Report della commissione Affari esteri del 9 novembre - DIRE.it

San Marino

Report della commissione Affari esteri del 9 novembre

SAN MARINO – Il rafforzamento della collaborazione tra Protezione civile sammarinese e vigili del Fuoco italiani è uno dei temi affrontati dal riferimento in comma Comunicazioni del Segretario di Stato per gli Affari esteri, Nicola Renzi. In particolare, il Segretario introduce l’illustrazione, da parte del capo della Protezione Civile, Fabio Berardi, del “Protocollo operativo dell’attivazione e impiego dei mezzi di soccorso congiunto con i vigili del Fuoco”, firmato lo scorso luglio. “Si tratta di un accordo importante- spiega Renzi- per una maggiore sicurezza del territorio”. Altri riferimenti riguardano l’avanzamento di grado per 4 Consiglieri di Ambasciata, cui viene conferito il titolo di grado diplomatico di Consigliere di Ambasciata, poi la possibilità di realizzare incontri congiunti tra la Commissione esteri sammarinesi e l’omologo organismo della Federazione Russa, alla luce delle richieste pervenute al Segretario Renzi da parte dell’Ambasciatore e del Ministro degli Affari Esteri russo.

Segue quindi la proposta avanzata dal presidente della Commissione, Alessandro Bevitori, Ssd, di istituire dei seminari formativi per i membri della Commissione stessa, in collaborazione con l’Ateneo sammarinese, utili in vista del negoziato in corso con l’Ue per una maggiore integrazione della Repubblica. Da parte dell’opposizione viene richiesto di sospendere l’iter dell’organizzazione dei seminari per poter avere informazioni più dettagliate sul programma e sui docenti. Richiesta accolta, malgrado i consiglieri di maggioranza fossero invece in favore a procedere.

Concluso il comma Comunicazioni, si passa alle nomine e revoche di rappresentanti diplomatici e consolari. Tra queste, il Segretario di Stato Renzi annuncia la nomina di padre Ciro Benedettini a Consigliere di Ambasciata presso la Santa Sede.“Ci ha onorato accettando questo incarico- commenta Renzi- dopo aver ricoperto incarichi presso la Santa Sede stessa e presso la sala stampa Vaticana”. Il Segretario si dice quindi molto lieto dell’accogliemento del ruolo da parte dell’ex portavoce: “Ha accettato-rivela- dopo qualche insistenza, ma con grande spirito di servizio per la Repubblica di San Marino di cui è cittadino”.

I lavori della Commissione sono sospesi infine dopo il riferimento dello stesso segretario di Stato previsto al comma 3, sull’Agenzia Sviluppo e proseguiranno in seduta notturna con il successivo dibattito.

Di seguito un estratto del comma Comunicazioni.

Comma 1. Comunicazioni

Nicola Renzi, segretario di Stato per gli Affari Esteri
Rispetto al Protocollo operativo per l’attivazione dell’impiego dei mezzi di soccorso congiunto con i vigili del Fuoco firmato luglio 2017, invito presidente Protezione civile, Fabio Berardi, di illustrarlo. È importante per una maggiore sicurezza territorio.

