Libia, l’Unhcr trasferisce 150 rifugiati dopo gli scontri: “Non è sicura”

"I rifugiati in Libia sono a rischio". L'Agenzia delle Nazioni unite ha spostato 150 migranti dal centro di detenzione di Ain Zara, che si trova in piena zona di scontri
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ROMA – “In Libia molti rifugiati e migranti sono soggetti a terribili violenze. Ora sono ancora più esposti a seri rischi e non deve essere tralasciato alcuno sforzo volto a trarre in salvo tutti i civili e a garantire loro un luogo più sicuro”, ha dichiarato Matthew Brook, vice capo Missione dell’Unhcr (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati) in Libia. Ed è per questo motivi che ieri, alla luce dell’attuale situazione d’instabilità a Tripoli, l’Unhcr ha ricollocato oltre 150 rifugiati dal Centro di detenzione di Ain Zara, nei quartieri sud della capitale libica, in un proprio centro di raccolta e partenza situato in un’area sicura nelle vicinanze. Proprio l’area circostante il centro di detenzione di Ain Zara, infatti, è stata teatro di intensi scontri.

Alcuni rifugiati hanno riferito all’Unhcr di avere paura e di temere per la propria incolumità a causa dei combattimenti in corso nella zona, nonché di avere ormai a disposizione quantità minime di scorte. L’Unhcr fa sapere di stare lavorando a stretto contatto con le autorità e coi propri partner per garantire che un numero ulteriore di persone vulnerabili sia ricollocato dai Centri di detenzione.

Dall’inizio degli scontri 3-4.000 in fuga

Da quando sono scoppiati gli scontri nella capitale libica, oltre 3.400 cittadini sono stati costretti alla fuga e molti altri sono rimasti vittime del fuoco incrociato, impossibilitati a mettersi in salvo. L’Unhcr si unisce al resto degli attori umanitari per sollecitare “il rispetto degli obblighi legali internazionali volti ad assicurare l’incolumità di tutti i civili e l’integrità delle infrastrutture, oltre che a garantire un accesso incondizionato, sicuro, duraturo e senza impedimenti degli aiuti umanitari alle aree colpite”.

Nell’ambito della risposta d’emergenza alle violenze in atto, l’Unhcr ha inoltre predisposto la presenza di aiuti a Tripoli e Misurata, rafforzando la capacità dei propri servizi di assistenza telefonica e assicurando la continuità dei programmi di protezione per rifugiati e sfollati interni negli insediamenti urbani. “Le condizioni in Libia non sono sicure per i rifugiati e i migranti soccorsi o intercettati- ribadisce nuovamente l’Unhcr-, pertanto queste persone non possono essere riportate qui”.

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10 Aprile 2019
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