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Crisi. A Bologna nel 2014 hanno chiuso 2.100 aziende

CrisiBOLOGNA – Si lavora per tre quarti dell’anno, fino a settembre, solo per pagare le tasse: le piccole e medie imprese artigiane di Bologna sono stanche di essere ‘spremute’ e chiedono a gran voce di abbassare le tasse che li stanno soffocando e impediscono loro di riprendersi. Nel 2014, sotto le Due torri, hanno chiuso i battenti 2.100 imprese e il numero di quelle nuove, 1.900, non ha compensato le chiusure. I fatturati, poi, nel secondo semestre del 2014 sono risultati in calo per il 45% delle imprese e in aumento solo per il 12%. Un panorama a tinte scure, tanto che più della metà dei piccoli imprenditori, soprattutto nel campo della moda e dell’edilizia, sono sfiduciati e non vedono nessuna prospettiva di ripresa nel 2015. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato dalla Cna di Bologna tra i propri associati: ne hanno intervistati un migliaio, selezionati tra gli otto settori più rappresentativi delle attività artigianali. E ora, visto lo scoramento registrato, l’associazione intende farsi sentire dalle istituzioni e chiedere un’inversione di rotta: “La voce degli artigiani va ascoltata: non si può continuare ad aumentare la pressione fiscale per pagare i servizi erogati dai Comuni. Bisogna pensare nuove dinamiche e affidare più servizi ai privati, per ridurre i costi per i Comuni”, afferma il nuovo segretario di Cna Bologna, Cinzia Barbieri, che in gennaio ha preso il posto del dimissionario Massimo Ferrante. Sussidiarietà, dunque, prima di tutto, ma anche nuove opportunità di business per le imprese, per cui la Cna si darà da fare. Nel campo degli appalti, in primis, dove finora “le nostre imprese sono state penalizzate da logiche di massimo ribasso”, dice Barbieri, ma anche nel campo degli eventi pubblici di richiamo, sul modello del fortunato Cioccoshow.

Dal sondaggio di Cna risulta che il 45% delle imprese ha registrato un fatturato in calo nel secondo semestre del 2014; per il 41%, invece, è rimasto stabile (“e il 2014 è stato il peggiore anno dall’inizio della crisi”) mentre solo il 12% ha visto un aumento. I settori dove gli affari sono andati peggio sono la moda (62% in calo), le costruzioni (50%) e gli impianti (50%). Le cose vanno un po’ meglio per il settore alimentare (dove risultano fatturati in calo ‘solo’ per il 42% delle aziende), che vede di buon occhio il 2015 anche in vista di Expo e Fico: tra le imprese alimentari il 21% si aspetta una crescita degli affari. La maggior parte degli artigiani bolognesi, però, vede nero: per il 2015, il 51% si aspetta un fatturato stabile, mentre per il 36% si abbasserà ulteriormente. Solo il 13% pensa positivo e si aspetta una crescita. E ancora, il 51% dichiara che non rinuncerà agli investimenti programmati, mentre un 32% li rinvierà e un 16% dovrà cancellarli. Tutte le imprese intervistate lamentano l’eccessiva pressione fiscale (che “in Italia, rispetto a Bologna, è più alta solo a Roma”), che pesa soprattutto su autoriparatori (è una minaccia per il 48%) e su acconciatori ed estetisti (la teme il 51%). Di fatto, spiega Barbieri, le piccole medie imprese spendono in tasse il 74,2% del loro reddito e lavorano nove mesi l’anno (fino al 29 settembre) solo per riuscire a coprire le tasse. A chiedere di ridurle, infatti, è il 46% delle imprese intervistate, mentre per il 22% va snellita la burocrazia. L’8% chiede maggior credito dalle banche e il 7% un sostegno per trovare nuovi business. Alla luce del quadro emerso dal sondaggio, Barbieri non intende stare con le mani in mano: “La voce degli artigiani va ascoltata”, afferma Barbieri.

Se si contano anche i dipendenti e le famiglie degli imprenditori, a Bologna il mondo di Cna (con 13.500 imprese associate, ndr) “rappresenta un bacino di 90.000 persone, quindi una buona parte del tessuto sociale cittadino- osserva Barbieri- ci rivolgeremo alle istituzioni per chiedere un occhio di riguardo”. A questo scopo, “la sussidiarietà potrebbe essere un buon metodo”, dice Barbieri, che vede positivamente l’arrivo della Città metropolitana. “Può essere una risposta, speriamo serva ad omogeneizzare i servizi e ad uniformare le tasse, garantendo qualità”. Il nuovo segretario, poi, ha in mente di moltiplicare anche le iniziative di promozione delle imprese, sul modello del Cioccoshow, che quest’anno ha compiuto 10 anni ed è sbarcato a New York. “Metteremo a punto degli eventi per dare una vetrina alle nostre imprese, le idee ci sono già”. Tra l’altro, il 2015 è l’anno in cui ricorre il 70esimo anniversario dalla nascita di Cna Bologna. Per il 60esimo Cna aveva organizzato un grande concerto di Lucio Dalla in Fiera e “anche quest’anno vogliamo preparare un grande evento e una grande festa per gli artigiani”, assicura Barbieri, che per ora non svela di più. Altri momenti di promozione delle imprese si intrecceranno con Expo 2015 e con Bologna Welcome, con cui Cna da qualche anno ha avviato un percorso di lavoro. Il 2015, poi, vedrà anche un importante progetto per valorizzare i giovani e aiutarli nell’avvio di una nuova impresa. Di suo, Barbieri assicura che ci metterà “grande energia” e un “approccio estremamente positivo”. Ferrante e le sue dimissioni a ciel sereno? “Io sono stata il suo braccio destro per anni, quindi non posso dire nulla se non che il suo lavoro è stato egregio. Il mio sarà un modo diverso, a partire dal fatto che sono una donna”, conclude.

11 febbraio 2015

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