Fabio Berardi, Capo Protezione Civile San Marino
Incrementare la collaborazione tra unità operative sammarinesi e quelle esterne e curare i rapporti con le unità italiane è stato il mio impegno di questi anni, da quando ho assunto l’incarico. Con i Vigili del Fuoco c’è un rapporto privilegiato, l’accordo del 2007 prevede sia il comando di Rimini a rappresentare il corpo dei Vigili del fuoco con San Marino. Il Comitato tecnico misto si è incontrato diverse volte per mettere a punto le normative, si sono incrementate le riunioni in questi anni e si è arrivati all’idea di dar vita a un nuovo protocollo che innalza la sicurezza del nostro territorio, grazie all’implementazione e alla collaborazione nuova che si è instaurata con i Vigili Fuochi. Il 31 luglio scorso è stato firmato il Protocollo al Begni, l’accordo prevede nuove e consolidate procedure definite in un flusso di operatività, sia per le nostre strutture e per quelle decise dal comando di Rimini. Si è scritta una procedura che descrive nel dettaglio le modalità operative, lo scambio di dati delle centrali operative, abbiamo assolto a questo compito con la trasmissione in versione telematica del fascicolo antincendio del fabbricato interessato, insomma abbiamo stabilito procedure che in tempi veloci danno modo ai soccorritori di decidere lo scenario di intervento più appropriato. Inoltre è stata ampliata la tipologia di intervento, possiamo sfruttare le competenze di Rimini e, se non bastano quelle regionali e nazionali, per affrontare, oltre a incendi boschivi, tutta un’altra serie di emergenze che prima non erano dettagliate, per esempio incidenti gravi di trasporto, esposizioni a sostanze chimiche o radiottive, calamità naturali.

Francesco Mussoni, Pdcs
Esprimo disponibilità a prassi indicata dal Segretario Renzi di invitare in Commissione chi segue operativamente i temi discussi. E intervengo per congratularmi per il lavoro fatto, ritengo intelligente collaborare con istituzioni che esaltano la nostra sovranità. Do un segnale positivo a questo tipo di riferimento.

Alessandro Bevitori, Ssd, Presidente.
Anche io faccio qualche comunicazione in merito, colgo favorevolmente quest’ultima proposta da parte del Segretario, sullla costituzione di un rapporto interparlamentare tra questa Commissione esteri e quella del parlamento russo per rafforzare rapporti e sondare potenzialità. Avanzo poi alla Commissione la possibilità di organizzare seminari formativi in collaborazione con l’Università di San Marino in merito al percorso di integrazione europea che il nostro Paese sta portando avanti. La politica deve essere il più preparata possibile su questo tema, i seminari verterebbero su aspetti tecnici, le 4 libertà, l’acquisizione dell’aquis comunitario. Ho intenzione di depositare presso la segreteria Istituzionale una relazione per l’ufficio di Presidenza, in modo da averne il benestare.

Pasquale Valentini, Pdcs
Solo una osservazione. E’ fuori dubbio sia utile per i commissari che si facciano dei seminari da parte dell’università – che ha un centro per l’internazionalizzazione e uno sportello sull’Europa. Non è a prima volta che si fanno questi cicli, ma non è quello l’ambito se si vuole parlare di Unione europea e del nostro rapporto con l’Ue, bisogna prima parlarne qui, in questa Aula. Non capisco come l’università possa parlare di cose del negoziato che non conosciamo nemmeno noi. Oppure, se si deve parlare del rapporto che San Marino deve avere con l’Unione, l’università non può dire cosa serve a San Marino. Ho l’impressione si possa creare un’equivoco. L’università è libera di fare tutti i seminari che ritiene, ma dobbiamo fare noi qualcosa di diverso e di specifico che coinvolga la segreteria di Stato, la Direzione Affari europei, in un’altra dimensione. E successivamente alle scelte che faremo, sarà indispensabile che l’università assuma un ruolo importante. Un conto è l’aspetto divulgativo, che non fa mai male, ma bisogna essere chiari. Non sono contrario ma chiariamo bene i termini, ognuno deve fare la sua parte.

Alessandro Bevitori, Ssd, Presidente
I tecnici dell’università dovranno chiarire, senza dare indirizzo e consigli, aspetti puramente tecnici. Noto per esempio che c’è grande confusione e disinformazione in generale, e anche la classe politica non è esonerata da questo. Il fine dei seminari è quello di formare questa Commissione, ma può essere iniziativa aperta a tutto il Consiglio grande e generale, l’obiettivo dei seminari deve essere questo.

