Genova, abitanti al ‘confine con zona rossa’ in piazza per risarcimenti

Da tempo, gli abitanti chiedono un indennizzo per i disagi che subiscono a causa dei cantieri di demolizione e ricostruzione.

GENOVA – Fischietti, striscioni e tanto orgoglio. È stata aperta da una decina di bambini, con gilet arancione di ordinanza, la manifestazione degli abitanti ai confini della zona rossa del Ponte Morandi. Circa 200 persone, sfidando il vento gelido che sferza il centro città, si sono concentrate alle 9.30 sotto Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, dove una delegazione è stata incontrata dal sindaco e commissario Marco Bucci.

Sono i rappresentanti delle 300 famiglie che abitano nelle vie Porro, Campi, Capello, Fillak e Frassinello, all’ombra del troncone di levante del viadotto crollato lo scorso 14 agosto. “Ambiente e salute, uguale vita”, è il coro che va per la maggiore.

“Se hai Genova nel cuore, unisciti a noi. Siamo Genova”, si legge su alcuni cartelli, mentre uno striscione ricorda che “Genova è ferita, non stupida”. Da tempo, gli abitanti chiedono un indennizzo, non previsto dalla legge Genova, per i disagi che subiscono e dovranno subire a causa dei cantieri di demolizione e ricostruzione.

“Il sindaco e commissario ci ha promesso che presto verranno installate centraline per il monitoraggio dell’aria e dell’inquinamento acustico- afferma il portavoce degli abitanti, Fabrizio Belotti– ha anche assicurato che nostri rappresentanti potranno partecipare agli osservatori su ambiente e riqualificazione che verranno costituiti. Ci incontreremo periodicamente”.

Alla manifestazione hanno aderito i comitati di Certosa e Campasso ma, anche, gli sfollati di via Porro, i sindacati, le associazioni dei consumatori e diversi consiglieri comunali e regionali di opposizione, M5S e rappresentanti di Potere al popolo. In corteo anche la deputata del Pd, Raffaella Paita. 

“Siamo qui a difendere la nostra salute e l’ambiente che ci circonda. E dal 15 agosto che soffriamo, abbiamo subito una tragedia, un disastro che ricorderemo per sempre- attacca Belotti- non perderemo mai la nostra dignità. A questo punto devono esserci delle risposte chiare, il governo deve muoversi. Come adulti dobbiamo essere un esempio per i bambini che abbiamo portato in corteo”.

La manifestazione è poi proseguita verso il palazzo della Prefettura, in largo Eros Lanfranco, per un incontro con il prefetto Fiamma Spena che, spiega al termine il portavoce dei manifestanti, “si è presa carico di portare la nostra istanza al governo”. Infine, il corteo si è spostato in piazza De Ferrari, sotto la Regione, per chiedere al governatore Giovanni Toti il riconoscimento degli indennizzi previsti dalla legge regionale del Pris.

Toti, dal canto suo, ha ricordato come per il ponte Morandi la normativa regionale sia stata superata da quella nazionale ma si è detto possibilista che il governo stanzi i fondi per indennizzare anche gli abitanti ai confini della zona rossa attraverso un qualunque decreto omnibus. Per tracciare precisamente il perimetro dell’area, come già detto dal sindaco e commissario Bucci, bisognerà aspettare il progetto esecutivo della ricostruzione.

All’incontro con il governatore hanno partecipato anche i consiglieri regionale del Pd, Giovanni Lunardon e Pippo Rossetti. “Possiamo essere marginalmente contenti- dice Belotti ai manifestanti, il cui numero si è lentamente assottigliato- usciamo con alcune armi e molti frutti per arrivare a traguardi positivi”.

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11 Gennaio 2019
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