San Marino

Intervista a Fabrizio Perotto

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Nome: Fabrizio

Cognome: Perotto

Luogo e data di nascita: San Marino 5 agosto 1980

Professione: Insegnante

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: Italiana

Partito: RF

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

La molta litigiosità interna dell’esecutivo ha dato l’impressione di una maggioranza non coesa. Alcune Segreterie di Stato, le peggiori Industria e Sanità hanno fatto il resto.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

La priorità assoluta è quella di creare occupazione ed attrarre investimenti. La sanità può diventare un volano della nostra economia: se si riuscisse ad investire in due o tre nicchie di specializzazione sanitaria si potrebbe avere un ritorno economico importante. Il turismo stanziale è una priorità per la nostra economia. L’orizzonte è un turismo culinario e degustativo.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Le riforme istituzionali sono sempre state il mio pallino. Penso che da uno Stato con istituzioni snelle ed al passo coi tempi, risultino più vicine ai cittadini. Dopo la vittoriosa esperienza del referendum “Spaccaquorum”, mi piacerebbe impegnarmi per completare la legge sul referendum. Ad esempio è necessario determinare un’informazione più completa che migliori la campagna referendaria. Occorre ridefinire i lavori del Consiglio Grande e generale e del Congresso di Stato.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Lo sviluppo economico a cui San Marino deve guardare è quello dell’occupazione, di aziende che creino lavoro. Lavoro reale e non fittizio. Negli anni novanta si è sviluppato un sistema economico virtuale, che tanti danni ha creato al Paese. Adesso è il caso di ripartire, investendo su un’altra economia.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

San Marino è un micro-stato, con le sue peculiarità e caratteristiche. Dovrebbe fare riflettere la difficoltà a mantenersi in Europa per i macro-stati. Occorre mettere sul piatto degli interessi sammarinesi, quali possano essere le richieste e le opportunità che realmente porterebbe la partecipazione di San Marino nell’Ue. Il resto sono solo chiacchiere.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Le figure a cui mi ispiro sono quelle che hanno lavorato nell’interesse dello Stato. Ce ne sono diverse, non faccio nomi per non dimenticare qualcuno. Rifuggo dai tanti personaggi che hanno approfittato del proprio ruolo e della fiducia dei concittadini.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Non ho nessuna preferenza in particolare.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Ho sempre vissuto la politica come una passione. Sono insegnante di scuola primaria e sono appassionato dell’Africa, ambito in cui svolgo attività di volontariato per lo Stato dell’Etiopia. Sono esperienze che mi hanno formato nel carattere: esperienze che metto a disposizione della collettività.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Sono sempre stato orgoglioso di essere sammarinese, nel bene e nel male. Il mio impegno personale è quello di favorire la consapevolezza -fuori dal nostro territorio- di essere un popolo laborioso, competente ed onesto.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

La caparbietà, la sobrietà e l’integrità morale.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Dopo le elezioni politiche del 2001 mi sono avvicinato alla politica. Chi aveva governato il Paese, Democrazia Cristiana e Partito Socialista, aveva promesso una certa realtà economica, cosa puntualmente smentita dai fatti. Chi ha fallito non può determinare le sorti del futuro

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

L’impegno sportivo mi ha formato nel carattere. Impegno dell’allenamento quotidiano, determinazione e volontà sono caratteristiche che mi appartengono.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Non posso che auspicare che la preferenza premi la capacità del candidato, anche se penso che non sia il numero delle preferenze a valutare ciò. L’alta motivazione e l’entusiasmo che mi anima credo di averle dimostrate nell’ultima campagna referendaria. Le mie competenze e capacità le lascio valutare agli altri.

10 novembre 2016
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