Report del Consiglio grande e generale del 10 dicembre - Seduta pomeridiana - DIRE.it

San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 10 dicembre – Seduta pomeridiana

SAN MARINO – Gli esiti della Voluntary Disclosure a San Marino, alla luce dei dati diffusi ieri dal Mef, sono affrontati in apertura dei lavori consiliari, attraverso il riferimento in Aula, al comma Comunicazioni, del segretario di Stato per le Finanze, Gian Carlo Capicchioni. “Nell’ambito dei 60 miliardi di volume complessivo di risorse italiane depositate all’estero, San Marino rappresenta l’1,9%- conferma il segretario di Stato- con una cifra che è poco più di un miliardo e 100 milioni”. E’ un dato “in linea con i numeri che abbiamo rilevato- prosegue- e che negli incontri tecnici fatti con i dirigenti del Mef erano già stati sottoposti ed evidenziati”. Il segretario di Stato spiega poi che, rispetto alle modalità di esecuzione del provvedimento, “San Marino ha incentivato l’adesione dei cittadini italiani che avevano risorse nel nostro Paese e ora ci si trova allineati alle previsioni del Mef”, a dimostrazione della “totale trasparenza” con cui si è affrontata la voluntary disclosure. “Non è vero– sottolinea quindi Capicchioni- che San Marino è un paese opaco. E’ tutto il contrario”. Infine, l’auspicio, da parte sammarinese, è che “le somme possano essere mantenute a San Marino- conclude il titolare delle Finanze- dopo la loro regolarizzazione”. Nel suo intervento, Capicchioni affronta anche la firma dell’Accordo Ecofin con l’Ue, chiedendo l’inserimento all’ordine del giorno in questo Consiglio di un comma aggiuntivo per la sua ratifica.

In comma comunicazioni intervengono anche i segretari di Stato per gli Affari Esteri, Pasquale Valentini, e per il Territorio, Antonella Mularoni, per riferire gli esiti delle rispettive trasferte all’estero, all’Assemblea Osce di Belgrado e alla conferenza Cop21 a Parigi. Si apre poi il dibattito dei consiglieri con l’intervento di Gian Matteo Zeppa, di Rete, che chiede le scuse del segretario del Pdcs, Marco Gatti, rispetto a un suo intervento a Smrtv.

Il problema dei ritardi per l’estensione della raccolta porta a porta su tutto il territorio sono sollevati da Franco Santi, C10, seguito da Luca Santolini, C10. Replica il segretario di Stato con delega ai Rapporto con l’Aaas, Teodoro Lonfernini: “A novembre è stato dato il mandato definitivo ad Aass per andare avanti con il progetto del porta a porta, che non è in discussione, con l’individuazione delle zone in cui si svilupperà. Se ci sono responsabilità, ci sono in senso positivo, prendiamocele tutte come categorie e istituzioni, visto che parliamo di ammodernamento del Paese, anche se ci sono state difficoltà iniziali dopo decenni di tentennamenti”. Andrea Zafferani, C10, torna sui dati della voluntary disclosure, auspicando un dibattito in aula, una volta scaduti i termini di adesione. In più, chiede al segretario di Stato Capicchioni di compiere una verifica finale su come sta andando la voluntary disclosure rispetto ai rimpatri giuridici e quelli effettivi. Ultimo intervento è quello di Elena Tonnini, Rete, che chiede conferma al segretario di Stato per la Sanità su una presunta autorizzazione per l’investimento di 10 mln di euro in un fondo lussemburghese. “Chiediamo- conclude Tonnini- solo di essere smentiti su queste informazioni, diversamente è preoccupante che i nostri fondi pensione siano stati investiti senza garanzie”.

