“Bagnini solo maschi”, ma ad Alice ‘Non je sta bene che no’

Alice Soldi, giovane bagnina di Fano, si è sentita dire 'no' da molti gestori di stabilimenti con varie scuse. Venerdì si laurea in Biologia, ma ha comunque deciso di scrivere una lettera a un giornale per protestare
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BOLOGNA – C’è da chiedersi se i balneari di Fano e Pesaro abbiano mai guardato Baywatch negli anni ’90. Perché non si spiega il motivo per cui, a trent’anni dalla messa in onda del telefilm che tenuto incollati al teleschermo milioni di telespettatori con le storie di bagnine belle e in gamba, ancora si possa ritenere strana, un’anomalia, la presenza in spiaggia di ragazze con compiti di salvataggio e assistenza ai bagnanti.

Ora tutti la chiamano, tutti la cercano e la vogliono sulla battigia del loro stabilimento, ma Alice Soldi, 26 anni, biologa con la passione del nuoto e un brevetto da bagnino in tasca, finora nella sua Fano ha trovato solo porte chiuse, risatine, paternalismo, persino qualche sgradevole avance. “Non volevo creare tutto questo scompiglio. Spero solo serva a qualcosa”, racconta alla ‘Dire’ Alice, diventata famosa suo malgrado dopo aver scritto una lettera alla redazione locale del Resto del Carlino in cui ha raccontato la sua esperienza di rifiuti e indifferenza: ‘sei giovane‘, ‘sei troppo carina‘, ‘potresti distrarre i clienti‘, si è sentita dire quando nel 2016, preso il brevetto, si è proposta negli stabilimenti balnaeri della sua città.

Per lavorare è dovuta ‘emigrare’ a Numana, dove per tre stagioni ha fatto parte di team di salvataggio composto da ragazze e ragazzi. Quest’anno, con un po’ di esperienza alle spalle, ha provato a tornare sulle spiagge di casa. Niente da fare.

Eppure i balneari si lamentano di aver ricevuto pochi curriculum. Mi sono detta: ma come? Non possono rifiutarmi solo perchè sono una ragazza”, protesta Alice, che venerdì discuterà la tesi per conseguire la laurea specialistica in Ecologia e conservazione della natura all’Università di Parma dopo mesi di studio sul campo in Paraguay ed esperienze in giro per il mondo (condivide il dna di viaggiatrice con il fratello archeologo, Sebastiano).

Ora le offerte di lavoro fioccano. “Ho ricevuto tante proposte, andrò a fare qualche colloquio e valuterò. Quando ho scritto quella lettera, il mio obiettivo non era trovare lavoro, ma denunciare un’ingiustizia. Tutti sanno che gli stabilimenti non prendono ragazze, ma nessuno dice niente, si lascia correre e non mi sta bene”, scandisce Alice.

Insomma, anche a lei, come a Simone di Torre Maura per altre questioni, ‘non je sta bene che no’. Come Simone, la biologa fanese prestata al mare è diventata famosa: l’hanno contattata diversi programmi televisivi, ma lei cerca di tenere i piedi per terra. “Non voglio che questa vicenda venga strumentalizzata e si perda di vista il merito della questione. E poi venerdì devo discutere la tesi. La mia priorità è quella”, assicura.

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10 Aprile 2019
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