Unioni civili, dibattito animato al Senato. Giovanardi ‘denuncia’ bacio gay in Aula

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ROMA – “Due uomini si sono baciati nella tribuna ospiti in aula, non è possibile che gli esponenti della comunità Lgbt vengano qui per provocare”. Lo dice il senatore di Idea Carlo Giovanardi che ha interrotto il suo intervento, in Senato, durante l’illustrazione degli emendamenti al ddl Cirinnà, per richiamare l’attenzione dell’aula sull’episodio. Ai cronisti Giovanardi spiega: “Ce n’era uno che ogni volta che mi avvicinavo al mio banco, mi faceva boccacce, mi mostrava una collana. Ho sopportato. Poi ne è arrivato un altro e si sono baciati. A quel punto è intervenuto un commesso per dividerli. Sette o otto senatori Pd si sono pure messi a protestare contro di me. A me va bene che gli esponenti Lgbt assistano al dibattito in Senato ma non possono fare queste provocazioni. Vale per uomo e uomo e per donna e donna”. Il senatore Francesco Verducci (Pd) interviene per replicare: “Io non so se il regolamento vieta che in aula due persone possono baciarsi o tenersi per mano”.

Nel dibattito piuttosto animato in aula al Senato sulle unioni civili accade che qualcuno sfoderi anche colpi bassi. Durante l’illustrazione degli emendamenti all’articolo 1 del ddl Cirinnà, Maurizio Gasparri (Fi), parlando della pratica del cosiddetto utero in affitto, fa riferimento a un articolo di stampa che fa riferimento al figlio del senatore Pd, Sergio Lo Giudice, che si è sposato in Norvegia circa 5 anni fa e nella coppia, dopo tre anni, è arrivato anche il figlio del compagno. Gasparri attacca: “Lo Giudice ci dica quanto lo hanno pagato”. Il presidente di turno Roberto Calderoli lo riprende immediatamente. Gasparri riformula: “La legge per comprare i bambini non si puo’ fare. I bambini non si comprano perchè altrimenti poi si possono anche vendere. E chi ha comprato un bambino ci deve dire quanto lo ha pagato”. Le parole di Gasparri irritano molto il Pd. Francesco Russo interviene a difesa del collega: “Non possiamo accettare in nessun modo attacchi personali verso colleghi e senatori del nostro gruppo da parte di chi si è abbassato a tirare in mezzo bambini che non devono avere la gogna mediatica. Io non vorrei che fossimo costretti a chiedere un intervento disciplinare verso senatori che hanno trasceso. Gasparri già nelle settimane e nei mesi scorsi è stato costretto a chiedere scusa a chi si è sentito offeso dalle sue parole, Credo che quest’aula meriti un dibattito piu’ alto“.

11 Febbraio 2016
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