Samantha Cristoforetti è tornata sulla Terra

ATTERRAGGIO_SOYUZROMA  – E’ tornata a casa, Samantha Cristoforetti. L’atterraggio della navicella Soyuz è correttamente avvenuto nella steppa del Kazakhstan.

Il viaggio era iniziato regolarmente alle 12.20 ora italiana. La navicella Soyuz si è correttamente distaccata dalla Stazione spaziale internazionale per riportare sulla Terra i membri della Expedition 42, tra cui l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti.

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Insieme ai colleghi, il russo Anton Shkaplerov e lo statunitense Terry Virts, il capitano Cristoforetti ha toccato il suolo del Kazakhstan dopo tre ore di viaggio.

L’ultimo tweet prima di partire per la Terra

soyuzLE FASI DEL VIAGGIO – Le operazioni sono tutte automatiche: la navetta Soyuz, una sorta di taxi per gli astronauti, si è separata dalla Stazione spaziale internazionale, allontanandosene ma restando sempre nella stessa sua orbita. Dopo aver percorso un’orbita e mezza, avverrà il cosiddetto deorbit burn (ore 14:51), un’operazione che permette alla Soyuz nei successivi minuti di scendere e rallentare fino a intercettare l’atmosfera terrestre. Intorno ai 140 chilometri da Terra i moduli della navetta si separano: due si disperdono nell’atmosfera, quello su cui viaggia l’equipaggio prosegue la sua corsa. Quando mancano una decina di chilometri si aprono i due paracadute della Soyuz, la quale decelera fino ai 20 chilometri orari. A pochi minuti dall’atterraggio, previsto per le 15:43, si accendono anche i retrorazzi per potenziare l’effetto di frenata. “A quel punto la Soyuz è stata già intercettata dagli elicotteri russi, con personale russo ed europeo a bordo, pronti ad arrivare sul luogo esatto. In ogni caso- spiega la responsabile unità volo umano spaziale dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Delfina Bertolotto-, appena la Soyuz tocca terra manda immediatamente segnali per essere intercettata”. L’impatto “sarà come quello di una 500 che si scontra contro un tir a folle velocità”, sintetizzano dall’Asi riprendendo l’immagine suggerita dall’astronauta italiano Paolo Nespoli e poi confermata da Parmitano.

L'Italia vista dallo SpazioA quel punto interviene il personale giunto sul posto, si apre il portellone e gli astronauti vengono aiutati ad uscire. Come già fu per Luca Parmitano, Samantha Cristoforetti lascerà per ultima la Soyuz. Subito dopo l’uscita foto e video di rito e il trasferimento in tenda, dove, “spogliati della tuta- prosegue Bertolotto-, si procede alle analisi e alla verifica delle condizioni di salute“.

Il tempo di una cerimonia con le autorità kazake e Cristoforetti e Virts saranno imbarcati su un volo diretto a Houston, Stati Uniti, dove inizieranno un programma di riabilitazione alla vita sulla Terra e continueranno ad essere ‘cavie’ per studiare le modifiche che subisce il corpo sottoposto a più di sei mesi (la missione è durata 200 giorni) di microgravità.

 

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10 Giu 2015
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