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A Genova 28 vicoli avranno nuova vita (e forse anche il marchio dello sponsor)

GENOVA – Dopo i blocchi di pietra anti-terrorismo al posto dei jersey, gli sponsor potrebbero marchiare anche la riqualificazioni dei vicoli del centro storico di Genova. È l’ipotesi lanciata dal primo cittadino Marco Bucci questa mattina nel corso della trasmissione “Il sindaco risponde” su Primocanale. “Stiamo cercando sponsor e investimenti per mettere in piedi il nostro progetto di rilancio di 28 vicoli, la cui rete è stata individuata- spiega Bucci- massima pulizia, massima sicurezza e grande illuminazione. A queste tre cose aggiungeremo le facilitazioni fiscali per chi vuole aprire un negozio, un ristorante e mettere i tavolini sulla strada per fare in modo che la gente circoli. Più gente circola, meno ci saranno problemi di illegalità”.

IN OGNI VICOLO POTREBBE COMPARIRE IL ‘LOGO’ DELL’AZIENDA CHE LO HA RIQUALIFICATO

Il sindaco Marco Bucci

Le aziende interessate, dunque, potrebbero “logare” un singolo vicolo, esattamente come successo con i blocchi di pietra. “I vicoli non cambieranno nome– rassicura il sindaco- ma potrebbero avere segni evidenti di sponsorizzazione“. Ma non è l’unica “marchiatura” per la Città vecchia a cui starebbe pensando l’amministrazione di centrodestra. “Abbiamo ricevuto una proposta molto bella per marcare i vicoli e far sì che i turisti non si perdano o per lo meno vadano solo in quelli che sono riqualificati– dice ancora Bucci- una marcatura sulle pietre con il logo di Genova, rispettosa delle caratteristiche architettoniche della città”.

BUCCI PENSA A ‘SCONTI’ PER COMMERCIANTI E RISTORATORI

Il rischio, però, è di limitare eccessivamente i percorsi solo alle poche strade riqualificate. “È vero che i vicoli sono molti di più di 28– ammette il primo cittadino- ma creano una matrice che copre tutto il centro storico: una volta riqualificati questi, arriverà la spinta per migliorare anche gli altri”. E una spinta alla riqualificazione nelle intenzioni di Palazzo Tursi dovrebbe arrivare anche dalle facilitazioni fiscali allo studio.

“Pagare 500-600 euro all’anno per un tavolo fuori non va bene- afferma Bucci- dobbiamo aiutare chi fa attività in queste zone riducendo la tassa sui rifiuti, sulla proprietà immobiliare, levando quella sull’occupazione suolo pubblico: insomma, fare investimenti sulla fiscalità locale per far sì che l’esercente non abbia questi oneri all’inizio della loro attività”. E le facilitazioni, secondo il primo cittadino, “saranno utili soprattutto ai giovani per avere un nuovo modo di vivere il centro storico“, senza dimenticare “il campus universitario che stiamo cercando di ideare con l’Ateneo genovese perché avere alloggi universitari dentro il centro storico ci consentirà di avere nuova linfa buona”.

di Simone D’Ambrosio, giornalista professionista

10 ottobre 2017

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