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Migranti, padre Mussie Zerai: “Minniti e autorità libiche responsabili delle torture”

ROMA – Nella puntata di oggi di Agorà Estate Rai3, intervistato sul tema dei soccorsi ai migranti da Serena Bortone, padre Mussie Zerai ha affermato: “Minniti, così come le autorità libiche, sono responsabili delle torture che ogni giorno avvengono sulle coste libiche, perché ne sono pienamente consapevoli. Ho raccontato più volte delle costrizioni che gli scafisti attuano contro i migranti nei capannoni presenti sulle coste libiche. A quelle persone interessa solo incassare i soldi e poi liberarsi di quelle persone per far posto ad altre. Ho il timore di essere stato strumentalizzato, ma non posso far altro che provare a salvare le vite di chi mi chiama”.

SANTERINI (DS): INDAGATO PADRE MUSSIE ZERAI, CRIMINALIZZAZIONE SOLIDARIETÀ

“Da anni don Mussie Zerai è noto per essere colui cui i profughi che fanno i viaggi della speranza mandano sos o telefonano, quando le imbarcazioni a bordo delle quali si trovano sono in difficoltà. Per molti il suo numero di telefono, inciso sulle stive delle carrette del mare o sulle mura delle carceri in Libia, è stato l’appiglio estremo. Oggi, da quanto si apprende dalle ricostruzioni giornalistiche, è indagato proprio per aver dato ascolto a questi appelli. Ribadisco la forte gratitudine per la sua opera salvavita, svolta in collaborazione e coordinamento con la Guardia costiera italiana e maltese, l’Unhcr e altre associazioni”. Lo dichiara Milena Santerini, deputata della Camera (Democrazia Solidale-CD) e presidente dell’Alleanza contro l’intolleranza e il razzismo del Consiglio d’Europa.

Per Santerini siamo di fronte a “uno stravolgimento dei valori”. Fino a pochi mesi fa, dice, “il sacerdote era un autorevole candidato al Premio Nobel per la Pace, per le stesse ragioni oggi è sotto accusa perchè colpevole di quel ‘reato umanitario’ che si sta diffondendo nella nostra società. Lo vediamo nella caccia alle streghe contro chi salva vite umane nel Mediterraneo”.

Continua la deputata: “Il dibattito sui migranti di questi giorni produce un effetto straniante, rischia di far smarrire l’opinione pubblica su una questione molto seria a drammatica: il salvataggio di migliaia di vite in mare. Piuttosto si parli delle soluzioni, che ci sono, di reale contrasto alle vie di ingresso illegali: dobbiamo favorire i corridoi umanitari e rivedere la legge sull’immigrazione, riaprendo ai ricongiungimenti familiari, rilanciando il tema della sponsorship e dei flussi per lavoro”.

10 agosto 2017

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