Roma, riapre la Galleria nazionale. 500 opere per “Time is out of joint” /FOTOGALLERY

galleia_nazionale2ROMA – Un tempo non lineare, fuori da un ordine dato e riconosciuto, ma in grado di allacciare relazioni tra passato e presente e raccontare la storia dell’arte attraverso le sue “affinita’ elettive”. La Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea riapre i suoi spazi e presenta ‘Time is out of joint’, il nuovo allestimento che mette insieme circa cinquecento pezzi per 170 artisti. Nelle sale del museo completamente rinnovate sotto la direzione di Cristiana Collu, che guida la struttura resa autonoma dalla riforma dei musei, si alternano Klimt e Monet, Balla e Canova, De Chirico e Guttuso, Hayez, Sironi, Warhol e van Gogh. Accostamenti che diventano “contrappunti” sostenuti da una visione “non cronologica e dunque non tradizionale”, in cui le opere sono “mezzi di trasporto. E il trasporto ha a che vedere con la passione. Ci siamo misurati quasi con l’impossibile”, ha detto Collu che ha firmato il progetto della mostra. Del resto, ‘Time is out of joint’ cita l’Amleto di Shakespeare e mira a “rileggere la storia dell’arte in maniera caleidoscopica, che sfugge allo storicismo”, ha aggiunto Saretto Cincinelli, uno dei curatori del nuovo allestimento.

L’idea e’ di “accostare artisti di varie epoche, creando affinita’ elettive che testimoniano con autorevolezza tutta la storia della collezione”. Ecco allora che i Macchiaioli si trovano vicini a Boldini, Pollock sta con Fontana e Pistoletto e le ninfee di Monet sono accostate a quelle di Arienti. “Non c’e’ ordine cronologico- così ancora Collu- ma il visitatore si trova davanti una delle tante possibilita’ di far conoscere la collezione che conta in tutto 20mila opere. E’ come con le lettere dell’alfabeto. Quante storie si possono raccontare?”. E ‘Time is out of joint’ e’ la sua storia, il ‘segno’ di Collu per la Galleria nazionale che oggi vive un “nuovo esordio”.

Non piu’ ‘Gnam’ ma La Gn, la Galleria riapre dopo un intervento “archeologico” che ha tolto le stratificazioni del tempo e ridato agli spazi la luce e il legame con gli esterni. La prima fase del riassetto, tra aprile e giugno, e’ costata poco meno di 280mila euro, mentre la seconda, da luglio a oggi, e’ stata realizzata con un bando di circa 600mila euro e affidata con un ribasso del 30%.

Con ‘Time is out of joint’, costata 100mila euro, la Galleria passa dalle 700 alle 500 opere in allestimento, di cui 45 sono state chieste in prestito, con una incidenza dell’arte ottocentesca “almeno del 40% rispetto al resto”, ha precisato Collu: “Per me l’elemento fondamentale del passato e’ sempre presente- ha detto- Più che mai a Roma”. Tant’e’, “e’ giusto che un direttore lasci un segno. E i segni fanno discutere. Credo che anche questo allestimento farà discutere, ma e’ un bene”, ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che ha visitato le sale della Galleria. “Mi piace“, ha detto poi il titolare del Collegio romano, ricordando che nonostante “le resistenze” che ha incontrato nelle fasi iniziali, “la riforma dei musei sta dando i suoi frutti. Presto i direttori passeranno da venti a trenta- ha aggiunto- abbiamo già chiuso i termini per la selezione a cui hanno partecipato più di 450 persone dall’Italia e dall’estero.

Spero che per la prima parte dell’anno saranno operativi”. Con ‘Time is out of joint’, la Galleria nazionale inaugura anche una nuova app, mentre presto sul sito si aprira’ un blog con le impressioni dei visitatori, che avranno anche la possibilita’ di votare per il Beauty contest organizzato dall’artista Paco Cao per eleggere il ritratto piu’ bello della Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea.

di Nicoletta Di Placido, giornalista professionista

10 Ottobre 2016
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