La Sardegna sforerà il patto di stabilità: "Pronti alle multe" - DIRE.it

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La Sardegna sforerà il patto di stabilità: “Pronti alle multe”

CAGLIARI – “Le regioni a statuto speciale vivono di compartecipazioni, non bisogna essere dei grandi studiosi per sapere che l’Iva, l’Irpef o l’Irap hanno una variabilità, una aleatorietà connaturata al loro essere entrate erariali. Per questo abbiamo posto un problema molto semplice e cerchiamo di imporlo: per le regioni a statuto speciale che vivono di compartecipazioni a gettito erariale noi chiediamo allo Stato di non andare avanti con le sanzioni, se lo sforamento rispetto alle entrate avviene all’interno di un range definito, del 2-3 %, e se naturalmente c’è la promessa e la realizzazione di un rientro di questo sforamento nel biennio o triennio successivo. Se questo non dovesse avvenire, che partano pure le sanzioni, ce ne assumeremo la responsabilità politica, ma noi andiamo avanti”. Così l’assessore al Bilancio Raffaele Paci, durante il convegno organizzato dal Consiglio regionale della Sardegna, in collaborazione con il Centro di studi sul Parlamento della Luiss, al termine del corso di formazione per dirigenti e funzionari sul tema “Armonizzazione dei bilanci, procedimenti legislativi, dialettica politico istituzionale”. “Lo ribadisco qui in Consiglio, perché la ragione e il buon senso sono dalla nostra parte– spiega Paci-. Finire a zero quando hai aleatorietà di introiti è un’incidente statistico. E infatti lo Stato non finisce a zero, ma ha i suoi margini di manovra. Noi faremo la stessa cosa. Questo nuovo regime fuori dai vincoli del patto di stabilità ci permetterà di spendere tra gli 800 milioni e il miliardo in più rispetto allo scorso anno- spiega il vicepresidente della Regione- una cifra importante”.

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Il vicepresidente della Regione ha riconosciuto che “certamente ci sono oggi delle criticità per quanto riguarda gli impegni, e l’accertamento delle entrate è un tema cruciale. Non siamo più nella condizione precedente, in cui potevamo accertare, tra virgolette, quello che volevamo; prima non c’era il controllo rigoroso che abbiamo ora. Potevamo fare le nostre previsioni di entrata sulle compartecipazioni e metterle a bilancio, e nel momento in cui non erano palesemente false- cosa mai accaduta- la Corte dei conti procedeva alla parificazione”. “Ora, con il bilancio armonizzato non è più possibile, una contraddizione evidente, che dipende dal fatto che non si riesce a chiudere le norme di attuazione- prosegue Paci- che aspettano lì da anni. Come ho ribadito in audizione presso la Corte dei conti- conclude l’assessore- andremo avanti per la nostra strada, accettando qualunque sanzione questo comporterà. La tutela della nostra comunità viene prima di tutto, soprattutto rispetto a una norma del 2011 che certamente non ha tenuto conto delle situazioni particolari di una regione a statuto speciale”.

10 novembre 2015
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