Il comma Comunicazioni si conclude con le risposte alle interpellanze e interrogazioni, i lavori proseguono quindi con la presa d’atto della conferma nell’incarico di due Uditori Commissariali, Elisa Beccari e Francesco Santoni. Comma 4. Segue la nomina di un Samuele Forcellini quale membro del Consiglio di Amministrazione dell’Aass. Approvate a maggioranza le nomine del presidente del Collegio dei sindaci revisori del Cons, Stefano Piattelli, e del membro Davide Simoncini, mentre la nomina del candidato dell’opposizione viene posticipata alla prossima sessione.
Si apre quindi il comma 6, “Trattazione della mozione di sfiducia presentata da 13 consiglieri nei confronti del segretario di Stato per l’Industria, Marco Arzilli”. A presentare la mozione è Roberto Ciavatta di Rete. Il dibattito, in cui sono previsti 37 interventi, proseguirà in seduta notturna.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Comma 1. Comunicazioni
Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Compio un breve intervento su quello che è stato il Consiglio dei Ministri dell’Osce a Belgrado. I negoziati si sono estesi dal primo al 5 dicembre e la ministeriale si è conclusa il venerdì. Purtroppo dei numerosi progetti presentati sono state approvate solo 4 dichiarazioni. Dal punto di vista del risultato in termini di negoziato i lavori hanno risentito in questo momento di un clima di notevole difficoltà a livello internazionale. Le dichiarazioni approvate riguardano: lo sforzo dell’Osce contro la droga, l’impegno contro il terrorismo, il tema della sicurezza riferito in particolare ai giovani, la lotta all’estremismo violento. L’Osce continua a rimanere un luogo privilegiato di dialogo nonostante un clima non proprio facile nell’ultima assemblea. Molti degli interventi hanno confermato questa debolezza e, pur dovendo constatare la difficoltà a raggiungere degli obiettivi, è stata confermata la volontà di far crescere la volontà politica e la fiducia tra gli Stati per raggiungere posizioni che la realtà indica sempre di più come decisioni inderogabili”.

Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze: “E’ stato chiuso a Bruxelles dal nostro ambasciatore l’accordo Ecofin. Chiederemo l’inserimento in questo Consiglio di un comma aggiuntivo per la sua ratifica. Se il Consiglio grande e generale acconsentirà all’inserimento del comma, noi potremo ratificare l’accordo, cosa che sembra possa avvenire anche da parte dell’Ue. E’ un accordo importantissimo che va a eliminare l’euro-ritenuta. Riguardo ai dati della voluntary disclosure: questi denotano che, nell’ambito dei 60 miliardi di volume complessivo di risorse italiane depositate all’estero, San Marino rappresenta l’1,9% con una cifra che è poco più di un miliardo e 100 milioni. E’ un dato in linea con i numeri che abbiamo rilevato e che negli incontri tecnici fatti con i dirigenti del Mef erano già stati sottoposti e evidenziati.
San Marino ha incentivato l’adesione dei cittadini italiani che avevano risorse nel nostro Paese e ora ci si trova allineati alle previsioni del Mef. Questo denota una totale trasparenza. Noi auspichiamo che le somme possano essere mantenute a San Marino dopo la regolarizzazione. Al Mef, dei 60 miliardi depositati all’estero, hanno ricevuto richieste per far rientrare 15 miliardi. Gli altri invece resteranno all’estero, a disposizione degli organi preposti al controllo. Non è vero che San Marino è un paese opaco. E’ tutto il contrario”.

Antonella Mularoni, segretario di Stato al Territorio Antonella Mularoni: “Ho partecipato alla conferenza Cop 21 di Parigi rispetto alla parte dei lavori dedicata ai ministri per l’Ambiente di cui c’è stata una fortissima presenza. Quello che posso dire è che oggi c’è una sensibilità accresciuta rispetto all’esigenza di addivenire a una soluzione sulle tematiche ambientali. E c’è una forte pressione da parte dell’opinione pubblica. Nel mio discorso ho evidenziato gli aspetti su cui il Paese è già impegnato: estensione della raccolta porta a porta dei rifiuti, l’impegno a diminuire le emissioni nocive in atmosfera. Al termine dei lavori della conferenza di Parigi sarà bene affrontare insieme tutte quelle strade che è necessario percorrere”.

