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‘Il banchetto di Babele’, per saziare il corpo e l’anima

“Con il banchetto di Babele prima di saziare il corpo si sazia l’anima” spiega la regista colombiana Nube Sandoval, che per la Fondazione il Faro di Susanna Agnelli ha realizzato uno spettacolo teatrale incentrato sul rapporto tra corpo, danza e cibo del paese d’origine. Al centro della scena (vedi il trailer anche su www.dire.it), 14 giovani donne del corso ‘allieve cuoco’, provenienti da 11 stati dell’Africa, Bosnia, Ucraina e Afghanistan.

 

“Le ragazze coinvolte nel progetto sono tutte rifugiate che, per un motivo o l’altro, hanno dovuto abbandonare il loro Paese d’origine spesso per eventi traumatici- dice Sandoval-, rispetto a quanto accaduto nessuno sara’ come prima e la maniera in cui si assimila, si elabora e si va avanti, e’ quello che fa la differenza tra il rimanere con il trauma e il dolore oppure riuscire a proiettarsi nel futuro e andare avanti”.

 

“Il Faro” in questo ha una visione lungimirante, prosegue la regista “perche’ concepisce un percorso dove la qualita’ dell’accoglienza e del percorso formativo prevede anche di fare un potenziamento dell’individuo e una riabilitazione psico-sociale per affrontare il mondo del lavoro. In questo il teatro e’ servito per collegare questi due aspetti. ‘Il banchetto di Babele’ e’ cibo, diversita’, teatro, danza… è il tavolo del mondo che vorremmo”, pieno di colori e ricco di differenze, spiega la regista.

10 aprile 2015

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