Di Battista: “Lega deve restituire fino all’ultimo centesimo”

ROMA – La Lega “deve restituire” i 49 milioni di euro “fino all’ultimo centesimo, che c’entra il processo politico? Se fossi un militante della Lega chiederei la restituzione di ogni singolo centesimo perché sono soldi miei. La Lega deve restituire i soldi perché le sentenze si rispettano, punto. Comincino i parlamentari leghisti trombati a restituire la loro buonuscita, come abbiamo fatto noi”. Lo dice l’ex deputato del Movimento cinque stelle Alessandro Di Battista, ospite di Otto e mezzo in collegamento dal Guatemala. “Io lo dico con maggior forza di Luigi perché abbiamo un carattere diverso- aggiunge- ma siamo in sintonia”.

DI BATTISTA: “SINISTRA POMPA SALVINI PERCHÉ HA PAURA DI M5S”

“Io credo che oggi Salvini sia pompato in maniera davvero vergognosa, soprattutto da Repubblica, che gli dà del fascista ma poi si comporta con lui come l’Istituto Luce con Mussolini. Lo fanno perché il Movimento cinque stelle fa molta più paura”.

MIGRANTI, DI BATTISTA: “L’ACCOGLIENZA NON E’ LA RISPOSTA”

“Io non credo che l’accoglienza sia la risposta. Bisogna affrontarne le cause, per questo io mi sporco le mani facendo inchieste. L’accoglienza è assistenzialismo, e l’Africa non ne ha bisogno”. 

DI BATTISTA: “IL RAZZISMO DILAGA IN TUTTO IL MONDO”

“Il razzismo dilaga in tutto il mondo e sarà così finché i governi, soprattutto quelli di sinistra, continueranno a distruggere i diritti civili e sociali delle persone”.

DI BATTISTA: “IO E DI MAIO INDISSOLUBILI, FUNZIONIAMO BENE INSIEME”

“Io non mi candidero’ mai al Parlamento europeo. Certo, tornare a far politica in primissima linea mi piacerebbe perché ogni tanto mi sento un leone in gabbia”. “Ma io non sono un salvatore della patria- aggiunge- se dovessi tornare sarei in sintonia con Di Maio, siamo indissolubili, funzioniamo bene insieme”.

Leggi anche:

Ti potrebbe interessare:

10 settembre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»