Virus America, Ciccozzi (Ucbm Roma): “Niente allarmismi, ma maggiore sorveglianza”

ROMA – Niente allarmismi. L’enterovirus (D68), conosciuto anche come virus America, non deve destare preoccupazione in Italia. Ad oggi non sono stati riscontrati casi di persone affette nel nostro Paese. Ma per capire meglio di cosa si tratta e se veramente c’è un rischio effettivo di contagio, l’agenzia di stampa Dire ha ascoltato il professor Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma. “Questo tipo di virus, il D68- ha spiegato- è simile alla poliomielite e ad oggi per questo non esiste alcun vaccino né una cura specifica. Le norme da seguire sono semplici, come nel caso delle altre malattie virali che si trasmettono per vie respiratorie, è necessario adottare le basilari norme igieniche su tutte lavare accuratamente le mani“.

“La gravità della malattia respiratoria virale è molto variabile. Come nel caso degli Stati Uniti- ha proseguito l’esperto- sicuramente è probabile che questa colpisca principalmente i pazienti anziani fragili e i bambini piccoli, in particolar modo quelli asmatici“. “Va comunque precisato che la mortalità è estremamente bassa e solo in casi rari può portare a paralisi flaccida, ossia l’inattività perenne dei muscoli. Al contrario di quel che accadeva per la poliomielite. Nel nostro Paese non risultano casi, anche se la diagnosi di tale enterovirus non è semplice. Torno a ripetere niente allarmismi, ma va certamente promossa una maggiore sorveglianza”, ha concluso Ciccozzi.

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10 ottobre 2018
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