Governo, base M5S in agitazione: subito legge su conflitto d’interessi

ROMA – Sul blog delle stelle ‘Marco M.’ si rivolge a Luigi Di Maio e ammette lo sconforto: “Io vorrei stare con te. Ma non trasmetti più niente! Vi si sono rotte tutte le webcam? Che fine hanno fatto gli streaming? Cosa vi dite che non possiamo sentire?” La base Cinque stelle e’ in subbuglio. L’astensione benevola di Berlusconi al possibile governo M5s-Lega agita le acque di un Movimento che e’ nato sull’avversione a Berlusconi. 

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L’avversione manifesta di Marco Travaglio, che parla in un editoriale di “larghe fraintese”, di un “pastrocchio” e di un “governo oscuro”, da’ la stura a una vera e propria messe di commenti negativi. Basta andare sulla pagina Facebook di Luigi Di Maio per rendersene conto. Lo spazio dei commenti sotto il video in cui il leader annuncia che presto sara’ dato un governo al Paese e’ preso d’assalto. Pasquale Armentano chiede: “Conflitto di interessi, legge anticorruzione, come le dovrai attuare se fai l’accordo con il leghista destroide scendiletto del condannato di Arcore?“. 

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Un post che riassume il contenuto della stragrande maggioranza. Emanuela Zangrando chiede a Luigi Di Maio: “Ma quali sono le condizioni di Berlusca per aver accettato di farsi da parte? Non sarà che sotto sotto imponga a Salvini le regole del gioco? Mi sembra un grave pericolo per voi”. E cosi’ anche Cinzia La Formica: “Mi sa che vi siete fatto autogol. Ora vediamo la legge sul conflitto d’interesse, vedrai come cade subito il governo. Mi spiace per lei davvero molto”, scrive.

Tra i commenti indignati, risalta quello di Andrea Severino, marito di Virginia Raggi. Pubblica la foto di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi e scrive che “alla fine questi due ‘signori’ si sono rivelati per quello che sono. Il primo a sinistra avrebbe addirittura chiamato Salvini chiedendo impaurito se Berlusconi potesse fare un passo di lato. Il secondo a destra prevedendo una débâcle alle prossime elezioni si è messo da parte. Tutti e due sapevano che se fossimo ritornati alle urne probabilmente sarebbero spariti. Mi rimane comunque il senso di nausea perché se penso alla Lega… vabbè non ci penso e confido nel Movimento”. 

Anche Vittorio Di Battista, il padre dell’ex deputato Alessandro, vive momenti difficili. Rifiuta l’ipotesi di un terzo uomo alla guida del governo. “Il premier. Enrico Giovannini ipotizzato Primo Ministro? Ipotizzo il primo vaffanculo”, scrive. Ma e’ piu’ dialogante rispetto all’accordo con Berlusconi. “Mi può pure star bene che al vecchio Nanetto ladro di tasse si dia la caramellina del “sei meno impresentabile” di altri. Lui succhia tra la dentiera superiore, quella inferiore, sbava e si accontenta. Ma non mi starebbe bene che gli si dia la cancellazione di una legge anti corruzione, di una legge sul conflitto di interessi, di un sostanzioso adeguamento del costo delle concessioni governative, della riforma della prescrizione, eccetera, eccetera. Non mi starebbe bene e mi infianerei di brutto”, dice raccogliendo il plauso di molti simpatizzanti. 

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La ‘base’ non e’ contraria per partito preso.Si preoccupa piuttosto del fatto che l’alleanza con la Lega e indirettamente con Berlusconi non infici il programma. Matteo Ricucci invita a “fare la legge sul conflitto di interessi che la sinistra non ha mai fatto. Voglio vedere se mantenete la parola – dice – altrimenti anche noi dei 5 stelle siamo dei corotti come tutti gli altri”. Uno dei commenti piu’ apprezzati, quello di Gianna Piana, chiede a Di Maio “se si fa l’accordo di reciproco impegno con Salvini, che sia firmato e strafirmato ad ogni riga! Non mi fido del felpato”. Florigio Lista e’ piu’ categorico: “Non cedere a nessuna trattativa di alcun genere con Berlusconi e Forza Italia! Nessun ministro e nessuna altra carica a lui riconducibile in un eventuale governo con la Lega. Mi raccomando, non deluderci!” Luigi Lo Cascio, con moderazione, argomenta: “Il sospetto che Berlusconi, anche se ormai fuori dai giochi, possa condizionare comunque il nuovo governo, a mio parere è concreto. E credo che per fugare ogni dubbio su questo aspetto, uno dei primi provvedimenti del nascente governo dovrebbe essere necessariamente una legge sul conflitto di interessi e sull’antitrust. Quella che la sinistra non ha mai voluto fare. Solo così può iniziare davvero la terza Repubblica”.

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10 maggio 2018
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