Matteo Zeppa, Rete: “In questa sede vorrei parlare di dittatura. Che non è altro che la predominanza di chi detiene il potere con la forza. Di esempi recenti ne abbiamo avuti tanti. Io non so cosa è passato per la testa del consigliere Gatti quando ha manifestato la necessità di una dittatura a San Marino nel corso di una trasmissione televisiva. Ma si ricordi Gatti che è stato democraticamente eletto, grazie alle leggi democratiche scritte in passato. Di fronte a quello che accade nel mondo un’uscita del genere è un attacco a tutto ciò che è sinonimo di libertà. Gatti alla televisione di Stato si è augurato una dittatura minima di 5 anni. Tutto ciò che si dice, in certi ambiti, viene amplificato. Gatti avrebbe potuto dire tante cose ma non quella. E poco importa se quella frase è stata detta col sorriso sulle labbra. Non andava detta per il rispetto della storia di San Marino. Gatti è anche segretario della Dc: partito che ha nel nome il termine di democrazia. Fa specie che nessuno dei compagni di partito abbia preso le distanze dalla stupidaggine detta in tv. Fossi in Gatti porrei le più sentite scuse ai cittadini e all’Aula. Gatti si deve vergognare di ciò che ha detto. Ma la vergogna è virtù di pochi. Segretario, nonché consigliere, Gatti si vergogni. Chieda scusa alla cittadinanza per le parole e per avere citato dittature terribili”.

Franco Santi, C10: “Registro la mancanza di riferimenti da parte del governo. In particolare su una situazione che si sta portando avanti da tempo e rispetto cui il governo ha sempre dichiarato di voler procedere in tempi celeri, ma noi ci siamo stufati di non vedere niente di concreto. Mi riferisco alla politica di gestione dei rifiuti e del nuovo piano previsto, all’Odg votato nel maggio del 2013 e all’applicazione del porta a porta in tutta San Marino. Ci siamo stufati. Il governo si trova piuttosto a rinnovare l’incarico del direttore dell’Azienda dei servizi per tre anni. Mentre chi non svolge bene il suo compito in un ente pubblico deve essere messo di fronte le proprie responsabilità. E’ una cosa insopportabile. Due anni e mezzo fa abbiamo discusso della nuova gestione di rifiuti e ancora stiamo a discutere di come applicare in tutti e 30 i kmq. Ci sono responsabilità ed è necessario denunciare questa mancanza ed esortare chi di dovere a procedere e metterci mano al più presto. Chiedo all’esecutivo di spiegare i motivi di ritardo e di rimuoverli al più presto”.

Luca Santolini, C10: “Sono gravissimi i ritardi per l’estensione della raccolta porta a porta sul territorio, vorrei estendere a riguardo i ragionamenti del mio collega che ha esortato a rimuovere questi fantomatici ostacoli. Io verro capire di chi sono le responsabilità. Durante la serata organizzata da Agenda 21 non sono state date spiegazioni sui ritardi. Sono mille le parole, che stanno diventando ridicole, del governo che si vanta di essere uno Stato a rifiuti zero all’Expo’. Come classe politica ci dobbiamo vergognare visto che chiuderemo il 2015 con una raccolta differenziata al 30%, una percentuale ridicola. Con questi ritardi incredibili, e i costi legati ai ritardi, stiamo portando le persone ad avere dei dubbi. Allora qual è l’obiettivo, affossare il porta a porta? Se c’è qualcuno che crea ostacoli dove non ci sono lo dobbiamo rimuovere”.

Teodoro Lonfernini, segretario di Stato con delega ai rapporti con l’Aass: “Si vuole continuamente porre come fattore negativo il progetto del percorso del porta a porta. Gli interventi degli stessi consiglieri a riguardo impongono da parte mia un chiarimento. Ci tengo a correggere informazioni che vengono puntualmente distorte. Nel constatare come voi un ritardo, che non fa piacere neanche al sottoscritto, né al governo, vorrei sottolineare i grandi passi compiuti da governo e Aass. E’ facile puntare il dito, difficile mettere in atto in modo pragmatico gli interessi del Paese. Nel marzo 2015 è stato presentato il progetto da parte della ditta Esper al congresso di Stato che ha avuto così un modello di gestione del porta a porta. A settembre si è data la gestione dei rifiuti, con l’assistenza della ditta Esper, in sinergia con l’Aass, a cooperative che operano sul territorio.
A novembre è stato dato il mandato definitivo ad Aass per andare avanti con il progetto, che non è in discussione, con l’individuazione delle zone in cui si svilupperà. Se ci sono responsabilità, ci sono in senso positivo, prendiamocele tutte come categorie e istituzioni, visto che parliamo di ammodernamento del Paese, anche se ci sono state difficoltà iniziali dopo decenni di tentennamenti. Il lavoro che verrà fatto oggi ha certezze sia sulle aree servite, sia nelle tempistiche”.

