Vent’anni senza Fabrizio De André

Genova, la città vissuta visceralmente e in cui nacque nel 1940, lo ricorda con proiezioni, musica e un incontro pubblico a Palazzo Ducale
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ROMA – Sono passati vent’anni senza Fabrizio De André. Era l’11 gennaio del 1999 quando si spense per un tumore, dopo un breve ricovero a Milano. Il “poeta degli ultimi”, il cantautore della Genova degli squinternati, è rimasto intrecciato alle nostre vite, cantando di amori e di politica, di morte e di miseria, con il piglio lieve e incisivo che fece dire di lui a Fernanda Pivano:”Non è Fabrizio il Bob Dylan italiano, è Dylan il De André americano”.

“PECCATI DI GIOVENTU'”  IN VINILE NUMERATO

Oggi esce l’edizione limitata e numerata in vinile trasparente di “Peccati di gioventù”, la raccolta dei singoli usciti tra il 1961 e il 1966. Tra loro, quella “Canzone di Marinella” che cambiò la vita allo studente svogliato di famiglia borghese che De André era. Fu Mina ad incantare gli italiani davanti alla tv intonando il racconto della tragica fine della prostituta a cui De André addolcì la morte.
Raccontò, De André, di averla scritta durante l’adolescenza, dopo aver letto sul giornale dell’omicidio ignobile della ragazza scaraventata nel fiume Tanaro (“O Bormida, non ricordo”).
Poetico, alcolizzato, politico, intellettuale, De André ebbe il merito di trasformare in canzone la vita degli emarginati e portare in Italia la lirica di George Brassens, Jacques Brel e Leonard Cohen, oltre, naturalmente, alla notissima “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters, trasformata nei mirabili canti dall’Aldilà di “Non al denaro, non all’amore, né al cielo”.   
 

LA CITTA’ DI FABER

Genova fu la città di nascita e ispirazione di De André, vissuta con visceralità con l’amico di sempre Paolo Villaggio (a lui si deve il nomignolo ‘Faber’), anche lui figlio della buona borghesia cittadina, anche lui “fannullone” come quella canzone scritta a quattro mani (così come Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers”). Oggi Genova lo ricorda nel cuore istituzionale della città, Palazzo Ducale.
 
Gli appuntamenti a Genova

La giornata in memoria di Fabrizio De André inizierà dalle 11 con  una proiezione continua del materiale video, curato dal giornalista Vincenzo Mollica per la grande mostra allestita a palazzo Ducale nel 2009: per quel giorno rivivrà una parte di questa mostra con proiezioni di interviste, apparizioni tv, concerti. Alle ore 14.30 prima dell’avvio dell’incontro pubblico, è previsto un tributo a De André del Coro dei “Quattro Canti”, diretto da Gianni Martini. Alle 15  nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale “Il mio Fabrizio”, l’incontro a cui parteciperà, nella sua unica uscita pubblica di questo 11 gennaio, la famiglia De André. Saranno presenti Dori Ghezzi e  Cristiano De André che ricorderanno il loro Fabrizio insieme ai personaggi dello spettacolo  che lo hanno conosciuto o interpretato e che hanno accettato di restituircelo e raccontarcelo per come lo hanno vissuto: Gino Paoli, Neri Marcorè, Fabio Fazio. Antonio Ricci, Morgan, Mauro Pagani e Luca Bizzarri (Presidente di Palazzo Ducale). Ognuno di loro porterà un ricordo di Fabrizio e anche una chitarra. Non sono quindi escluse improvvisazioni musicali.

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11 Gennaio 2019
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