Friuli Venezia Giulia

Niente rigassificatore a Trieste, Serracchiani: “Risultato storico”/VIDEO

serracchiani

TRIESTE – “E’ un risultato storico, il ministro Calenda ha confermato che il rigassificatore di Zaule esce dall’agenda del governo, quindi non è ritenuto strategico”. Lo annuncia il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, al termine di un incontro al Mise con il ministro Carlo Calenda e il sindaco di Trieste, Roberto Cosolini.

TUTTI GLI ENTI LOCALI ERANO CONTRARI” – “Il tema del rigassificatore ci stava particolarmente a cuore- continua Serracchiani- avevo chiesto al ministro Calenda, in un precedente incontro, di fare un approfondimento sulla strategicità o meno dell’opera, vista la contrarietà di tutti gli enti locali. Da parte mia e da parte del comune avevamo detto che non c’erano le condizioni perchè il rigassificatore si facesse all’interno del porto di Trieste”, ricorda il governatore.

SE AREA A CALDO INQUINA SI CHIUDE” – Il risanamento ambientale di Trieste è “importante e come abbiamo sempre detto l’area a caldo della Ferriera resta aperta solo se non inquina“. Lo ribadisce il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, al termine di un incontro al Mise con il ministro Carlo Calenda e il sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, sullo sviluppo industriale di Trieste. “Abbiamo avuto modo di approfondire con il sindaco Cosolini, con l’amministratore delegato di Invitalia e con Calenda proprio la crisi industriale di Trieste. Sta andando avanti speditamente il lavoro di riqualificazione delle aree industriali e di risanamento ambientale. Questo riguarda tutte le aree di crisi ‘complesse’- spiega- e tutta la parte relativa alla Ferriera dove i lavori sono stati ulteriormente implementati e l’iniziativa di risanamento è a buon punto”. Insomma, continua parlando della Ferriera, “i lavori stanno andando avanti, siamo assolutamente fiduciosi che saranno importanti, proprio per il risanamento ambientale, la bonifica e il superamento di tutte le criticità. Se sarà cosi bene altrimenti dovremo fare una riflessione diversa sull’area a caldo”, conclude Serracchiani.

di Luca Monticelli, giornalista professionista

10 giugno 2016
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