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Il turismo vale l’11% del Pil: dalla Cna 7 misure per potenziare le imprese

FIRENZE – Un pacchetto di sette misure per irrobustire le imprese che operano nel turismo in Italia. È quello che mette sul tappeto Cna, la confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, durante il convegno nazionale ‘Prospettive del turismo 4.0: pubblico e privato a confronto, proposte per innovare e potenziare le politiche del settore’, organizzato dall’associazione di categoria insieme alla banca Cassa di risparmio di Firenze, a palazzo Incontri.

Il turismo rappresenta un segmento vitale dell’economia italiana: vale, attraverso anche l’indotto, l’11,8% del Pil e il 12,8% dell’occupazione

Nel 2017 sono stati 122 milioni i viaggiatori che hanno optato per il Belpaese. Del resto, la domanda turistica a livello globale cresce a un ritmo del 3% annuo. La Toscana resta agganciata al trend nazionale e mondiale: le presenze nel 2017 sono aumentate del 4%, e quest’anno lieviteranno di 2 milioni, trainate dagli arrivi dall’estero e dal turismo culturale. Le proposte di Cna, esposte dal segretario generale dell’associazione, Sergio Silvestrini, si muovono nell’ottica di cogliere le potenzialità di una realtà produttiva sempre più determinante nell’economia nazionale e toscana. E si accordano con gli obiettivi delineati dal ministero dei Beni culturali e del Turismo (Mibact).

Con la prima misura si punta a incentivare e sostenere lo sviluppo di prodotti mirati, in grado di valorizzare le esperienze identitarie del territorio, il patrimonio storico-artistico e culturale per diversificare l’economia. Contestualmente, viene indicato di investire in programmi di formazione e tirocini per rendere il settore più attraente. Azioni combinate che mirano a ridurre la dipendenza dei posti di lavoro dalla stagionalità tipica del turismo.

La seconda misura prevede la riqualificazione delle strutture alberghiere secondo criteri eco-sostenibili. L’idea di Cna è di valorizzare i servizi turistici nei territori con un buon potenziale, ma che hanno subito danni anche di immagine a seguito di calamità. Di pari passo si pensa a integrare le infrastrutture e i trasporti per invogliare alla creazione di reti di itinerari verdi, comprendendo anche i siti naturali minori.

La terza misura incornicia il supporto alle politiche turistiche dei territori e delle specialità identitarie locali con la promozione e la protezione di prodotti alimentari e artigianali di qualità, inseriti in percorsi del gusto, dei sapori e della tradizione. Sulla mobilità e i trasporti viene richiamata la necessità di un sistema di collegamento efficiente, coi centri turistici, che sia conveniente sia per i visitatori che per le imprese. Di pari passo appare centrale il bisogno di promuovere nuove forme di turismo, anche attraverso i social network, con un sistema di identificazione uniforme e trasparente a livello europeo delle piattaforme internet. Questo significa anche inserirsi sui nuovi mercati, quelli in rapida evoluzione, magari attraverso le opportunità rappresentate dalle start-up e dalle aziende innovative.

Il tema dell’accessibilità e della sostenibilità rientra nella quarta misura, che esorta a rivolgere l’attenzione all’uso delle nuove tecnologie anche per le azioni legate a un turismo sociale, ospitale in particolare verso disabili, persone con mobilità ridotta, giovani, anziani e famiglie a basso reddito. Tracciando percorsi e tragitti si conta di valutare la destinazione e le scelte dei viaggiatori, in modo tale da predisporre dei prodotti adeguati e migliorare le destinazioni.

La quinta misura della Cna intende allargare l’accesso alle reti a banda larga in tutte le destinazioni, e mira al contempo a comprimere il divario digitale all’interno dell’Unione europea. Gli altri passi sono la valorizzazione del ricco patrimonio culturale del Paese, includendo i siti meno conosciuti o non facilmente raggiungibili, il riuso dei beni pubblici inutilizzati con il turismo sociale, culturale e ambientale, la messa a frutto del patrimonio immobiliare dello Stato, degli enti pubblici, di Anas situazioni lungo cammini e percorsi storico-religiosi e ciclopedonali. Il tema è quello dello slow travel con circuiti di mobilità lenta, focalizzata sulle destinazioni minori.

E su questi itinerari si innesta anche la sesta misura, che propone di recuperare il patrimonio culturale di pregio (monasteri, castelli, ville) al pari delle costruzioni tipiche della tradizione locale (borghi, masserie, rifugi). Con l’implementazione di strategie innovative la confederazione dell’artigianato punta a superare la stagionalità. Essenziale, a tal proposito, è la creazione di offerte ed esperienze complementari ai prodotti locali in relazione alla cultura, al patrimonio marittimo, agli sport acquatici, alla nautica da diporto, all’osservazione della vita e della natura marina, alle attività balneari, alla pesca artigianale, all’alimentazione e alla salute.

