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Le confessioni della Fornero: sulle pensioni Consulta incomprensibile, e peccato Monti in politica

elsa fornero“Facevo parte di un Governo di tecnici chiamati a ridare credibilità al Paese. Monti mi chiese subito la riforma delle pensioni, che era la principale richiesta della Bce all’Italia. Sono stati giorni durissimi perché bisognava dare una risposta immediata. E questa è la ragione perché quella sentenza della Corte costituzionale dal mio punto di vista è incomprensibile”. E’ quanto ha spiegato oggi l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero a ‘In mezz’ora’, chiamata da Lucia Annunziata a commentare la sentenza della Consulta sul blocco delle indicizzazioni.

“Ma non è stata bocciata la riforma, quel taglio delle indicizzazioni non c’era- ha chiarito Fornero- Era chiaro che la riforma non poteva fare tagli di spesa nell’immediato, quindi quella decisione venne dal Tesoro perché, con quel blocco all’indicizzazione, si ottenevano risparmi immediati. Non sono i conti pubblici oggi a essere messi a rischio ma quella sentenza rimette al centro i diritti acquisiti, cosa che andrebbe ridiscussa con grande pacatezza. Bisogna domandarsi chi paga il conto e se a pagare sono sempre i giovani, vuol dire che noi non abbiamo nella Costituzione una protezione delle popolazioni giovani e questo dovrebbero chiedersi quei giudici. Una riforma delle pensioni è fatta per ribilanciare rapporti fra le generazioni a favore dei giovani, è quel messaggio forte che i giudici hanno cambiato”.

Ma Fornero ha parlato anche di altro. “La decisione di Mario Monti di entrare in politica- ha detto, ad esempio- è stata una sbagliata. Avremmo dovuto essere tecnici fino in fondo. Noi avremmo dovuto uscire da tecnici e dire: questo è quello che lasciamo al Paese. I partiti avrebbero dovuto continuare le riforme”.

Elsa Fornero ha poi spiegato a In mezz’ora che nei suoi confronti è scattata una discriminazione che è il riflesso di un più generale atteggiamento misogino. “Assolutamente si’- risponde l’ex ministro- io sono convinta che in Italia ci sia ancora un substrato di maschilismo diffuso, di un atteggiamento misogino di non risconoscimento della parità dei diritti delle donne e di discriminazione. Qualche volta questo sconfina in atteggiamenti che sono squisitamente fascisti”.

Sul lavoro secondo Fornero “Il jobs act è la continuazione della nostra riforma solo che noi non potevamo fare le stesse cose”.

Infine un attacco al presidente del Pd, Matteo Orfini. “Che il presidente del Pd usi certe espressioni, mi sembra patetico, di una persona che non ha argomentazioni. Se fai il presidente di un partito che governa, il linguaggio lo devi mantenere adatto sempre. Perché c’è il valore dell’esempio”.

10 maggio 2015

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