contratti pubblici, che rischia di tagliare fuori le imprese di costruzione del Friuli Venezia Giulia dagli appalti, anche quelli già in corso, fra l’altro in un momento particolarmente delicato per il settore dell’edilizia già duramente colpito dalla crisi.
La richiesta è contenuta in una lettera che la presidente della Regione, Debora Serracchiani, ha indirizzato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi e al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, che fa seguito a un colloquio su questa tema con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.
“Stanno emergendo- fa notare la presidente- notevoli criticità legate alla concreta applicazione di questa norma in quanto nessun istituto bancario o assicurativo nazionale è pronto o disponibile a stipulare con le imprese la garanzia globale”.
“Inoltre l’alternativa che consente alla società capogruppo di prestare tale garanzia, prevede – aggiunge Serracchiani – un requisito di patrimonio netto superiore ai 500 milioni di euro per la singola società, estremamente elevato e tale per cui nessuna azienda del Friuli Venezia Giulia potrà partecipare ad appalti, in assenza di una qualsiasi proporzionalità del requisito e del limite in relazione al valore dell’appalto”.
“La mancanza di un idoneo percorso di accompagnamento – osserva ancora nella lettera la presidente – sta facendo emergere situazioni potenzialmente critiche anche in appalti in corso che rischiano di andare deserti, con la possibile perdita dei fondi resi disponibili”.
“Se è corretto ed auspicabile – scrive la presidente al ministro Lupi – che una normativa sugli appalti  preveda delle garanzie per le pubbliche amministrazioni di realizzazione delle opere, è però oltremodo necessario che questo sistema di garanzia sia efficiente, applicabile e consenta anche al tessuto delle piccole-medie imprese di cui è principalmente composto il nostro Paese di partecipare in un regime di concorrenza effettiva”.
Debora Serracchiani, accanto a un incontro urgente, chiede perciò al ministro Lupi di fermare immediatamente l’applicazione della norma anche alle gare in corso e costruire parallelamente il percorso necessario all’attivazione, anche nel nostro ordinamento, di tali istituti di garanzia, rinviando la concreta applicazione magari alla prossima revisione del Codice degli Appalti che il Governo ha annunciato entro la fine del 2016.

11 marzo 2015

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