Ambiente

Il 22 giugno a Roma gli Stati generali sui cambiamenti climatici

boschi“Gli Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio in Italia che si terranno a Roma lunedì 22 giugno sono un’occasione di assoluta importanza in vista della Conferenza Onu di dicembre a Parigi”. Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, lo scrive nella newsletter del dicastero. “La politica internazionale ha iniziato a correre in vista di questo appuntamento ‘strategico’ per il futuro del pianeta, o meglio per mantenere sulla Terra condizioni che consentano al genere umano di crescere e progredire- dice Galletti- e l’Italia vuole essere ancora una volta protagonista, come già accaduto a Lima sotto la sua presidenza delle istituzioni europee”.

Gli Stati generali sul Clima del 22 giugno, promossi in collaborazione con #ItaliaSicura, saranno l’occasione per “mettere a sistema” idee, proposte, opinioni: “in una parola, il contributo italiano in vista della COP 212, tira le somme Galletti, “il valore aggiunto propositivo che istituzioni, enti intermedi, imprese, associazioni vogliono dare a un paese che, per la sua conformazione geografica, è particolarmente soggetto alle conseguenze del climate change, in particolare a quegli eventi estremi che negli ultimi anni si sono ripetuti con sempre maggiore frequenza e intensità causando lutti e danni gravissimi”.

“Dall’Italia può giungere un importante contributo in termini di tecnologie, esperienze, buone pratiche che troverà una prima occasione di diffusione a livello internazionale in ottobre, quando l’Italia ospiterà l’ultima riunione preparatoria in vista della Cop di Parigi”, avverte Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, e quella di dicembre “è davvero ‘l’ultima chiamata’ per la comunità internazionale” per cui “l’Italia farà di tutto perché sia l’occasione di un accordo storico per il Pianeta e per le generazioni future”.

L’intesa di Parigi “dovrà essere non solo efficace contro il surriscaldamento (e quindi prevedere una decisiva riduzione delle emissioni) ma anche equa- conclude il ministro dell’Ambiente- ciò significa che non potrà rappresentare un freno allo sviluppo di quella parte del mondo i cui abitanti sono ancora lontanissimi dai nostri standard di qualità di vita. Sarà necessario un impegno economico e tecnologico importante, per consentire ai paesi poveri di intraprendere percorsi di crescita economica e sociale senza aggravare il bilancio climatico”.

10 giugno 2015
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