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Locali sotto accusa, alcuni ragazzi ammettono: “Le pasticche girano”

Il ‘popolo della movida’ si divide, e le discoteche finiscono ancora una volta nel mirino. La morte di Lorenzo Toma innesca una vivace discussione sul web. Angelo, dj attivo nell’area del leccese, afferma che la colpa è unicamente di chi si droga. Per lui non portano responsabilità i proprietari dei locali. Di contro due giovani frequentatori assicurano che la droga, “gira da anni”. A complicare la situazione, la ‘gaffe’ del Guendalina, che pubblica le foto scattate dal palco della serata durante la quale Lorenzo ha accusato il malore. Ma sulla tragica morte neanche una riga.

Lorenzo, 19 anni, si è accasciato a terra dopo aver bevuto da una bottiglietta d’acqua. Il Prefetto non ha tuttavia disposto la chiusura del locale, in attesa del risultato dell’autopsia che solo domani dirà se il liquido ingerito conteneva sostanze che possano averne causato il decesso. Intanto, l’opinione pubblica si divide tra chi vorrebbe che le discoteche e le Istituzioni si assumessero maggiori responsabilità nella lotta alle droghe, e coloro che considerano questo come un problema di libertà di scelta. Una scelta che tocca ai giovani compiere.

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La gaffe del Guendalina

Ma intanto, sullo spazio social, l’ira degli utenti contro gli amministratori della pagina ufficiale. Marco scrive: “Nel vostro locale si è spento un ragazzo di 19 anni… sulla vostra pagina non una traccia di rammarico o lutto”. E il Guendalina mette una toppa con un messaggio ad hoc, pubblicato però solo nel pomeriggio successivo: parole di vicinanza e cordoglio indirizzate alla famiglia di Lorenzo, nel quale si dichiara che il locale di Santa Cesarea Terme da anni impegna “tempo e risorse per garantire agli utenti le migliori condizioni di sicurezza attraverso una costante attività di prevenzione e controllo”, e auspica che “tutti, giovani e meno giovani sappiano rifuggire logiche che non siano il puro e sano divertimento”. Lo staff annuncia infine che è stata annullata la serata di mercoledì 12 agosto.

Di chi è la colpa?

Angelo, che di lavoro fa il dj, non ha dubbi: “Ognuno è responsabile delle proprie azioni, nessuno obbliga nessuno a drogarsi. Se qualcuno si droga sono affari suoi. Perché- prosegue il dj -tanto se non si fosse drogato là, l’avrebbe fatto da un altra parte. In tutti i club, locali e discoteche circola la droga. Cosa facciamo, per colpa di qualche drogato ci devono rimettere tutti?”.

Ma Marco, l’utente del primo commento, non ci sta a ‘scagionare’ da ogni responsabilità i proprietari dei locali. Come lui stesso scrive, è un educatore, “lavoro con gli adolescenti” e partecipa “a progetti di prevenzione”, quindi non è d’accordo nell’ignorare la fragilità dei “minorenni sprovveduti”, e così attacca direttamente i dj e le discoteche “perché- dice- siete i primi a sapere e tollerare, e i gestori dei locali sanno benissimo chi sono gli spacciatori e voltano lo sguardo dall’altra parte”.

‘Scoppiati e fottuti’

Poco dopo, altri ammettono che le droghe sono sempre circolate. Sergio scrive che tutti sanno quali sono le “discoteche degli scoppiati e delle pasticche. E adesso che qualcuno mi venga a dire che non è così se ha il coraggio”. Gli fa eco Valentina: “Oh mamma, c’è stata sempre la sostanza che girava da anni ed anni, non ci meravigliamo. Io non me la prendo con i gestori ma con i ragazzini incoscienti che per un momento di gloria rimangono fottuti!”.

Di Alessandra Fabbretti

10 agosto 2015

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