Il garante Corleone: “A Prato i topi assediano il carcere e a San Gimignano scarseggia acqua potabile”

FIRENZE – “Noi abbiamo il problema di una riforma sui grandi principi, ad esempio su cosa fare della detenzione femminile. Io penso che sarebbe da mettere all’ordine del giorno una misura di ridimensionamento se non di abolizione della detenzione femminile in carcere. Per fare questo bisogna eliminare le leggi criminogene come quella sulle droghe. Non c’è più la Fini-Giovanardi, ma la Iervolino-Vassalli porta” ugualmente “il 30% dei detenuti in carcere, più i tossicodipendenti. Dobbiamo affrontare questi nodi come l’abolizione dell’ergastolo. Dall’altro lato, abbiamo le emergenze legate alla quotidianità. È un compito enorme, ma se vogliamo che la parola riforma abbia un senso, dobbiamo affrontare queste contraddizioni che sono pesanti”.

CorlerLo ha detto il garante per i diritti dei detenuti della Regione Toscana, Franco Corleone parlando coi giornalisti a margine di un convegno sulla riforma carceraria del 1975. Il suo sollecito è da una parte ad “agire sui grandi principi che devono rimanere non sulla carta, ma devono rimanere reali e dall’altra parte di fare altrettanto sull’emergenza. Alcune detenute di Sollicciano sono state morsicate dai topi: è normale questo? E a Porto Azzurro ci sono i topi, a Prato ci sono i topi che assediano il carcere. Cosa ha a che fare questo con la sanzione, la pena, il carcere? Nulla, credo. E cosa ha a che fare con la pena che a San Gimignano scarseggia l’acqua potabile? L’elenco potrebbe continuare”.

Tra l’altro, la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, recentemente, ha pronunciato una sentenza di condanna per trattamento degradante e per tortura nei penitenziari italiani. Da qui la necessità, a parere di Corleone di intervenire su alcuni punti essenziali: la chiusura degli Opg, le misure eccezionali, il nodo dell’ergastolo, del 41 bis e l’esame delle prospettive di riforma da partire dagli stati generali su come i carceri possano essere adeguati.

10 Dic 2015
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