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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura

FINCANTIERI, FUMATA NERA SUL PIANO DELL’AZIENDA – Nulla di fatto al termine dell’incontro di ieri tra Fim, Fiom, Uilm e Fincantieri sulle politiche industriali e i programmi produttivi. Restano infatti le distanze tra intenzioni dell’azienda e piattaforma dei sindacati, come conferma la Fiom Cgil, che constata “le enormi distanze che esistono fra le posizioni dell’azienda e le nostre richieste”. Le stesse distanze si erano già registrate nei precedenti incontri. I temi sono quelli “degli orari, della sicurezza e degli appalti, oggi aggravati a causa dell’intenzione dell’azienda di dare corso ad una graduale esternalizzazione delle attività di scafo, della non chiarezza circa il futuro societario dell’Isotta Fraschini e della conferma che la meccanica di Riva Trigoso potrebbe diventare una controllata”. Secondo Bruno Papignani, coordinatore nazionale Fiom- per Fincantieri, “pur annunciando il rientro di alcune attività prevalentemente di progettazione non vi è, allo stato, sufficiente chiarezza circa la distribuzione dei carichi di lavoro nei singoli cantieri relativi alle future commesse”. Nei prossimi incontri, previsti per il 12 e il 16 marzo prossimi, verranno affrontati i temi della formazione e dei salari, oltre ad approfondire alcuni dei temi già trattati.  “Auspichiamo – afferma la Fiom – che in quelle sedi l’azienda rinunci alle proprie pretese e decida finalmente di confrontarsi sulle nostre richieste”. Il sindacato “ritiene a questo punto necessario che entro la giornata di venerdì 13 marzo si svolgano assemblee in tutti i cantieri e le sedi, per informare i lavoratori e decidere con loro quali comportamenti assumere circa l’andamento del confronto”.

 

TENARIS DALMINE, ADESIONE MASSICCIA ALLO SCIOPERO – Elevata adesione allo sciopero indetto dai lavoratori della Tenerais di Dalmine contro la decisione dell’azienda di licenziare 400 lavoratori. “Gli impianti sono rimasti fermi e gli impiegati non sono andati a lavorare- commenta Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia- di fatto opponendo un’ottima risposta a sostegno di una vertenza che ha come obiettivo la salvaguardia dei posti di lavoro. Gli esuberi possono essere evitati attraverso i contratti di solidarietà”. “In particolare possono essere salvati i posti di lavoro degli apprendisti recentemente inseriti in azienda”, sostiene il segretario dei metalmeccanici. “Per la Fiom non è accettabile che, a fronte della possibilità di usare l’ammortizzatore sociale dei contratti di solidarietà, l’azienda decida di proseguire con gli esuberi, senza accettare un confronto con le organizzazioni sindacali”, aggiunge Rota. “L’ottima risposta dei lavoratori, sia impiegati che operai, conclude Rota, dimostra che il sindacato ha una proposta seria e credibile che deve essere esaminata e percorsa fino in fondo”.

 

PIEMONTE. SINDACATI A REGIONE: TUTELARE OCCUPAZIONE PARTECIPATE –  E’ fissato per domani l’incontro tra  Cgil, Cisl e Uil del Piemonte con l’assessore regionale Giuseppina De Santis per discutere di Partecipate, settore che, secondo i dati del sindacato, nella regione occupa oltre 41 mila dipendenti e produce beni e servizi per l’ente partecipante per un valore complessivo della produzione di 3 milioni e 200 mila euro.”Siamo preoccupati delle scelte già effettuate dalla Regione che hanno messo fortemente in discussione gli assetti occupazionali di alcune di queste società, senza un piano generale di intervento che sappia  valorizzare il contributo che questo settore offre allo sviluppo e alla tenuta occupazionale del Piemonte- sottolineano in una nota  Elena Ferro, Giovanni Baratta, Domenico Paoli delle segreterie piemontesi di Cgil-Cisl-Uil- per questo invitiamo la Regione ad un confronto serio per trovare soluzioni condivise che salvaguardino occupazione ed efficienza”.

 

CIVITA ROMA, LAVORATORI IN STATO AGITAZIONE – “Giovedi 12 marzo si terrà un’assemblea dei lavoratori di Civita, società che gestisce, in proroga fino al 31 marzo, l’appalto per i servizi strumentali del museo Maxxi”. Così, in una nota, Anna De Marco, segretaria generale della Filcams Cgil Roma Nord.  “I lavoratori, 36 in tutto,- continua- sono inquadrati con il Ccnl del terziario che non prevede clausola di salvaguardia e, a differenza del passato, il capitolato d’appalto non contiene vincoli che obblighino l’azienda subentrante, la National services Srl, a impiegare quei lavoratori per lo svolgimento del servizio. Nonostante le richieste di incontro per ricevere chiarimenti e rassicurazioni sul destino dei lavoratori formulate, prima come categoria poi a livello confederale, sia alla Fondazione, la cui presidente è Giovanna Melandri, che all’azienda subentrante, non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Nel frattempo Civita ha manifestato l’intenzione di aprire una procedura di mobilità per i lavoratori dal momento che, allo scadere della proroga, non sa dove ricollocarli”. “Il quadro- aggiunge- è davvero drammatico e il silenzio della Fondazione totale. Se la situazione non si dovesse sbloccare, come ci auguriamo, nei prossimi giorni apriremo lo stato di agitazione e indiremo una giornata di sciopero per domenica 15 marzo”.

