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DIRE Cooperazione Internazionale

Vandelli in mostra: splendore dal Sud del mondo

ROMA  – “Sintesi di umanità contro il terrore che separa” e, ancora, “gocce di splendore dal Sud del mondo”: a parlare con la DIRE e’ Annalisa Vandelli, scrittrice e fotoreporter protagonista di “In un vortice di polvere”, citazione di Fabrizio De Andrè, obiettivo su volti ignorati o raccontati male dalle cronache giornalistiche.

L’incontro avviene in occasione della presentazione della mostra, che sarà inaugurata domani in piazza di Pietra, a Roma, alla Galleria 28, spazio di avanguardia e sperimentazioni appoggiato alle fondamenta del porticato del Tempio di Adriano.


“Un bilancio di dieci anni di lavoro da vagabonda” spiega subito Vandelli. Il viaggio è cominciato con l’abbandono del “posto fisso” e soprattutto una passione, cresciuta con il sostegno e la guida di Uliano Lucas, fotoreporter di fama internazionale. “Sono partita per un anno in Etiopia come scrittrice e oggi torno a Roma come fotografa” sorride Vandelli. In mezzo ci sono stati El Salvador, Mozambico, Siria, Nicaragua, Pakistan. Mondi raccontati a colori o in bianco e nero, da freelance, più volte con il sostegno della Cooperazione italiana. Alla Galleria 28 lo sottolinea Cristiano Maggipinto, in Farnesina capo dell’Ufficio valutazione: “Vandelli ha documentato nostri programmi in Salvador, in Etiopia e in altri Paesi; i suoi reportage hanno contribuito a comunicare le attività della cooperazione, uno strumento chiave della politica estera italiana”.

Da questo rapporto che sono nati scatti come “Le regine di Saba”, omaggio alle donne dell’Etiopia, forza e dignità nelle zone più isolate dell’acrocoro. Camminano ai bordi di un cratere, a Wenchi, dove la Cooperazione ha finanziato un progetto d’avanguardia: tablet contro l’analfabetismo, un impegno per i bambini che non riescono a raggiungere la scuola monitorato con cadenza quindicinale dal Massachussets Institute of Technology (Mit).

Progetti diversi ma stessa voglia di scoprire nel reportage oltre le torri e il filo spinato di La Mariona, carcere incubo del Salvador. “Cinquemila ragazzi, quasi sempre sorridenti, nonostante tutto” dice Vandelli: “Una goccia di splendore”. Nella consapevolezza che nell’era globale tutto si fa più vicino ma, paradossalmente, anche più difficile da interpretare. “In queste foto c’è un Sud del mondo che entra nel Nord del mondo, ma spero in modo diverso rispetto alle nostre cronache quotidiane, aiutando a vedere e valutare” dice Vandelli. Il suo primo libro si intitola “Scritto sull’acqua”. E pensare che è nato in Etiopia, nei luoghi più colpiti dalle siccità. Un paradosso, e un’altra lezione di Lucas, “maestro e mentore”. Convinto, sottolinea Vandelli, “che non si debba mai mostrare la miserabilità e rispettare invece sempre la dignità”. Come nelle foto di quel bordello del Salvador, con un nome che ci mette in discussione: “Alzati, Lazzaro”.

di Vincenzo Giardina, giornalista

11 gennaio 2017

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