Puglia

Emiliano insedia la Giunta a Taranto: “Ora andate a lavorare”

TARANTO – Il calcio del manifestante, se c’è stato, non è andato a segno. O almeno Michele Emiliano non se n’è accorto, “altrimenti sarebbero stati guai per lui”. Ma è un simbolo pure questo, “in un clima di sovraeccitazione”, ed “è per questo che siamo qua”. A Taranto s’insedia la giunta regionale della Puglia, quella nata a dieci e finita monca, a sette, nel giro di poche ore per il ‘no’ delle donne del M5S a tre assessorati ‘pesanti’.

emiliano

“Sembriamo pochi, ma sappiamo moltiplicarci”, scherza il governatore. Che prende la parola quasi a mezzogiorno e trequarti d’ora dopo è ancora impegnato a dipingere la bozza del governo che verrà. Vuole le luci della ribalta addosso ai suoi nuovi assessori: Giovanni Giannini (Trasporti e Lavori pubblici), Raffaele Piemontese (Bilancio), Giovanni Liviano (Industria culturale e turismo), Sebastiano Leo (Formazione e Lavoro), Totò Negro (Welfare), Loredana Capone (Sviluppo economico) e Annamaria Curcuruto (Assetto del territorio). “Gli abbiamo dato molto spazio oggi- dice Emiliano- si prendano questa visibilità e poi si mettano sotto a lavorare. La stessa visibilità l’avrà poi il Consiglio regionale. La rivoluzione la fa il Consiglio, non la giunta. Perché non useremo in maniera strumentale i poteri della Giunta per aggirare il consiglio”. E poiché “il tempo per fare le cose non è una variabile indipendente, non c’è tempo per aspettare tutte le procedure politiche che io sto un po’ arando”. Per cui affronta subito il nodo politico, quella parità di genere non raggiunta nemmeno tendendo la mano ai grillini. Un nodo da sciogliere cambiando lo statuto regionale “per fare una giunta dove le professionalità delle donne siano pari a quelle degli uomini”, e cambiando la legge elettorale “che non ha prodotto nemmeno una eletta nel centrosinistra”.

Emiliano si toglie dalla scarpa anche il sassolino delle polemiche sullo staff ‘oneroso’: “Al Comune di Bari avevo uno staff che era il doppio di questo e nessuno diceva niente, anche quello dell’attuale sindaco è il doppio. Se poi pensate che non abbiamo niente da fare… Da quando sono stato eletto ho dormito tre ore a notte, e ho letto più carte che nei miei anni da sindaco di Bari. La bicicletta l’ho voluta e ora devo pedalare, ma ci sono un sacco di persone che mi hanno aiutato e non me le dimentico”. Emiliano sa che buona parte del successo delle iniziative che porterà a termine passa per il dialogo, con i Cinque Stelle, con il governo nazionale (“Non possiamo fare a meno di dialogare con il governo, altrimenti la politica non porta a niente”), ma anche con le altre regioni, soprattutto quelle del sud: “Penso all’aeroporto di Grottaglie. Creiamo un modello condiviso per le regioni, sfondiamo il limite del campanile come lo stiamo facendo per le trivellazioni. Ormai sono diventato lo sponsor di questa protesta…”. In nome del dialogo dice agli assessori, e ai consiglieri, di “usare il telefono per litigare, con le lettere si perde tantissimo tempo. Chiamatevi su Skype. I ruoli sono importanti nella misura in cui organizzano il lavoro, e non quando tutelano le nostre preogative personali. La dignità si difende affidandola ai nostri interlocutori. La disponibilità è il segreto del successo. Anche in ruoli che non la prevedono. Dobbiamo ispirarci ad un modello di meridionalismo pragmatico, che si agganci al modello nazionale, nella visione di don Luigi Sturzo. Penso che qui al sud non abbiamo tutti le colpe e tutti disprezzi, ma possiamo compartecipare alla soluzione dei nostri problemi”.

“Deve sorgere- continua Emiliano- una idea pugliese, da gente di mare, le persone hanno ruoli diversi non tutti uguali, ma ciascuno ha il dovere di dimostrare ciò che vale. Lo dico in una giornata dedicata a Taranto, ma soprattutto ai miei assessori. Ai quali devo trasmettere un metodo semplice. Il programma di governo è la legittimazione della nostra stessa esistenza, prodotto con un processo dal basso. Me lo sono trovato davanti scritto senza aver partecipato alla sua elaborazione. E’ fortemente legittimato e ha punti di convergenza tra maggioranza e minoranza. Io sono il punto di equilibrio di una intera comunità, per il buon andamento della pubblica amministrazione e della sua imparzialità”. L’insediamento è poi seguito dalle audizioni di 38 tra associazioni, parti sociali e rappresentanti istituzionali, “magari non tutte utilissime, ma le abbiamo programmate ugualmente, perché può succedere che venga fuori la chiave di lettura giusta anche da un testimone non importante”. Alle consultazioni ci sono l’Arpa, la Camera di commercio, l’università, i sindacati, gli Ordini, le associazioni datoriali e dei commercianti, le associazioni di volontariato e ambientaliste e delegazioni di lavoratori di aziende in crisi. Perché, conclude il governatore, “questo è l’inizio di un percorso di ascolto e di vicinanza istituzionale, per creare una connessione tra Regione e città e territorio, per superare la sfiducia, la distanza e le difficoltà. Cominciamo a scrivere il programma di dettaglio della regione Puglia che riguarderà questo territorio. Un esempio della partecipazione attiva che vogliamo realizzare con la nuova legge che presenteremo al consiglio regionale”.

di Mario Piccirillo – Giornalista Professionista

10 luglio 2015
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