Andrea Zafferani, C10: “Mi auguro che, trascorso il termine di richieste di adesione per la voluntary disclosure sia possibile procedere al dibattito consiliare come richiesto. E che ci sia l’opportunità di riflettere con i dati alla mano. Leggevo un articolo di “Italia Oggi” in cui si sottolineava che di tutte le somme regolarizzare solo il 26% sono rientrate in Italia, gli altri sono rimpatri giuridici. Rispetto i dati sammarinesi: noi consiglieri abbiamo avuto nei mesi scorsi i dati aggiornati periodicamente sui deflussi di liquidità. Ci siamo impegnati a trattarli in modo riservato e mi atterrò a questo, Ma io, come gli altri consiglieri, so che il dato è molto diverso rispetto alla percentuale media del 26% di soldi rimpatriati. Chiederei al segretario di fare una verifica finale su come sta andando la voluntary disclosure sui rimpatri giuridici e quelli effettivi. Poi lo dovremo paragonare al dato medio e fare le riflessioni politiche conseguenti. Il segretario ha detto che siamo in linea con il Mef, ma lo inviterei a fare un ragionamento sul dato medio dei rimpatri giuridici in Italia rispetto quelli fatti da San Marino. Sulla gaffe del segretario Marco Gatti a Smrtv: le gaffe le possiamo fare tutti ma a volte si potrebbe chiedere semplicemente scusa. Sul porta a porta: il segretario Lonfernini ci ha detto che dovremo essere contenti. Io vedo un Odg approvato dal Consiglio da due anni, spero che chi in maggioranza è sensibile al tema della differenziazione si faccia sentire”.

Elena Tonnini, Rete: “Sono state delle risposte altezzose quelle del segretario di Stato Lonfernini. Quando si fanno notare ritardi e si chiede di identificare le responsabilità. Sarebbe ora che il segretario promuovi lui stesso delle serate per discutere del porta a porta, puntualmente dalla cittadinanza giungono iniziative e proposte, sarebbe più importante prendere in considerazione queste proposte in modo fattivo. Sul settore rifiuti la trasparenza è completamente inesistente e sarebbe utile che i cittadini possano verificare come i soldi vengono spesi. Dovrebbe essere reso pubblico lo studio Esper e non, come ha detto il segretario durante la serata pubblica, poterlo vedere solo se si va alla segreteria di Stato. Un primo passo è proprio quello di affidare al neo rinnovato direttore dell’Aass il compito di rendere trasparente i contratti e le delibere.
Apro il tema degli investimenti del Fondo pensione. Pare ci sia stata un’autorizzazione per l’investimento di 10 mln di euro in un fondo lussemburghese ad alto rischio e senza garanzie, sarebbe una grave decisione presa dalla segreteria alla Sanità e dal segretario Mussoni. E sembra sia avvenuta attraverso il Consiglio di Previdenza su indicazioni date da un consulente e broker. Chiediamo solo di essere smentiti su queste informazioni, diversamente è preoccupante che i nostri fondi pensione siano stati investiti senza garanzie”.

Comma 6, “Trattazione della mozione di sfiducia presentata da 13 consiglieri nei confronti del segretario di Stato per l’Industria, Marco Arzilli”.