Francesco Mussoni, Pdcs
Credo il Segretario Renzi sia consapevole delle sue responsabiltà e del delicato momento storico del Paese. Ma chiedo uno sforzo più intenso rispetto alle sedute mensili della commissione Esteri sul negoziato con Ue, rispetto all’agenda dei lavori e alla valutazione del Paese. Ho la sensazione che mentre noi parliamo di tanti temi, ci dimentichiamo l’urgenza che il negoziato ha sull’economia, sulle persone e sul sistema Paese. Se in tempi brevi non abbiamo certezze in materie di merci, persone, servizi e moneta con l’UE con cui andiamo a negoziare, ci dimentichiamo i temi strategici. E’ un invito da politico a politico a coinvolgere il Paese e le istituzioni in termini sistemici.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Sui seminari sul negoziato con l’Ue, sono assolutamente d’accordo nel mettere a disposizione della politica le risorse dell’università, ma va contestualizzato. C’è una latitanza di informazione sul percorso che sta facendo il governo, non abbiamo avuto più un riferimento né ufficiale, né ufficioso, sul percorso intrapreso anche con gli alri due micro Stati. Il seminario, se fatto con opportuna contezza di quello che si vuole ottenere, potrebbe essere una risorsa. Approvo l’eventualità di parlare con persone che ne sanno sicuramente più del sottoscritto. La questione dell’integrazione è una questione politica, ed è vero, molte volte si fa confusione su cosa si dovrà integrare San Marino. Ci sono persone con un ventaglio di esperienze più forte di noi politici che dovremo poi scegliere, questa è una opportunità da non gettare al vento. Ovvio che l’interazione con l’università deve essere secondaria rispetto al riferimento della segreteria Affari esteri sull’integrazione. Chiedo maggior contezza del governo sullo stato del negoziato.

Luca Santolini, C10
Il nostro parere è favorevole alla tenuta di questi seminari perché hanno una finalità diversa rispetto all’aggiornamento sul percorso dell’accordo, hanno uno scopo formativo sul contesto in cui ci stiamo muovendo. Per i commissari di questa commissione èfondamentale in questo momento avere contezza del contesto delle 4 libertà relative all’Ue. Sull’informativa relativa al percorso del negoziato, anche in questo caso siamo favorevoli affinché sia il più dettagliato possibile.

Margherita Amici, Rf
Personalmente, e anche a nome del gruppo di Rf, mi allineo completamente a quanto già espresso dal commissario Santolini. La classe politica deve essere eterogenea e rappresentare tutti i volti della società, non tutti hanno un bagaglio culturale che permette di affrontare con piena contezza i temi che ci aspettano. Formarsi serve per non prendere decisioni calate dall’alto, ma con piena contezza. Da un lato è vero che il percorso che la Republica di San Marino sta compiendo sugli accordi di associazione va ben oltre le competenze dell’università, ma è anche vero che, per capire quale è la scelta più adeguata, non ci sono solo considerazioni politiche da fare. Non credo che un’opportunità formativa sia da stigmatizzare in modo così rigido.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd
Da parte nostra c’è condivisione sulla scelta del presidente, le decisioni devono essere suffragate da competenze tecniche che io, personalmente, ritengo di non avere pienamente acquisito. Ben venga questa proposta, la coglieremo e inviterò il resto del mio gruppo a partecipare. Poi è chiaro che scelte politiche non devono essere indicate dall’università, ma una buona conoscenza delle situazioni ci aiuta a fare scelte politiche.

Francesco Mussoni, Pdcs
Non ci sono le condizioni per esprimere un necessario parere, il programa del corso dovrebbe essere dettagliato, mentre se volete farla passare come polemica…

Alessandro Bevitori, Ssd, Presidente
A
questo punto, prima di avviare all’iter questa proposta, la metterei ai voti. Saranno 6 seminari dalla durata di due ore ciascuno, per un costo totale di 2.500 euro. Chiedo quindi, prima di impegnarci, una votazione. Mi piace la proposta di Morganti di estendere la partecipazione, ma parliamone insieme come organizzarlo.

