Comunali a Roma, Pivetti. “Mi hanno chiesto candidatura, non dico no”

irene pivettiMi hanno chiesto di fare la candidata del centrodestra a Roma, ne abbiamo parlato. Mi ha molto onorato il fatto che qualcuno considerasse questa ipotesi credibile”. A parlare, in una lunga intervista rilasciata al programma di Rai Radio2 Un Giorno da Pecora, è Irene Pivetti, da molti considerata una delle papabili candidate a sindaco di Roma per il centrodestra.

E lei cosa pensa di questa proposta? “Sono giochi in cui non ho niente dire, aspetto che si chiariscano gli equilibri. Anche perché governare una città come Roma deve essere il risultato di una vasto e convinto consenso”.

Quindi lei prederebbe in considerazione la candidatura solo se ci fosse un centrodestra unito? “Sì, se ci fosse una visione coerente da parte di tanti”.

In quel caso, dunque, sarebbe disponibile. “Ora io faccio l’imprenditore e dovrei interrompere quel che sto facendo, sto aiutando le imprese italiane a sbarcare sul mercato cinese”.

Comunque, non direbbe di no a priori. “Non dico no, ma in questo si sta legittimamente proponendo anche ad altri”.

Tipo Rita Della Chiesa? “Non lo so”.

Oppure Alfio Marchini. “Marchini lo nominai nel cda della Rai in quota D’Alema, ai tempi era un giovane e brillante imprenditore dalemiano…”.

A farle la proposta è stata Giorgia Meloni? “No”. Forse Matteo Salvini? “Diciamo che ne ho parlato con alcune persone”. Lei è di Milano, e anche lì si cerca un candidato per il centrodestra. “Ma non è che il sindaco è una carica etnica…A Roma poi di sindaci che venivano da fuori e che hanno fatto bene ce ne sono stati parecchi”.

Cosa farebbe come prima cosa se venisse eletta sindaco? “Le grandi opere della quotidianità: il fondo stradale, il verde pubblico, le buche, i tombini”, ha concluso a Radio2 Irene Pivetti.

10 Febbraio 2016
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