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Greenpeace, in sei ancora sulla piattaforma di Shell nel Pacifico – FOTO

Aggiornamento 10 aprile 2015

Sono accampati ormai da quasi quattro giorni sulla ‘Polar Pioneer’, piattaforma in uso a Shell e in viaggio nell’Oceano Pacifico, sei attivisti di Greenpeace che quasi novanta ore fa l’hanno scalata per opporsi alle trivellazioni nel Mare Artico, vicino l’Alaska.

“I sei attivisti, che non stanno interferendo in alcun modo con le attività di navigazione, si trovano sul lato inferiore del ponte principale della Polar Pioneer- spiega una nota – nelle scorse ore hanno aperto uno striscione raffigurante un gufo delle nevi, contenente i nomi di milioni di persone che in tutto il mondo hanno firmato finora la petizione di Greenpeace in difesa dell’Artico”.

‘Come arrampicarsi su una piattaforma petrolifera’ guarda il video GoPro

Una nuova ricerca indipendente realizzata dalla National Academy of Sciences “chiarisce come non ci sia un modo efficace per rimediare a uno sversamento petrolifero in un’area in remota, ghiacciata e tempestosa come l’Artico- avverte Greenpeace- questa ricerca è l’ennesima sfida a quanto sostiene invece Shell, che afferma di avere le capacità per fronteggiare una tale evenienza”.

Il governo degli Stati Uniti stima che ci sia “il 75% di possibilità che avvenga un ingente sversamento di petrolio nel Mare di Chukchi, come conseguenza di attività di pompaggio e trattamento in quell’area- ricorda l’associazione- inoltre, un altro studio, finanziato proprio dal governo statunitense, solleva seri dubbi sulla possibilità di fronteggiare uno sversamento di grandi proporzioni”. Nonostante questo, però, solo qualche giorno fa il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti aveva annunciato un primo via libera alle concessioni petrolifere nell’Artico, “un passo che potrebbe significare che entro cento giorni Shell sarà autorizzata a trivellare nel Mare Artico vicino l’Alaska”.

ROMA – “Poche ore fa, a 750 miglia a nord ovest delle Isole Hawaii, nell’Oceano Pacifico, sei attivisti di Greenpeace hanno scalato la ‘Polar Pioneer’, piattaforma petrolifera di Shell destinata alle trivellazioni nel Mare di Chukchi, in Alaska”. Solo qualche giorno fa – spiega una nota dell’associazione ambientalista – il Dipartimento degli Interni degli Sati Uniti aveva annunciato un primo via libera alle concessioni petrolifere nell’Artico, “un passo che potrebbe significare che entro cento giorni Shell sarà autorizzata a trivellare nel Mare Artico vicino l’Alaska”.

I sei attivisti sono accampati sul lato inferiore del ponte principale della ‘Polar Pioneer’. Hanno forniture che gli permettono di restare a bordo per diversi giorni e sono dotati di tecnologia che consente loro di comunicare in tempo reale, pur trovandosi a centinaia di miglia da terra. L’’Esperanza’, nave rompighiaccio di Greenpeace, ha inseguito la ‘Polar Pioneer’ per oltre 5 mila miglia nautiche, da quando negli scorsi giorni aveva lasciato Brunei Bay in Malesia.

I sei attivisti – “che non interferiranno con le operazioni di navigazione” precisa Greenpeace – sono la statunitense Aliyah Field, il neozelandese Johno Smith, lo svedese Andreas Widlund, l’austriaca Miriam Friedrich, l’australiana Zoe Buckley Lennox e il tedesco Jens Loewe.

10 aprile 2015

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