Francesco Mussoni, Pdcs
Non c’è bisogno di fare strappi con votazione, si tratta di una somma irrisoria, lungi dal pensare non si debbano fare approfondimenti con l’università su questi temi.

Pasquale Valentini, Pdcs
Anche io mi scuso perché non avevo visto la seconda parte della proposta. La questione non è se ci interessa o no, ma che la commissione Esteri deve reperire 2.500 euro per sbloccare questo seminario fatto dalll’università. Cosa ne pensa il gruppo negoziatore? E’ l’università l’interlocutore? L’ambiguità è che l’università non fa il seminario se non troviamo i 2.500 euro. Non si hanno ancora temi e relatori. E’ come se dicessimo ‘mi va bene il seminario perché iamo ignoranti su questi temi qua’, allora prima di parlare di ogni argomento facciamo un seminario. Usciamo dall’ipocrisia, l’università ha delle iniziative, sarà la commissione a dire se aderirà o meno. Presentate un progetto sul serio, vediamo se ci piace e diremo sì e metteremo nel bilancio il fatto che la commissione richiede un’attività formativa- ridicolo limitarlo ai commissari come c’è scritto qui. La proposta era già fatta, ma la commissione è la prima volta che ne parla alla luce di una generica indicazione e se diciamo sì allora l’università prepara il menù. Se la votiamo farò mettere a verbale la nostra contrarietà per la metodologia.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Magari sarebbe meglio avere una confezione già fatta su chi saranno relatori e sui temi, per imbastire quindi icorsi e arrivare poi ad una votazione. Si investono comunque soldi dello Stato in un percorso formativo aperto alla commissione, oggi veniamo a scoprire che è estesa anche per i consiglieri, bene. Ma un conto è fare un seminario sapendo di cosa si parlerà, un conto è avere una mail generica.

Denise Bronzetti, Ps
Voglio credere l’intenzione fosse buona, cogliere un aspetto formativo per classe politica. Ci sono questioni che vanno chiarite. Mi associo alla richiesta del consigliere Zeppa con alcune precisazioni. Chiederei anche io di spospendere, non la votazione, siamo in comma comunicazione e non c’è nessuna votazione da fare. Le chiediamo di sospendere la decisione, o piuttosto, la comunicazione che avrebbe trasmesso all’ufficio di presidenza, perché ci sono alcune cosa da chiarire dalla lettera inviata dal prof. Chiaruzzi: da chi saranno tenute le sei lezioni e i rispettivi temi trattati.

Alessandro Bevitori, Ssd, Presidente
Riuscire a far polemica non era facile, ma ce l’abbiamo fata anche qua. Non verrà depositata nessuna richiesta. mi adopererò per chiedere ulteriori informazioni più dettagliate possibili sul planning e appena mi arriveranno vedremo nella prossima Commissione se riusciremo a trovare una sintesi su questo tipo di attività. Ci aggiorniamo alla prossma commissione.

Stefano Palmieri, Rf
Mi sembra abbastanza unanime la dimostrazione di interese nell’approfondire tematiche europee e confidiamo in veloce conclusione.

Gian Matteo Zeppa, Rete
In assestamento di bilancio, il Segretario Renzi ha portato un articolo sulle residenze elettive. Ciò si incastra quindi con la volontà di portare in assestamento bilancio le residenze elettive. Non sono contrario, ma è la metodologia. Nel prospetto presentato ieri del bilancio dal segretario Celli si parla di intestazioni immobiliari per non residenti pari a 500 mila euro. Le chiedo, Segretario, se quei 500 mila euro di intestazione immobiliare sono di una residenza elettiva. Con quell’atto dell’assestamento, si sono bypassati le istituzioni preposte al rilascio di residenze, il Consiglio XII per immobili e la commissione esteri per il resto, tutto per le residenze elettive è ora in capo solo e unicamente al congresso di Stato. Chi controlla le somme incamerate dall’ Ecc.ma Camera, l’Aif? Nella legge non è scritto, tutto è dato al Dipartimento Affari esteri che altro avrebbe da fare. Sono assolutamente contrario al metodo: potremo metterci in casa di tutto, deleganto al congresso di Stato.

