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Siria, Medici senza frontiere lancia l’allarme: “Il sistema sanitario è al collasso”

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Il sistema sanitario nel distretto siriano di Azaz, al confine con la Turchia, e’ al collasso a causa dell’intensificarsi delle azioni militari da parte dell’esercito del regime di Damasco. Tale azione rientra nell’ambito della repressione – che si sta conducendo da giorni nel governatorato settentrionale di Aleppo – della dissidenza ribelle. A lanciare l’allarme e’ Medici senza frontiere (Msf). La ong internazionale avverte in una nota che da Azaz 30mila sfollati si sono riversati nelle aree al confine con la Turchia in cerca di salvezza, e “ogni intensificarsi dei combattimenti rendera’ ancora piu grave la crisi umanitaria in atto”, all’interno di un territorio il cui sistema sanitario “era gia’ devastato”. Infatti, come aggiunge Msf, “nelle ultime due settimane diversi ospedali e piccoli centri sanitari hanno subito bombardamenti aerei ad Azaz e nelle aree rurali intorno ad Aleppo, tra cui almeno tre ospedali supportati da Msf”. “Il distretto di Azaz e’ tra i piu’ colpiti in questa guerra brutale e ancora una volta l’assistenza sanitaria e’ sotto assedio” ha detto Muskilda Zancada, capomissione di Msf per la Siria. “Siamo molto preoccupati- ha aggiunto- per la situazione nell’area meridionale del distretto, dove lo staff medico, temendo per la propria vita, e’ stato costretto a fuggire e dove gli ospedali sono stati chiusi o possono offrire solo servizi di emergenza limitati”. Intanto l’ong fa sapere anche che da sabato scorso in un ospedale del nord di Azaz “i pazienti ambulatoriali sono aumentati del 50% e vengono effettuate circa 160 visite mediche al giorno, la maggior parte per infezioni alle vie respiratorie”. Per tamponare l’emergenza l’ong ha aumentato i posti letto dell’ospedale da 28 a 36 e si sta preparando “a un ulteriore ampliamento nel caso fosse necessario”

I bombardamenti, oltre ad aver portato al collasso il sistema sanitario di Azaz, stanno provocando un enorme esodo di persone verso le aree limitrofe al confine siriano: “la maggior parte di loro vive al di fuori dei campi rifugiati esistenti, che ospitano gia’ decine di migliaia di persone sfollate in precedenza a causa del conflitto” informa ancora la ong attraverso il suo comunicato diffuso oggi, avvertendo che le organizzazioni impegnate nel fronteggiare i bisogni primari di queste persone “non saranno in grado di affrontare nuovi afflussi di sfollati”. Pertanto, Msf “chiede a tutte le parti in conflitto di prendere le misure necessarie per prevenire ulteriori sfollamenti di massa e un peggioramento della crisi umanitaria nonche’ delle poche strutture mediche ancora funzionanti”.

10 febbraio 2016
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