Roberto Ciavatta, Rete: “’Valutato il comportamento del Segretario di Stato Marco Arzilli, a seguito di quanto emerso nella trasmissione Tv7, mandata in onda su Raiuno qualche giorno fa, preso atto della mancata revoca della società coinvolta nel servizio, nonostante la condotta evidenziata dalla trasmissione sia stata indiscutibilmente lesiva del prestigio della Repubblica e contraria alla normativa anti-riciclaggio posta in essere da San Marino, a norma dell’articolo 9 della legge costituzionale 15 dicembre 2005, presentiamo una mozione di sfiducia nei confronti del Segretario. La mozione è stata presentata dai Consiglieri Augusto Michelotti, Francesca Michelotti, Ivan Foschi, Tony Margiotta, Andrea zafferani, Mimma Zavoli, Franco Santi, Luca Santolini, Grazia Zafferani, Gian Matteo Zeppa, Elena Tonnini, Roberto Ciavatta, Federico Pedini Amati’. Sono stati tenuti toni pacati nella discussione segreta. Credo che si ripeteranno anche in questo caso. Sono consapevole della difficoltà del Segretario di Stato a discutere delle affermazioni rilasciate al giornalista da parte del padre ma quello che non possiamo non rilevare è che c’è una disparità in questo caso rispetto ai casi precedenti. Si è voluto paragonare questo caso all’unico caso in cui c’è stata la sospensione di licenza per via di una trasmissione. Ma ce ne sono tanti altri non andati in tv. Il Segretario avrebbe dovuto sospendere la licenza della gioielleria Arzilli. Pur non avendo percepito utili negli ultimi anni il Segretario è socio della gioielleria. Io mi sarei aspettato le dimissioni. E’ una decisione che politicamente il Segretario avrebbe dovuto fare. Ha deciso di non farlo e dunque è doveroso che a chiedere un passo indietro siano le opposizioni”.

Marco Arzilli, segretario di Stato all’Industria: “Noi avevamo chiesto un dibattito pubblico. La stessa opposizione in parte l’ha impedito. Avremmo potuto affrontare questo dibattito in maniera molto più tranquilla. Io lo ribadisco: la mia coscienza, il mio agire e la mia persona non si sentono colpevoli di nessun tipo di reato. Dare le dimissioni per qualcosa che non si è fatto non è certo qualcosa di comprensibile. Discutere di quello che è successo invece è giusto. Ma le leggi istituzionali purtroppo lo impediscono. Ci è stato impedito di discuterne apertamente nel corso di una seduta. Non si può annunciare la mozione di sfiducia e poi aspettare quando è comodo per presentarla. Successivamente alla trasmissione di TV7 la notizia ha iniziato a prendere forma e sostanza. A seguito del servizio il 9 novembre c’era già stata un’assemblea della società dove tutti i soci (io, mio padre e mio fratello) sono stati convocati: mio padre ha chiesto di rassegnare le dimissioni dal ruolo di amministratore. Un atto importante che serviva per dare discontinuità. Mio padre ha poi detto di essere il protagonista del servizio, ponendo fine alla finta caccia alle streghe. Ho comunicato agli uffici competenti che qualsiasi attività di verifica e controllo verrà fatta su questa società, non dovrà essere comunicata al sottoscritto. Io ho dato atto di quello che c’era da fare poi mi sono spogliato di ogni ruolo”.

Luca Beccari, Pdcs: “Sarò tra i consiglieri che confermeranno la fiducia ad Arzilli. E’ una vicenda che offre notevoli elementi di attenzione sulla condotta della ditta Spa Arzilli, quesri però devono essere distinti dalla figura del segretario Arzilli, del suo operato. Il segretario ha agito immediatamente in modo ineccepibile, non ha esitato, immediatamente dopo le immagini, a compiere i primi passi corretti rispetto la vicenda. Ha avviato insieme ai colleghi di governo quanto necessario per l’esposto alla magistratura e ha preso la decisione di tenersi fuori dalle decisioni del congresso in merito questa vicenda. Credo sia la cosa più corretta, in nessun Paese la semplice prova televisiva può essere l’elemento immediato per la revoca di una licenza e la sospensione di un’attività economica. Ma sarà l’elemento scatenante per porre in essere l’attività amministrativa che dovrà in caso compiere accertamenti e far prendere le dovute decisioni dal congresso di Stato, da cui Arzilli per il coinvolgimento del familiare e dell’azienda di famiglia, si è tenuto fuori. La revoca di una licenza è un atto forte e deve basarsi su atti istruttori. Se ci saranno i presupposti, la società deve essere revocata, diversamente continuerà ad operare. Veniamo al ruolo del segretario di Stato, che dal 2008 non esercita alcun ruolo nella società e non può avere alcuna sfiducia politica per il fatto che la società può aver avuto comportamenti illeciti. Altra cosa se ci fosse stato un ruolo attivo del segretario in questa vicenda. Nella precedente sessione abbiamo discusso di questi fatti e votato un Odg che conteneva una censura con effetti conseguenti simili alla sfiducia, se fosse stato approvato. L’opposizione ha ritenuto di dover ripetere questo passaggio, capisco il ragionamento di Ciavatta, ma la sostanza è che questa Aula sulla vicenda si è già espressa. Siamo chiamati ad esprimerci nuovamente, non mi sembra il caso di fare polemica sulla sua riproposizione, ma mi sembrano un po’ deboli le motivazioni”.

