Toscana

Buona scuola “lenta”, sindacati: “A settembre 2000 cattedre senza prof”

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FIRENZE – “La Buona scuola è un po’ come quella nota aranciata, non è buona ma è tanta”. Se a questo sommiamo i “problemi” tecnici e organizzativi del nuovo concorso per l’assunzione di 63.712 docenti “esce fuori un ritratto raffazzonato e confuso” dell’azione del governo Renzi. A dirlo sono Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals Toscana in vista dello sciopero nazionale del 20 maggio, che vedrà Firenze protagonista della manifestazione regionale. Il “j’accuse” dei sindacati parte da una dato: “il concorso non eliminerà il precariato” dietro le cattedre. “Colpa”, in parte, dei tempi. Il ministero dell’Istruzione “ha lanciato il concorso con troppa fretta- spiega Alessandro Rapezzi, il segretario toscano della Flc Cgil- rischiando di farlo male”.

scuola_classeIl risultato in Toscana è “ormai certo: le procedure concorsuali termineranno dopo l’inizio del nuovo anno scolastico: significa che mancheranno docenti soprattutto in settori strategici della scuola come infanzia, primaria, materie letterarie, linguistiche e scientifiche”. Lo scenario è così certo che i sindacati hanno fatto già il conto dell’ammanco: dei 4.300 insegnanti in arrivo in Toscana nel triennio su cui è spalmato il concorso (2016-18) “circa 2.000 posti a settembre resteranno vacanti“. Per questo, continua Rapezzi, “il ricorso ai precari sarà inevitabile“. Non solo, gli fa eco Patrizia Fabbroni della Uil scuola, “il conto dei precari è destinato ad aumentare visto che non c’è corrispondenza tra necessità e posti effettivi”. A questi poi vanno aggiunto i precari delle docenza di sostegno “che saranno 2.500”. Oltre al capitolo direttamente collegato al ‘concorsone’ i sindacati puntano il dito anche su un’altra tematica spinosa e tutta toscana, quella del personale Ata.

scuolaSu questo fronte sono due le criticità principali: la prima riguarda “il blocco delle assunzioni” visto che il sistema è in attesa della definizione dei possibili esuberi provenienti dalle ex province. La seconda vede al centro, di nuovo, il tema della precarietà, quel piccolo esercito che in Toscana conta 1.349 unità, ovvero il 10% del personale Ata complessivo. Per tutti loro, assunti fino al 30 giugno 2016, “dai primi di giugno- denunciano i sindacati- scatta l’obbligo di usufruire delle ferie maturate” altrimenti c’è il rischio che sia contestato il danno erariale. Così facendo però, visto che la scuola non chiude il 10 giugno, ma va avanti con gli esami di terza media e maturità, lo svolgimento del concorso e i corsi di recupero, l’attività “viene messa a rischio”. Rapezzi racconta di aver informato la prefettura di Firenze “che però ancora non ha risposto alla nostra lettera”. La Regione, invece, “si farà carico di segnalare la questione al Governo per cercare di sanarla”. Per i confederali l’unica soluzione è la proroga dei contratti al 31 agosto per far scattare le ferie a scuole davvero chiuse. Infine, guardando ai temi nazionali, anche in Toscana c’è la questione economica, con il contratto “del personale della scuola fermo al 2007: questo- attaccano le parti sociali- sarebbe già un motivo più che sufficiente per motivare lo sciopero del prossimo 20 maggio. Il rinnovo infatti è necessario per valorizzare tutti i lavoratori della scuola sempre più vessati da maggiori carichi di lavoro ed uno stipendio che perde sempre più il suo potere di acquisto”.

di Diego Giorgi, giornalista

10 maggio 2016
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