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Rugby. Allan: “Io, la nazionale e il bullismo”

ROMA  – Quando, per una volta, un giovane italiano sceglie il suo Paese, pur avendo la possibilità di trovare fortune altrove, la sua storia merita di essere raccontata. Anche se parliamo ‘solo’ di sport. Tommaso Allan è un ragazzone di 21 anni, 184 cm per 87 kg. È un trequarti della Nazionale azzurra di rugby, in questi giorni impegnata a Roma nel Sei Nazioni, per le partite in casa, in stadi come Twickenham a Londra o Millenium a Cardiff per quelle in trasferta. Nato a Vicenza il 26 aprile del 1993, dopo pochi anni trascorsi in Italia, si è trasferito in Inghilterra al seguito della sua famiglia, papà William, scozzese-sudafricano di origine, e mamma Paola Berlato, che negli Anni 80 ha vestito, anche lei la maglia azzurra, anche lei per giocare a rugby: “Ma lei era un mediano di mischia, io lo sono di apertura” che, tradotto, nel rugby significa indossare rispettivamente la maglia numero 9 e la numero 10. Nel suo periodo britannico è entrato a contatto con il rugby, ha vestito la maglia della nazionale under 20 della Scozia: “Ci ho giocato per due anni- racconta al portale Diregiovani.it- Mi sono sempre sentito più italiano che scozzese”. Guai a parlare di pentimento: “Assolutamente no. Quando Giampiero De Carli (oggi allenatore della mischia italiana, ndr) mi ha chiesto se volevo giocare per l’Italia, era da un po’ di tempo che ci stavo pensando. Sono nato in Italia dove ho vissuto per otto anni, ho accettato, era una scelta ababstanza facile. Non ho nessun rimpianto. Siamo una nazionale che sta crescendo, vorrei essere parte di questa crescita”.

11 febbraio 2015

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