L’appello dell’Anci Toscana a Gentiloni: “Salviamo il patrimonio di Betlemme”

FIRENZE – “No al nuovo muro, stop agli scavi archeologici”. Il presidente Anci Toscana, il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, raccoglie l’appello dalla Palestina e scrive al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Una lettera incentrata su quanto sta accadendo nel territorio della città palestinese di Betlemme, dove la costruzione di un nuovo muro e una campagna di scavi archeologici da parte di Israele “stanno mettendo a rischio il patrimonio paesaggistico e culturale di quell’area”.

Biffoni ricorda che i lavori per il muro sono iniziati nel maggio 2015 nell’area intorno alla Valle di Cremisan, che ha un eccezionale valore storico e paesaggistico, in particolare per gli antichissimi vigneti; mentre gli scavi sono partiti il 2 febbraio scorso a Khirbet en-Najjar, sito che contiene preziosi resti di insediamenti del periodo romano. Due iniziative, continua, “considerate dall’Autorità palestinese una chiara violazione delle leggi e degli accordi internazionali e che rischiano di destabilizzare ancor di più una situazione già molto difficile”. I Comuni toscani, nel ribadire l’apertura “di una definitiva stagione di pace e rispetto tra i due popoli”, sottolineano sulla vicenda la loro preoccupazione, visto che “da una prima indagine del Dipartimento palestinese di archeologia e beni culturali, sembra emerso che durante gli scavi molti manufatti siano stati trovati e confiscati dall’Antiquities Authority israeliana”.

Forti perplessità anche per quel che riguarda il muro nella valle del Cremisan, e qui Biffoni ricorda le parole del patriarcato latino di Gerusalemme (“un insulto alla pace”), la cui costruzione, continua il sindaco, “mette tra l’altro a repentaglio la produzione di un eccezionale vino prodotto dai frati salesiani”. Biffoni scrive ancora che “da Betlemme, città gemellata con moltissimi Comuni del nostro Paese, arriva forte l’appello alla comunità internazionale, perché vengano adottate al più presto tutte le misure che possano aprire un confronto con lo Stato di Israele, perché ripensi alla costruzione del muro e alla campagna di scavi: siamo i primi a pretendere che lo Stato di Israele viva in pace e sia rispettato in tutta la sua integrità, con altrettanta forza chiediamo il rispetto dei disposizioni nei confronti del popolo palestinese”. A Gentiloni, quindi “i sindaci toscani chiedono di farsi carico di questa situazione, perché siano ristabilite le corrette condizioni di giustizia e venga scongiurata una nuova mortificazione ai propositi di pace in quella martoriata terra, per noi così vicina e preziosa”.

di Diego Giorgi, giornalista

11 Febbraio 2016
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