 

BANCHE. DEXIA CREDIOP, 177 POSTI DI LAVORO A RISCHIO – “Si avvia alla fine la procedura legale per i licenziamenti collettivi di lavoratori italiani innestata dal fallimento della Banca parastatale franco-belga Dexia. In Francia e in Belgio lavoratori ricollocati e indennizzi adeguati, mentre Governo e Istituzioni italiane girano la testa dall’altra parte”. È quanto denuncia la Fisac Cgil in una nota pubblicata sul suo portale internet in occasione della manifestazione di ieri, 9 marzo, sotto gli uffici del ministero del Lavoro. Dexia – si spiega nella nota – mantiene il controllo di Crediop, banca italiana che, nella sua ormai quasi centenaria attività, ha maturato una elevata specializzazione nel finanziamento delle infrastrutture (Autostrade, TAV, Energie alternative, Telecomunicazioni, Ospedali, investimenti degli Enti locali, etc.). Il Gruppo Dexia – sostanzialmente fallito e nazionalizzato dagli Stati di Francia e del Belgio – attualmente ne detiene il 70% del capitale, le restanti quote sono detenute da importanti banche italiane: Banca Popolare dell’Emilia Romagna (10%), Banca Popolare di Milano (10%) e Banco Popolare (10%). Il Crediop, negli ultimi 10 anni prima della crisi, ha finanziato in Italia oltre 45 miliardi di euro di investimenti, dando lavoro e creando sviluppo.  “I Governi di Francia e Belgio, d’intesa con la Commissione Europea- spiega ancora la Fisac Cgil- hanno recentemente deciso di mettere in liquidazione la Banca italiana, avviandola verso il licenziamento dei suoi 177 lavoratori e iniziando il trasferimento oltralpe di capitali, attività finanziarie e lavoro. Il personale e il know how hanno già iniziato ad essere dispersi. Il patrimonio, centinaia di milioni di euro di cui il 30% di proprietà di Banche popolari italiane, sarà bruciato nella liquidazione di un gruppo parastatale franco-belga. Gli asset – 18 miliardi di mutui e bond di Regioni, Province e Comuni italiani – saranno trasferiti all’estero e non potranno essere rinegoziati se necessario, aggravando la rigidità dei bilanci dei nostri Enti territoriali”.

 

IMOLA, CGIL: ALTRI MILLE POSTI DI LAVORO A RISCHIO ENTRO 2015 – Una valanga di esuberi si prospetta anche per il 2015 nel territorio di Imola. È l’allarme lanciato dalla Cgil al direttivo della Camera del lavoro locale che si è svolto ieri pomeriggio, alla presenza di Cesare Melloni, della segreteria della Cgil regionale.  “Un altro migliaio di posti di lavoro sono a rischio nei prossimi mesi- sostiene Paolo Stefani, segretario della Cgil locale- In edilizia non è finita l’emorragia, soprattutto nelle piccole imprese. A giugno scadrà la cassa integrazione per i lavoratori della Cesi, ma non abbiamo ancora avuto nessuna risposta da parte della cooperazione alla nostra proposta di chiedere al ministero un prolungamento degli ammortizzatori sociali, possibile se si considera la crisi delle cooperative di costruzione come un’unica crisi. Nella ceramica, a seguito delle ristrutturazioni, si contano ancora 400 esuberi, mentre nel commercio abbiamo l’incognita Mercatone, che potrebbe coinvolgere 200 persone. Altri 200 posti sono in bilico se sommiamo diverse piccole imprese, che si scontrano con il problema di accesso al credito, non ancora risolto”. “L’unica nota positiva – aggiunge il dirigente sindacale – è che tutte le aziende impegnate sull’export, spinte anche dalla debolezza della moneta, continuano ad acquisire commesse. Nonostante i nuovi provvedimenti legislativi, tanto sbandierati, e il falso ottimismo, supportato da numeri ridicoli di previsione di crescita, il nostro osservatorio ci dice che il saldo tra i nuovi posti di lavoro e quelli persi sarà drammaticamente negativo. Ci si continua ad accanire sui lavoratori, privandoli dei diritti, piuttosto che concentrarsi sulla creazione di posti di lavoro, con investimenti nel pubblico e nel privato. In un momento critico come questo, che richiederebbe una politica all’altezza, in grado di progettare, siamo invece al livello più basso di fiducia da parte dei cittadini, che sfocia anche in un astensionismo allarmante, come è capitato alle elezioni regionali”.

 

PARTITE IVA, ONLINE QUESTIONARIO NIDIL CGIL – “Dimmi che lavoro fai e ti dirò chi sei. È on-line sul sito di Nidil Cgil, il sindacato degli atipici sindacato di corso d’Italia un questionario dedicato alle partite Iva. Si tratta di un’indagine rivolta a tutti quei lavoratori con questa tipologia contrattuale, e in particolar modo a quanti temono che la “partita Iva” nasconda in realtà un rapporto di lavoro dipendente. Rispondendo a quattro domande semplici e naturalmente anonime il lavoratore avrà così modo di sapere se a norma di legge la sua partita Iva è “genuina”, o se invece maschera un rapporto di lavoro subordinato. “Al lavoratore- si legge in una nota stampa- sarà poi indicata la più vicina sede di NidiL Cgil alla quale rivolgersi sia per far valere i propri diritti, sia per poter sfruttare i servizi che il sindacato mette in campo per le partite Iva. È particolarmente importante che i lavoratori con una ‘falsa’ partita Iva si rivolgano quanto prima al sindacato per capire se ci sono i margini di trasformazione del proprio rapporto di lavoro in un contratto a tempo indeterminato”.

10 marzo 2015

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