Ecco il progetto 'Paripasso': la garanzia di un turismo accessibile per i disabili - DIRE.it

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Ecco il progetto ‘Paripasso’: la garanzia di un turismo accessibile per i disabili

disabili viaggioBOLOGNA – Una valutazione dell’accessibilità delle strutture turistiche sulla falsariga della certificazione energetica degli edifici. È quanto propone il progetto Paripasso, nato all’interno dell’associazione Architetti di strada, attiva a Bologna dal 2011 sui temi del disagio sociale e abitativo. Obiettivo del progetto? Mappare alberghi, b&b e villaggi turistici per dare una garanzia certificata della loro accessibilità reale. “Esistono già strumenti simili, ma non sono sufficienti. Noi vogliamo crearne uno che consenta al viaggiatore disabile di consultare, guardare, scegliere senza dover avere contatti con il gestore fino al momento della prenotazione”, spiega Sergio Bettini, presidente dell’associazione Paripasso.

“Spesso nei siti degli alberghi troviamo il simbolo di una sedia a rotelle, ma non basta certo quello a garantirne l’accessibilità, tanto che spesso ci sono stanze a norma ma al secondo piano e senza ascensore”, afferma. L’idea di Paripasso è di raccogliere tutte le informazioni sull’accessibilità, dare una valutazione e permettere all’utente di fare una recensione. Finora sono state mappate 200 strutture, ma on line ce ne sono una ventina (il sito è attivo da 3 settimane circa). “Di alcune mancano informazioni e fino a quando non abbiamo il quadro completo non pubblichiamo – specifica Bettini – Facciamo firmare una sorta di ‘contratto’ che permette loro di stare gratuitamente sul nostro sito per un anno. Ciò che vogliamo è offrire un servizio alle persone disabili”.

Le strutture sono classificate in base a un sistema di valutazione che va da C, nel caso in cui siano accessibili solo le camere dedicate e i relativi servizi, ad A+ quando l’accessibilità riguarda non solo le stanze ma anche tutte le aree comuni e gli accessi. “Facciamo una scheda per ogni struttura, chiediamo le immagini e valutiamo l’accessibilità – spiega Bettini – Si tratta di un nostro giudizio, una sorta di certificazione come quella energetica. Il punteggio massimo va alle strutture in cui l’accessibilità è dappertutto, anche nelle aree wellness, e magari con un numero di stanze dedicate superiore alle 2 ogni 40 previste dalla legge, la C è per quelle che hanno solo una stanza accessibile”.

Qualche esempio? La proposta della settimana è il Centro culturale don Orione Artigianelli di Venezia, che si è guadagnato la A. Se scorriamo la pagina dedicata scopriamo che ci sono 5 stanze accessibili su 76 totali, che la porta dell’ascensore è larga 75 centimetri, l’ingresso del ristorante è a raso mentre quello della sala conferenza ha una rampa di accesso. Per le camere troviamo le indicazioni delle misure della porta, del letto, dello spazio tra il letto e la parete, della presenza di maniglioni nel bagno e dell’altezza del piatto doccia. Tutto corredato da immagini.

Mappare gli alberghi però non è facile. “Molti hanno camere accessibili perché sono costretti dalla legge ma poi lamentano di non riuscire a piazzare sul mercato quelle stanze a clienti non disabili perché questi dicono che sono più brutte, ad esempio perché ci sono i maniglioni a vista”, dice il presidente di Paripasso.

La questione però è un’altra: i viaggiatori disabili rappresentano una grande parte di mercato. I disabili in Italia sono circa 2 milioni e mezzo, di cui 750 mila hanno una disabilità motoria, e in genere non si spostano mai da soli, quindi stiamo parlando di circa 5 milioni di persone. A cui si possono aggiungere anche gli anziani over 65 o 70, che hanno disponibilità economica, viaggiano tutto l’anno e hanno esigenze particolari. “Qualcuno se n’è già accorto, tanto che ci sono strutture molto sensibili al tema, in genere di fascia medio-alta, in cui serve un occhio esperto per trovare gli accorgimenti che le rendono accessibili – spiega Bettini – Il mercato c’è, è interessante e gli albergatori devono attrezzarsi”.

di Redattore Sociale

10 ottobre 2015
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