Nicola Renzi, Segretario di Stato
Sulle residenze elettive, credo di dover rispondere. In ordine all’iter di rilascio della residenza, ne abbiamo dibattuto anche in Aula e vengono ribadite posizioni diverse. Ma ci tengo a sgombrare il campo perché dall’intervento di Zeppa sembra che tutto avvenga senza controlli, cosa che non è. Nel testo di legge sono specificate pene severe per dichiarazioni mendaci. I funzionari della pubblica amministrazione agiscono in base a regole, il rilascio di residenze elettive avviene per delibera del congresso di Stato che possono essere visionate dal consigliere Zeppa che può vedere così quante sono ad oggi le residenze elettive rilasciate, ovvero nessuna. Credo ce ne sia una in espletamento in questi giorni. Sull’informazione data dal Segretario Celli, credo non faccia riferimento al rilascio di residenze elettive ma è la previsione di introiti legati alle intestazioni di immobili a forensi non residenti. I controlli sui soldi, una volta depositati negli istituti di credito, chi volete che le faccia? L’ispettore Derrik? C’è l’adeguata verifica per la tracciabilità delle somme, su dove arrivano e dove vanno, lenostre normative sono allineate ai migliori standard internazionali.

Comma 3. Riferimento su Agenzia Sviluppo e rete diplomatica e successivo dibattito.

Nicola Renzi, Segretario di Stato per gli Affari Esteri
Ad oggi il personale degli ambasciatori prevede incaricati presso 60 Paesi, residenti e non residenti. I consolati sono 64, di cui 24 generali, un numero piuttosto basso, alcuni Paesi europei risultano infatti scoperti, obiettivo è coprire i Paesi ritenuti strategici. Dovranno seguire alcune revoche, ci sono persone all’interno del corpo diplomatico che hanno rallentato l’azione, ma ci tenevo a dire, che il pricipio deve essere quello di trovare il giusto equilibrio tra diplomatici che vengono dalla carriera e non. La Repubblica di San Marino per sua natura deve avere questo ‘combinato disposto’. L’Agenzia per lo Sviluppo è un percorso che vorrà utilizzare la rete diplomatica e consolare in un rapporto scambievole e mutuabile, sono arrivate idee e proposte molto buone dalle sede su come organizzare incontri di promozioni nei loro Paesi.
L’Agenzia sarà una struttura snella con il compito di creare una presentazione univoca del sistema Paese e che agisca insieme al corpo diplomatico e consolare e con lo sportello unico per le imprese, che potrà vedere la luce con decreto, prevederà riorganizzazione alcuni uffici della Pa, in modo da creare una interfaccia unica per le aziende insediate in Repubblica e per quelle che vogliono venire a lavorare in Repubblica. Scopo dell’agenzia è che si crei interesse nei vari Paesi e accompagni le persone in uno sportello che si adopererà per espletare tutte le pratiche, parimenti i controlli devono essere efficaci e discreti. Il nostro Paese vuole diventare definitivamente un Paese accogliente ed esigente nella sua attrattività. L’Agenzia per lo sviluppo si vedrà in un articolo in Finanziaria e l’attuazione per decreto che prevederà lo Statuto delll’agenzia. Nel frattempo, dovremo discutere con la Camera di Commercio per trovare una soluzione di sistema che colma le lacune create nel sistema della promozione. E’ un iter concluso nella sua elaborazione e stesura, ma dovrà prevedere altri incontri con forze politiche per arrivare ad un’organigramma preciso dell’agenzia per lo Sviluppo.

10 novembre 2017
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