L’Emilia-Romagna verso la residenza ai senzatetto

BOLOGNA – La Regione Emilia-Romagna potrebbe concedere la residenza ai senzatetto. È stata infatti approvata, in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, una risoluzione presentata dal consigliere del Partito democratico Antonio Mumolo, il cui obiettivo è “inserire nei programmi regionali le indicazioni proposte dalle ‘Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia’ adottate dal Dipartimento del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con la Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (Fio.Psd), quali strumenti per superare la frammentazione delle politiche e rendere ancora più incisivo il contrasto alla povertà”.

povertàNel documento, votato da Pd, Sel e Movimento 5 stelle, mentre la Lega Nord si è astenuta, Mumolo sostiene che è necessario “concedere, in particolare, la residenza a chi vive in strada, anche istituendo una via fittizia presso cui eleggerla, oltre a introdurre l’housing first, un approccio già sperimentato in diversi Paesi europei”. Questo anche perché, “secondo i dati Istat, nel 2014 erano oltre quattro milioni in Italia le persone in condizione di povertà assoluta (6,8% della popolazione residente), e nonostante l’Emilia-Romagna sia tra le regioni che presentano i valori più bassi di incidenza della povertà (4,2%), la recente crisi economica ha fatto emergere anche qui nuove tipologie di poveri”. Il Pd ha anche presentato tre emendamenti, approvati dalla commissione, che integrano il documento con riferimenti alla legge di stabilità e all’accordo tra Governo, Regioni e Autonomie locali, sulle “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia”. Approvato anche un emendamento del leghista Gabriele Delmonte per “includere gli esodati tra le nuove tipologie di poveri”.

La commissione ha inoltre approvato un sub-emendamento presentato da Gian Luca Sassi e Raffaella Sensoli del M5s per “prevedere nel documento un riferimento all’inclusione attiva e al sostegno del reddito”. Un primo passo verso il reddito di cittadinanza, secondo i due esponenti pentastellati, che hanno “ottenuto che nel documento si impegni la giunta a destinare i fondi regionali per il contrasto alla povertà proprio al reddito di cittadinanza”.
Nello specifico, si tratta di 1,4 miliardi in due anni stanziati dal Governo che, per l’Emilia-Romagna, dovrebbero significare circa 35 milioni di risorse aggiuntive. “Grazie alla nostra proposta- sottolineano Sassi e Sensoli- questi soldi dovranno essere destinati al fondo per l’attivazione del reddito di cittadinanza”. A questo punto, chiosa la capogruppo M5s a viale Aldo Moro Giulia Gibertoni, “ci aspettiamo che, anche sulla base di quanto detto e fatto fino ad oggi dalla vicepresidente Elisabetta Gualmini, la giunta acceleri, perché questo non è più un tema rimandabile”. Non è invece stato accolto un altro sub-emendamento, presentato da Delmonte, in cui si chiedeva di “sospendere tutti gli espropri di immobili adibiti ad abitazione principale”. Una bocciatura che non va giù al consigliere della Lega, secondo cui “il Pd indossa i panni di Robin Hood di giorno per poi travestirsi da sceriffo di Nottingham di notte”. Il ‘no’ alla proposta di sospendere gli espropri della prima casa, afferma Delmonte, mette in mostra una contraddizione all’interno del Pd, che “da una parte definisce quello alla casa come un diritto umano di base e poi, nello stesso provvedimento, non inserisce il divieto di esproprio dello stesso diritto”. Ecco perché, al momento di votare il documento, la Lega ha scelto di astenersi.

11 Gennaio 2016
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