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Uganda, da Renzo Piano un ospedale per Emergency

ROMA – “Quando Gino Strada mi ha chiesto di partecipare a questa nuova sfida di Emergency non ci ho pensato due volte, ho detto immediatamente sì. Questo ospedale – 3 sale operatorie e 78 posti letto – sarà un modello di eccellenza medica, sostenibilità ambientale, indipendenza energetica e armoniosa distribuzione dello spazio. Vogliamo utilizzare le risorse della terra, l’acqua e il sole, i migliori traguardi della modernità, quelli veri”. E’ entusiasta Renzo Piano, che ha collaborato alla realizzazione del progetto con la Renzo Piano Building Workshop del nuovo Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica di Emergency a Entebbe, a 35 chilometri dalla capitale ugandese. Ieri, insieme a Gino Strada, la posa della prima pietra, in un terreno – donato dal governo di Kampala – sulle rive del Lago Victoria, “circondato da natura e alberi”. Questo nuovo polo di eccellenza offrirà ai piccoli pazienti, sia ugandesi che provenienti dal resto dell’Africa, oltre alle cure anche un panorama particolare: “Gli alberi e la vegetazione, come metafora del processo di guarigione“, ha aggiunto Renzo Piano, stando alla nota diffusa da Emergency. L’inaugurazione dei lavori ad Entebbe è avvenuta ieri alla presenza del Presidente Museveni e al ministro della Sanità Jane Ruth Aceng.

“La necessità di un centro specializzato in chirurgia pediatrica in Uganda e nei paesi vicini- scrivono ancora i responsabili- è stata evidenziato dai ministri della Salute africani che fanno parte dell’Anme (African network of medical excellence), la ‘Rete sanitaria d’eccellenza in Africa’, creata su iniziativa di Emergency nel 2009, con lo scopo di sviluppare i sistemi sanitari dei paesi aderenti e portare sanità di eccellenza e gratuita in Africa, affermando nella pratica il diritto di ogni essere umano a ricevere cure gratuite e di elevata qualità”. Grazie a questa nuova struttura, ora i Centri di eccellenza della Rete saranno due: oltre a quello di Entebbe, quello Salam di cardiochirurgia di Khartoum, Sudan.

In Uganda, “la mortalità infantile sotto i 5 anni di età è di 138 bambini per mille nati vivi. Garantire cure chirurgiche gratuite in questo contesto- sottolinea Emergency- è una priorità per contribuire alla riduzione della mortalità infantile in Uganda e nei paesi limitrofi”. Gino Strada ha infatti ricordato che “milioni di bambini muoiono ogni anno semplicemente perché non hanno accesso alle cure mediche. Carenza di risorse? Scarso interesse per le sofferenze di una parte della popolazione? Mancanza di responsabilità dei governi? Qualunque sia il motivo, la domanda è sempre la stessa: dovremmo continuare a tollerare questo scandalo o dovremmo compiere ogni sforzo possibile per salvare o migliorare la vita di milioni di esseri umani?”. L’ospedale, oltre a garantire cure pediatriche di qualità, sarà anche un centro di formazione di giovani dottori e infermieri provenienti dall’Uganda e dintorni. Altro aspetto importante, la sostenibilità: “La struttura- spiega l’organizzazione- sarà realizzata in terra pisè, una tecnica di costruzione tradizionale che utilizza la terra cruda, garantendo un’inerzia termica che manterrà costanti la temperatura e l’umidita nell’edificio”. Il centro inoltre “avrà un impianto di circa 2600 pannelli solari fotovoltaici in copertura, realizzati da Enel Green Power, per soddisfare il fabbisogno energetico”.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

11 febbraio 2017
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