La settima proposta punta al rafforzamento della digitalizzazione e dell’innovazione delle piccole e medie imprese legate al turismo. Il desiderio è di implementare di sistemi di trasporto intelligenti con dati precisi in tempo reale su traffico e mobilità, di dar vita a progetti per garantire informazioni costanti, aggiornate e di facile fruibilità al turista. Altrettanto rilevante è la crescita di itinerari sostenibili con cammini percorribili a piedi o piste ciclabili in combinazione coi servizi ferroviari e transfrontalieri.

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SILVESTRINI: VALORIZZARE OFFERTA PMI E ARTIGIANATO

“Le nostre proposte si inseriscono nel piano di sviluppo del turismo varato dal governo precedente. Stiamo attendendo ancora concretamente la misura, la quantità degli incentivi al riguardo. In ogni caso la nostra assoluta priorità è la valorizzazione di tutte le forme di offerta turistica del sistema eterogeneo, complesso, ma anche di qualità eccelsa rappresentato dal mondo della piccola impresa e dell’artigianato. Questo è il primo obiettivo”. Lo spiega alla ‘Dire’ il segretario generale della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, Sergio Silvestrini. L’occasione per illustrare gli indirizzi di Cna è il convegno ‘Prospettive del turismo 4.0. Pubblico e privato a confronto. Proposte per innovare e potenziare le politiche del settore’, in corso a palazzo Incontri, a Firenze. “Il secondo obiettivo è aggregare le imprese- aggiunge-. Nel mondo di oggi è necessario avere un’offerta poliedrica, diversa che mette insieme vari mestieri, varie esperienze”. Il terzo obiettivo, evidenzia, “è di mettere in connessione la capacità di innovazione del mondo rispetto all’innovazione turistica. Vuol dire che oggi più del 50% delle prenotazioni avvengono attraverso i telefonini, internet, i social”. Pertanto, sostiene Silvestri, “bisogna qualificare, quarto proponimento e obiettivo, tutta la nostra offerta attraverso un sapiente utilizzo delle tecnologie. Non a caso noi parliamo anche di turismo 4.0”. È anche un fatto di formazione e secondo Cna è necessario “che anche qui le Regioni, le istituzioni, il governo aiutino l’imprenditore a formarsi e a sfidare in termini globali un turismo che è sempre di più un elemento di crescita, di sviluppo potenziale, l’asset forse fondamentale per accrescere il nostro prodotto interno lordo”.

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TURISMO. TONINI (CNA): ITALIA, TOSCANA AGGANCIANO TREND MONDO

Italia e Toscana “riescono ad agganciare” il trend crescente del turismo nel mondo. A spiegarlo alla ‘Dire’ è il presidente nazionale del settore Turismo e commercio di Cna, Luca Tonini, a margine di un convegno a palazzo Incontri a Firenze sul ‘turismo 4.0′. “Sotto alcuni aspetti l’Italia e la Toscana dovranno gestire in forma ancora migliore i grandi flussi turistici che stanno arrivano nel nostro Paese- fa notare-. Dobbiamo aprire un po’ di più i nostri territori”. Del resto, “se noi consideriamo quello che è successo durante il ponte dal 25 aprile al primo maggio nelle grandi città d’arte, soprattutto a Venezia, Milano, Firenze, Roma, Napoli ci rendiamo conto che siamo in grado di accogliere e gestire il flusso turistico, ma si corre sempre il rischio di ingolfare le nostre città”. La ricetta di Tonini non passa dall’imposizione di un numero chiuso per gli accessi dei visitatori nelle località d’arte più di grido. Diversamente, invece, “i grandi attrattori, le grandi città d’arte, a mio avviso, devono essere delle porte d’accesso per un territorio molto più ampio, perché l’Italia è turismo da tutte le parti, è turismo dei borghi, dei cammini, degli amanti della bike, dell’enogastronomia”. L’idea è di spargere i turisti su tutto il territorio anche per scongiuarare il paradosso di Vinci: il museo vinciano a Firenze raccoglie numeri ragguardevoli di visitatori, quello della città natale di Leonardo molto meno. Osservata la questione da tale punto di vista, “sicuramente privato e pubblico devono unirsi e lavorare insieme per essere ancora più pronti e preparati per accogliere i turisti del futuro, soprattutto con le infrastrutture”. Sul versante pubblico il presidente Tonini esprime la propria soddisfazione, intanto, per l’approvazione delle modifiche al testo unico del turismo della Toscana: “Ne avevamo bisogno. È un primo passo, molto dovrà essere fatto in futuro”.

10 maggio 2018
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