Welfare

Minori, con il master Lumsa nasce l’esperto nelle relazioni familiari fragili

ROMA – È stata presentata a Roma la nascita di una nuova figura professionale: l’esperto nelle relazioni familiari. Grazie alla sua formazione multidisciplinare in ambito giuridico, psicologico e sociale potrà ridurre il margine di errore nella fase di valutazione e riparazione del disagio delle famiglie fragili con minori, evitando gli allontanamenti dei figli dai genitori. La proposta formativa è stata lanciata dall‘Universita’ Lumsa, che ha promosso il master per la ‘Formazione dell’esperto nelle relazioni familiari. La tutela dei nuclei familiari fragili’, in collaborazione con l‘Istituto di Ortofonologia (IdO) e l’Associazione Rete Sociale APS.

In Italia solo un bambino su 3 rientra in famiglia dopo essere stato allontanato

La situazione dei minori fuori famiglia oggi in Italia non è del tutto nota. Dal 2012 non si ha più alcuna informazione istituzionale su quanti siano, l’ultima indagine promossa dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali (e realizzata dall’Istituto degli Innocenti di Firenze) risale a un censimento del 2010 e segnala 14.528 minori in affidamento e 14.781 in comunità. Sebbene il Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza sottolinei che in Italia gli allontanamenti dei bambini sono meno numerosi che negli altri paesi d’Europa, “i tempi dell’allontanamento sono sempre molto lunghi e solo un bambino su 3 rientra in famiglia dopo essere stato allontanato. Si allontana meno- fa sapere il Centro- ma probabilmente in situazioni più drammatiche che non permettono poi ai servizi di ricostituire la relazione fiduciaria con le famiglie”. Da qui la necessità di dare vita a un master per creare una figura istituzionale che funga da ponte tra i servizi socio-assistenziali e la magistratura.


Barni: “Con l’esperto la famiglia torna protagonista all’interno del sistema”

“Non è l’ennesimo master per due motivi- rassicura Daniela Barni, docente di Psicologia Sociale della Lumsa- il primo è che se nel contesto internazionale esistono delle figure paragonabili al nostro esperto delle relazioni familiari, in Italia non c’è niente di simile. La seconda motivazione è che si tratta di una figura fortemente strategica, in quanto consente di raggiungere una serie di obiettivi che ad oggi il sistema sociale si propone, cioè di passare dalla tutela del minore al prendersi cura di lui“.

Due concetti che, secondo la co-direttrice del master, sono distinti: “Il primo- chiarisce- ha a che fare con l’etica del diritto, il secondo con l’etica delle relazioni. E noi sappiamo bene che un sistema sociale che funziona vive di relazioni, non può essere fatto solo di diritto. Questo esperto, quindi, ripropone la famiglia come protagonista centrale all’interno del sistema”.

Costa: “L’esperto nelle relazioni familiari fragili è una  figura proattiva”

Non è dunque un consulente familiare o un mediatore familiare ma una figura “proattiva, esperta di pedagogia delle relazioni familiari“. Questi gli elementi che fanno la differenza, secondo l’eurodeputata Silvia Costa. Perché dal master nascerà “una figura capace di lavorare in rete con gli altri servizi, possibilmente presso le istituzioni locali o anche i Tribunali per i minori- aggiunge Costa- per colmare quel gap che esiste oggi tra l’intervento giudiziale e la solitudine dell’assistente sociale, che spesso non ha nemmeno gli strumenti per poter intervenire”.

Gli ambiti di lavoro

Gli ambiti di lavoro sono infatti numerosi, dai Servizi sociali alle comunità, dai Tribunali per i minori agli enti locali. “Stiamo portando avanti un progetto pilota per sperimentare l’attività dell’esperto in quei comuni che intenderanno attivare delle procedure per il suo inserimento. Abbiamo già in programma un progetto pilota con la Regione Liguria– fa sapere Tiziana Di Tullio, segretario generale di Rete Sociale-che verrà presentato il prossimo 23 novembre a Genova in collaborazione con l’Anci Liguria”.

Maria Cinque, docente di Didattica e Pedagogia speciale della Lumsa e co-direttrice del master, assicura che si tratta di una figura innovativa, “che nasce dalla confluenza di vari settori disciplinari. Da un lato avra’ competenze di carattere giuridico nei servizi sociali, di carattere educativo e pedagogico nonche’ competenze di psicologia dello sviluppo e di psicologia sociale. Si tratta, quindi, di un master interdisciplinare che ha l’obiettivo di preparare- conclude- coloro che possano svolgere azioni all’interno di una famiglia, per gestire e recuperare situazioni conflittuali onde evitare l’allontanamento del minore”. Questo master si rivolge, infatti, ad avvocati, counselor, psicologi, persone laureate nei servizi sociali o in Scienze dell’Educazione e Scienze Psicologiche.

10 novembre 2017
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