Rilancio del Lazio e della Ciociaria. Ne parla alla DIRE il senatore del Pd, Francesco Scalia – VIDEOINTERVISTA

ROMA – “Rilancio del Lazio e della Ciociaria: una lettera al premier Renzi di tutti i senatori del Lazio, compreso il capogruppo Zanda, punta a focalizzare alcuni nodi strategici per sostenere l’economia della regione. Io, ovviamente, ho inserito questioni che riguardano direttamente il mio territorio, la provincia di Frosinone, come la bonifica del Sacco, sito di interesse nazionale. Ricordo che il ministero, la conferenza dei servizi, tutti gli attori coinvolti, stanno riperimetrando il sito, che e’ uno dei 38 siti di interesse nazionale che vanno ribonificati”. Lo spiega il senatore Francesco Scalia (Pd) in una videointervista all’agenzia Dire.

Per Scalia l’operazione “e’ indispensabile per il rilancio economico di quella parte di territorio, la Valle del Sacco e la zona industriale del Nord della provincia di Frosinone”. Con l’obiettivo “di trasformare una condizione di grave difficolta’ in opportunita’ di sviluppo. Ricordo il progetto a cui stiamo lavorando in collaborazione con l’universita’ di Tor Vergata, di utilizzare piante fitooperative per produrre biomassa che potra’ essere bruciata dai termocombustori che sono gia’ sul territorio”.

C’e’ un partito a due velocita‘: il partito nazionale che corre sulle gambe del suo segretario e presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e un partito locale a macchia di leopardo” che marcia lento dice il senatore Francesco Scalia, gia’ presidente della Provincia di Frosinone per due mandati. In primavera si votera’ per eleggere nuovi sindaci in Comuni importanti della Ciociaria. Ma il Pd di Frosinone appare immobile, paralizzato da questioni interne che si trascinano da anni. “In alcune realta’ il Pd e’ molto  attivo- sottolinea Scalia- in altre realta’ appare pachidermico. Nella mia realta’ e’ fermo per una situazione di contrasto che dura ormai da troppo tempo tra le anime che vengono dai due partiti che hanno concorso a costituire il Partito democratico. Il problema della  mia provincia e’ che il Pd, il Partito popolare e i Ds erano grosso modo equivalenti come forza elettorale”.

Non c’e’ stata sintesi positiva? “C’e’ stata una buona alleanza quando eravamo partiti distinti- risponde Scalia- siamo stati noi a realizzare il primo centrosinistra in Italia alle provinciali, prima ancora che nascesse l’Ulivo”. Il tentativo che “stiamo facendo oggi, visto che ormai molti degli attivisti, dei militanti non hanno fatto l’esperienza di quei partiti (Ds e Popolari, ndr) e si sono iscritti direttamente al Pd, e’ di superare questa contrapposizione e fare un Pd che unisca davvero”. E dunque “largo alle forze giovani e ai giovani amministratori”. Sono i giovani la risorsa su cui puntare: “Ce ne sono diversi molto in gamba. Insomma, ci sono ipotesi di candidature alla segreteria provinciale che coinvolgono sindaci del territorio che hanno gia’ dimostrato sul campo quello che sono e quello che sanno fare. E quindi c’e’ la possibilita’ di creare un partito che corrisponda il piu’ possibile al partito nazionale che Renzi ha messo in campo. Un partito ad alta velocita’” chiude il senatore Scalia.

Le sfide indicate in una lettera dai senatori del Lazio al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per il rilancio del territorio, hanno bisogno del sostegno della politica e degli imprenditori locali. “Sicuramente si'” ha spiegato il senatore. “Si tratta di progetti condivisi– ha continuato- come ad esempio quello dell’intersezione dell’alta velocita’. Io lo avevo legato a un progetto che purtroppo e’ stato fatto abortire da chi e’ venuto dopo alla presidenza della Provincia (di Frosinone, ndr), che era l’aeroporto. E quindi, un collegamento di metropolitane di superficie con Roma con navette dedicate. Questo progetto che e’ stato studiato da un gruppo di ingegneri che si e’ costituito per altro in comitato, in associazione, e’ stato condiviso da Federlazio in un convegno alla presenza anche dell’amministratore delegato credo di Trenitalia. Ed e’ un progetto che credo possa essere sostenuto con una condizione. Sottolineo che puo’ riguardare i treni regionali di tutto il Paese, ovviamente laddove c’e’ un collegamento ad alta velocita’. Il problema di questo progetto e’ che il costo, sulla traccia dell’alta velocita’, e’ quattro volte il costo sulla ferrovia tradizionale. E trattandosi di un treno regionale andrebbe coperto da un contratto di servizio dalla Regione di competenza. In questo caso dalla Regione Lazio. Ora io credo che si possa, e sara’ oggetto di un prossimo intervento, immaginare che per i treni regionali che fanno servizio di interesse pubblico, dove Rfi guadagna dal servizio pubblico, pagata dal contratto di servizio della Regione Lazio, si possa pagare anche l’alta velocita’ quanto si paga nella linea tradizionale”.

L’alta velocita’ “ha ferito il nostro territorio, perche’ e’ un’opera molto impattante dal punto di vista ambientale”, senza contare che le aree che si trovano nell’imminenza della destinazione “del punto di arrivo e del punto di partenza non usufruiscono minimamente dell’alta velocita’. E’ chiaro che un treno ad alta velocita’ non puo’ fermarsi a pochi chilometri dalla partenza o dall’arrivo. Pero’- sottolinea il senatore del Pd molto legato al suo territorio- la tratta ad alta velocita’ e’ sempre interconnessa alla ferrovia tradizionale da ‘snodi’ di servizio. Nel nostro caso si trova a nord di Frosinone, presso Anagni, quindi e’ possibile, lo abbiamo studiato ed e’ questa la mia proposta, utilizzare treni regionali che possano andare anche sulla linea dell’alta velocita’. Con alcune corse al giorno, le piu’ affollate da pendolari, per percorrere l’ultimo tratto dell’alta velocita’. Quindi avremmo Frosinone-Roma in 37 minuti o Cassino-Roma in un’ora, utilizzando fasce orarie libere e rendendo un servizio straordinariamente importante”.

10 Dicembre 2015
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