Laureati sprint a Unimore, sono i primi in Italia a finire gli studi

MODENA – Gli studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia sono i più rapidi in Italia a laurearsi, tra gli Atenei con più di 1.000 laureati. Con un indice medio di ritardo alla laurea pari ad appena lo 0,23%, contro lo 0,4% in ambito nazionale, i laureati di Unimore risultano infatti quelli più veloci e giovani. Lo rivela la 17esima indagine AlmaLaurea sul tema che segue la precedente recente rilevazione sul tasso di occupazione dei laureati. Alla presentazione del rapporto, stamane in videoconferenza con Reggio al complesso di San Geminiano a Modena, in presenza tra gli altri del rettore Angelo Oreste Andrisano e del delegato alla didattica Marco Sola, emerge anche che l’Ateneo emiliano, appunto tra quelli ‘generalisti’, è anche quello col tasso più alto di laureati in corso (60,6%). Ma negli ultimi anni, secondo l’indagine condotta su 3.058 iscritti (l’82,03%), è anche aumentata la disponibilità dei laureati Unimore ad emigrare fuori dall’Italia per cercare lavoro.

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Se la media nazionale sul ritardo è dunque pari a 0,4%, nemmeno in Emilia-Romagna nessuno fa meglio di Modena e Reggio: Bologna ha un indice di 0,28, Ferrara di 0,34 e Parma di 0,35. Più nel dettaglio, ad esempio, l’indice tra i laureati Unimore di primo livello (triennali) è di 0,24 (0,42 quello nazionale), che equivale per l’Università modenese-reggiano al primo posto assoluto tra gli Atenei ‘generalisti’ e anche tra quelli con più di 1.000 laureati. E l’impegno di studio degli iscritti Unimore migliora sistematicamente, visto che nell’ultimo quadriennio l’indice di ritardo è calato dallo 0,29 tra i laureati 2011 allo 0,25 tra i laureati 2012, fino allo 0,23 tra i laureati del 2013 e del 2014.

“Sono dati- rivendica il rettore- che si commentano da soli e che proiettano i nostri laureati e l’Ateneo a livelli di eccellenza sul piano nazionale”. Ma anche l’estero ‘tira’. Sono il 14,4% (11,4% nel 2013, + 3%) gli studenti Unimore che nel corso degli studi hanno svolto periodi di studio all’estero: il 9,7% attraverso il programma Erasmus, l’1,9% tramite un altro tipo di esperienza riconosciuta dal corso di studi ed il 2,7% per iniziativa personale. Rispetto al la situazione italiana, gli studenti Unimore si dimostrano più propensi e aperti ad esperienze di studio all’estero, poiché la media nazionale di studenti-viaggiatori è del 12,4%. Inoltre, risultano poco più della metà a Modena e Reggio Emilia i laureati decisi a continuare gli studi (52,4%), un dato in aumento rispetto sia al 2013 (49,9%) sia al 2012 (50,75): tuttavia, si tratta di un numero inferiore a quello dei coetanei pronti a proseguire di Bologna (60,9%), di Ferrara (59,3%), di Parma (60,6%) e dell’Italia (63,5%). Ma questo, spiega Unimore, “forse anche per le maggiori opportunità di lavoro offerte dal territorio e per l’apprezzamento di cui gode la laurea conseguita in Unimore”.

di Luca Donigaglia – Giornalista Professionista

10 Lug 2015
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