Tony Margiotta, Su: “Con la mozione di sfiducia abbiamo oggi la possibilità di discutere pubblicamente della vicenda. La maggioranza ci ha detto che attraverso un Odg non si possono chiedere le dimissioni, perché la votazione segreta è un atto vile. Siamo stati assolutamente d’accordo su questo tipo di ipotesi e abbiamo presentato lo strumento che va a richiedere, in modo chiaro e regolare, le dimissioni di un segretario di Stato. Per senso di responsabilità abbiamo deciso di presentare la mozione di sfiducia in modo tale che se ne potesse discutere nel Consiglio di dicembre, senza dove convocare nuovamente un Consiglio straordinario e senza spreco di risorse. Il percorso e le modalità con cui il segretario Arzilli ha affrontato la questione del servizio di Tv7 non sono stati politicamente e assolutamente corretti. La regola, la chiarezza e la correttezza è quella che quando un segretario di Stato si trova in una situazione imbarazzante, attaccabilissima, con quote societarie in società di famiglia, dove il padre è stato filmato dicendo cose discutibili e imbarazzanti per il Paese, che hanno leso l’immagine di San Marino, allora la modalità giusta sarebbe quella di dare le dimissioni alla Reggenza. Il congresso avrebbe potuto respingerle e si sarebbe venuti in Aula a discuterne. Il gruppo di Su riconosce a livello personale la sua non appartenenza alla vicenda. Quindi se il percorso fosse stato quello, forse le nostre firme non ci sarebbero state in questa mozione. Anzi, Lei Segretario ne sarebbe uscito più forte. Noi invece ora voteremo le sue dimissioni”.

Andrea Zafferani, C10: “Non vorrei addentrarmi nel lato umano della vicenda che comprendo, né sulla trasmissione in sé e su quello che ha fatto la giornalista e sulle quote del segretario Arzilli. Finché sono cose legali e compatibili con la legge, sono questioni secondarie. Oggi a noi interessa il profilo politico, il ruolo di segretario di Stato e cosa ha fatto e non ha fatto. Noi oggi abbiamo presentato una mozione di sfiducia come atto doveroso per la disparità di trattamento di situazioni analoghe accadute in passato. Ci sono una miriade di casi analoghi di società in questi anni che hanno leso l’immagine della Repubblica per i loro atti e che sono state revocate senza tante remore, ed è giusto sia stato così. Nel precedente caso analogo invece per le modalità in cui venne fuori, ovvero per via di una trasmissione televisiva, lo Stato procedette a un esposto alla magistratura e malgrado l’archiviazione e la mancanza di un profilo penale, la società venne comunque revocata. Qui credo sia indiscutibile la lesione dell’onore della Repubblica, ci sono tutti gli estremi per la revoca o al limite la sospensione della licenza, ma non si è proceduto. La discrezionalità del congresso nella revoca delle società e la genericità delle motivazioni, legate alla lesione dell’immagine e della reputazione, credo non faccia onore al sistema e non lo rende certo, secondo me andrebbe tolta. Oggi c’è e andrebbe usata con tutti l’imparzialità. Così non è stato e per questo il segretario Arzilli dovrebbe dimettersi. Se si fosse dimesso, avrebbe messo a tacere ogni accusa, più o meno inventata, a testa alta. Non l’ha fatto e dà un segnale negativo ad un’azione che va portata avanti con energia. Da oggi in poi con che credibilità si toglieranno le licenze per lesione di immagine? Le dimissioni vanno date e confermate nelle modalità previste dall’ordinamento, che non è certo l’assemblea di Noi sammarinesi”.

10 dicembre 2015
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